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Londra vissuta dagli Italiani ...

London Bridge

Sintesi

London Bridge è una importante stazione della metropolitana (Jubilee Line, Northern Line) e ferroviaria (Southern, Southeastern, South West Trains). Il "Ponte di Londra" collega due zone storiche, la City of London, sulla sponda settentrionale del Tamigi, dove si trovava la Romana Londinium, con Southwark, sulla sponda meridionale, dove si trova la stazione in oggetto. Ha rappresentato il luogo dove la Monarchia ha mostrato la sua forza, visto che i "traditori", come leggerete in uno dei paragrafi di questa pagina, venivano impiccati, decapitati e la relativa testa veniva esposta su di un palo sul Ponte, sino a che gli agenti atmosferici ed i corvi non ne avessero fatto rimanere solo il teschio.

Distanza dal centro: 2,4 miglia.

Attrattiva: notevole. Si tratta di un'area storica molto viva ed interessante, soprattutto in alcuni suoi angoli.

Descrizione dell'area attorno alla stazione

Se uscite dalla stazione della metrropolitana, seguite Borough High Street verso nord e raggiungete la Cattedrale di Southwark. Terminata la visita, seguendo la strada citata, raggiungete il Tamigi e London Bridge, che vi consente di passare dall'altra parte del Fiume, raggiungendo la City of London. Sulla destra, in lontananza, vedete una nave ancorata, HMS Belfast. In alternativa, andando verso sud, trovate Borough Market e poi risalendo verso il Fiume, Shakespeare Globe. Se, invece, uscite dalla stazione ferroviaria, siete dominati dalla enorme struttura piramidale denominata The Shard. Portatevi verso il Fiume, passeggiando lungo la riva meridionale, raggiungendo City Hall, attorniata da tanti edifici moderni e dallo spazio verde Potters Fields Park.

Toponimo

Come leggerete in "Storia", il nome si spiega facilmente, dato che "London" + "Bridge" indica il Ponte, originariamente in legno, poi in pietra, che collega la riva meridionale del Tamigi di Southwark con quella settentrionale della City of London, dove, in epoca romana sorgeva Londinium.

Storia

La storia dell'area è riportata lucidamente, seppur non approfonditamente, da John Stow in "Survey of London" (alle pagine 21-26 nell'edizione del 1598, alle pagine 9-11 nell'edizione del 1603). Meno chiara e lineare, ma più approfondita è la stessa come riportata da Edward Walford alle voci "The southern suburbs: Introduction", nonché "Southwark: Old London Bridge", in "Old and New London: Volume 6" (1878), pagine 1-15, che traduciamo e sintetizziamo liberamente. Ulteriori informazioni sono fornite da Richard Thomson in "Chronicles of London Bridge" (1827), nonché sotto la voce "Austin canons: Priory of Southwark", in "A History of the County of London: Volume 1, London Within the Bars, Westminster and Southwark" (1909), pagine 480-484, che traduciamo e sintetizziamo liberamente

1 Eventi storici di rilievo

Per semplificare la lettura, distinguiamo i seguenti punti:

1.1 Le origini dell'area - Il Ponte di legno

Circa 2.000 anni fa, il territorio di Southwark, Lambeth e della maggior parte dei distretti limitrofi, sino a sud, sui terreni ascendenti di Brixton, Streatham e Clapham, era poco più di una monotona e triste palude, abitata dal tarabuso (uccello) e dalla rana, con selvaggi dipinti che vagavano in questi luoghi. Le legioni di Giulio Cesare conquistarono l'area. Come appena indicato, la bassa lingua di terra pianeggiante delimitata su tre lati dal Tamigi nella curva che esso crea tra Greenwich e Vauxhall, senza alcun dubbio, originariamente, veniva sommersa dalla marea, e formava una grande palude che si estendeva sino ai piedi delle piccole eminenze che legava il suo quarto lato a sud. E' quasi certo che questo spazio venne arginato artificialmente dai Romani, in modo da evitare che venisse inondato. Non vi è dubbio che il sito fu abitato dai Romani: Charles Knight racconta che "vennero rinvenute chiare vestigia di case romane, non solo a Southwark (ndr St. George's Fields), ma qua e là lungo la riva del Fiume sino ad est a Deptford.". Il che prova che i Romani crearono una forma di insediamento e che sin dai tempi remoti, c'era sul lato meridionale un sobborgo costituito da case d'abitazione collegate a Londinium da un traghetto, dove la grande strada romana Watling attraversava il Tamigi. E' possibile, come qualcuno sostiene che i Romani abbiano anche costruito il primo ponte di legno sul Tamigi, ma, la questione è assai controversa, come passiamo ad illustrarvi. Nella prima Epoca sassone, non si ha notizia di un grande centro abitato nell'area. Tuttavia, John Stow riporta la Tradizione ricevuta dalle labbra di Bartholomew Linsted, o Fowle, l'ultimo Priore di St. Mary Overie (o Overy), che significa "St. Mary over the river", cioè, Santa Maria oltre il Fiume (= Tamigi): dove c'era il "Ponte di Londra" al tempo di Stow, in precedenza operava un traghetto. Morti il traghettatore e sua moglie, il traghetto andò alla loro unica figlia, una fanciulla di nome Maria, che con i beni lasciati dai suoi genitori, e anche con i profitti derivanti da tale traghetto, costruì, molto prima della Conquista normanna (1066), verosimilmente nel VII secolo, una Casa di Suore, nel luogo dove al tempo di John Stow (1524/5-1605) si trovava la parte orientale di St. Mary Overies Church, sopra il Coro, dove fu sepolta, alla cui Casa diede la supervisione ed i profitti del traghetto. In seguito, pare che Swithun, Vescovo di Winchester nel IX secolo, sostituì le Suore con un Collegio di Preti. Tali Religiosi fecero erigere il primo ponte di legno sul Tamigi e ne curarono la manutenzione. Tale Tradizione, tuttavia, non è confermata da alcuna Autorità nota ed è contestata da Maitland nel suo "History of London", dato che se fosse vera, porterebbe indietro nel tempo la data di fondazione di St. Mary Overie ad un periodo di gran lunga anteriore a qualunue notizia storica di Southwark. Successivamente, le ingenti spese di manutenzione del ponte di legno avrebbero indotto i Preti, con l'aiuto dei Londinesi a costruire un ponte di pietra. Quindi, sinora sappiamo che dubbia è l'eventuale edificazione di un Ponte di legno in epoca romana, come pure dubbia è la Tradizione appena riportata che daterebbe la prima costruzione del ponte in legno in epoca precedente all'Invasione normanna. Non a caso, perciò, John Stow, pur sottolineando la notevole antichità del "Ponte di Londra", rimarca la notevole incertezza della datazione del primo ponte di legno. Il fatto che nel 993 Anlaf, Re di Norvegia, avrebbe risalito il Tamigi sino a Stane (Staines) porterebbe a pensare che a quella data ancora non esistesse alcun ponte tra la City of London e Southwark. Tuttavia, ciò sembra smentito dal fatto che William di Malmesbury e la "Cronaca Anglo-Sassone" riportano che nel 994 qui c'era un ponte che ostacolò le forze di Sweyn Tjúguskegg, Re di Danimarca e Norvegia (960 circa - 1014). John Stow integra tale punto informandoci che l'assedio alla City of London, sia per acqua che per terra, venne respinto dai Londinesi che difesero virilmente se stessi e il loro Re Ethelred, così parte dei loro nemici furono uccisi in battaglia, mentre una parte annegò nel Tamigi, perché nella loro rabbia frettolosa, non prestarono attenzione al Ponte. Quindi, si dovrebbe ritenere che ormai il ponte sia stato edificato. Ed infatti, la prima descrizione del ponte risale ad un evento di qualche decennio successivo, sia pure fatta da un Islandese, Snorro Sturlesonius, che visse nella metà del XIII secolo, che si ritrova citata a pagina 90 dal Reverendo James Johnstone, in "Antiquitates Celto-Scandicæ" (Copenhagen, 1786, IV), in relazione alla Battaglia di Southwark, combattuta nel 1008, durante il Regno sventurato di Ethelred II, soprannominato "The Unready": "Essi (ndr le forze danesi) prima arrivarono alla battigia a Londra, dove lasciarono le navi, e la Città venne conquistata dai Danesi. Sull'altro lato del Fiume, è situato un grande mercato chiamato Southwark - Sudurvirke originariamente -, che i Danesi fortificarono con molte difese; incorniciando, per esempio, un fossato alto e largo, con un palo o baluardo al suo interno, formato da legno, pietra e tappeto erboso, con un grande presidio messo lì per rafforzarla. Questo il Re, Ethelred (ndr al cui tempo l'area si chiamava Suðge),. . . . attaccaccò e combattè contro con forza; ma dalla resistenza dei Danesi si rivelò "but a vain endeavour". A quel tempo. esisteva un Ponte costruito sul Fiume tra la City e Southwark, così ampio da consentire il passaggio contemporaneo di due carri. Ai lati del ponte, in quelle parti che guardavano il Fiume, furono eretti bastioni e castelli che erano difesi i in cima da parapetti e torrette protette che coprivano sino al petto chi combatteva in esse: il Ponte stesso era sostenuto da assi fissati nel letto del Fiume. Per cui, in caso di attacco, le forze che difendevano il Ponte erano in grado di difenderlo. Re Ethelred era molto inferocito, ancora desiderando ansiosamente di scoprire un modo per conquistare il Ponte, riunì subito i Capi dell'esercito per decidere il miglior modo per distruggerlo. Su ciò, il Re Olaf si impegnò (ndr era un alleato di Ethelred), a patto che i Capi dell'esercito lo avessero sostenuto con le loro forze, ad attaccare il Ponte con le sue navi. Nella riunione perciò si ordinò che l'esercito marciasse contro il Ponte, ciascuno si preparò per un movimento simultaneo delle navi e delle forze di terra. Il Re Olaf fece costruire una immensa impalcatura, formata da pali di legno e salici, iniziò ad abbattere le vecchie case nei paraggi per l'uso dei materiali .... così protesse le sue navi, che le impalcature si estendevano oltre i lati; ed erano così ben sostenute, in modo da permettere non solo spazio sufficiente per tenere le spade in mano, ma anche per disporre di una base sufficientemente stabile per il gioco dei motori (ndr supponiamo siano i remi), in termini di facilità devono essere premuti su dall'alto. La flotta (ndr di Olaf), come le forze terrestri (ndr di Ethelred), essendo ora pronta, remò verso il Ponte, con la marea contraria; ma non appena lo raggiunse, allora venne violentemente assalita dall'alto da una pioggia di missili e pietre, di tale immensità che i loro elmetti e scudi vennero distrutti e le stesse navi seriamente danneggiate. Molti di loro, perciò, si ritirarono. Ma il Re Olaf ed i suoi Norvegesi, avendo portato le navi vicino al Ponte, legarono velocemente i pali con corde e cavi, con cui li tirarono, e la marea, assecondò i loro sforzi uniti, i pali gradualmente cedettero, e vennero ritirati da sotto il Ponte. In tale momento, c'era un immenso peso di pietre ed altre armi, di modo che essendo stati rimossi i pali, l'intero Ponte cedette, e coinvolse nel suo crollo la rovina di molti. Tuttavia, un certo numero riuscì a trovare frettolosamente rifugio, alcuni nella City, altri a Southwark. Ed ora si decise di attaccare Southwark: ma i Londinesi vedendo il loro fiume occupato dalla flotta del nemico in modo da tagliare tutti i rapporti con le province interne, vennero sopraffatti dalla paura, e dopo aver consegnato la città, ricevettero Ethelred come Re. Oltre alla narrazione riportata, la distruzione di London Bridge da parte di Olaf viene raccontata da Southey in "Naval History of England", con tutti i dettagli di una narrazione storica: "Tra di loro (cioè Ethelred e le sue forze) venne un certo Re Olaf (forse lo stesso che era stato battezzato in questo Paese): portò con sé una flotta potente, e, con l'aiuto di queste navi scandinave, il Re d'Inghilterra cercava di riconquistare la City dai Danesi. La flotta sarebbe stata di scarsa utilità se non fosse riuscita a superare il Ponte. Ma questo, che era di legno, largo abbastanza per il comodo passaggio di due carri, e sostenuto da due cavalletti, era stato fortificato con torri, ed un alto parapetto; e al suo termine meridionale era difeso da un lavoro militare, posto sul quello che lo storico islandese chiama il grande emporio di Southwark. Questa fortezza era di grande robustezza, costruita in legno e pietra, con un fossato profondo ed ampio e bastioni di terra. Un primo attacco contro il ponte fallì; dato che i Danesi lo avevano presidiato bene, e difeso con coraggio. Addolorato al suo rifiuto, Ethelred tenne un consiglio di guerra, per deliberare in che modo si poteva sperare di distruggere il Ponte; e Olaf era deciso a fare il tentativo con alcune delle sue navi, se gli altri capi si fossero uniti nell'assalto. Causando, di conseguenza, il crollo di alcune case abbandonate, impiegò le travi ed assi nella costruzione di sporgenze dai lati delle navi, con le quali, quando esse fossero state poste accanto al Ponte, l'assalto poteva essere fatto: un congegno destinato a servire allo stesso scopo come quelle macchine che, sotto il nome di "gatti" e "scrofe" erano utilizzati negli assedi. Si pensò che la copertura sarebbe stata abbastanza resistente da resistere al peso delle pietre che potevano essere scagliate su di essa; ma in questa aspettativa (ndr Olaf) aveva confidato troppo sulla solidità dei suoi materiali, e troppo poco sugli sforzi e l'attività dei difensori; e quando, con il vantaggio della marea che scorreva, le navi presero posizione, pietre di tale portata vennero lasciate cadere su di esse, che la copertura cedette; scudi ed elmi non offrirono alcuna protezione; le stesse navi vennero scosse e grandemente danneggiate, e molte di loro spezzate. Olaf, tuttavia, insistette nella sua impresa. Sotto la copertura di un tale baluardo, riuscì a fissare alcuni cavi forti o catene ai cavalletti che sostenevano il ponte: e, quando la marea tornò, i suoi rematori, aiutati dalla corrente di ritorno, strappò via il centro di esso, molti dei nemici precipitarono nel Fiume. Gli altri fuggirono nella City o a Southwark; e il Tamigi venne così aperto alla flotta. La parte meridionale venne attaccata e spostata; e i Danesi non furono più in grado di impedire the i Londinesi aprissero le loro porte e ricevessero gioiosamente il loro Re.". Nuovamente, nel 1016, quando il Danese Canuto il Grande (Canute, Knut o Cnut, 994- 1035, figlio di Sweyn Tjúguskegg, Re di Danimarca e Norvegia), attaccò Londra (ndr Suð, Suðg, Suðgg è il nome di Southwark che appare su monete di quell'epoca), esisteva certamente un ponte di qualche fatta, che rappresentò un ostacolo all'avanzata delle sue navi lungo il Tamigi: stando alla Cronaca Anglo-Sassone, per evitare tale ostacolo, fece scavare sul lato meridionale, un fossato, attraverso il quale fece passare le proprie navi ad un punto "sopra il ponte." Il testo è il seguente: "Poi arrivarono le navi a Greenwich, e, dopo un breve lasso di tempo, a Londra, dove fecero un profondo fossato sul lato meridionale, e così trascinarono le loro navi verso il lato occidentale del ponte. Successivamente, accerchiarono la città, in modo che nessuno potesse entrare o uscire, e spesso lottarono contro di essa, ma i cittadini coraggiosamente resistettero.". E' interessante notare che nelle descrizioni di tali operazioni giunte sino a noi, Southwark non viene citata per nome, a dispetto del fatto che, in ogni caso, doveva esistere qualche "Werke" o difesa, all'ingresso del Ponte. Ancora una volta, nel 1052, il Conte Godwin, allora ribellatosi a Edoardo il Confessore (ndr Suð, Suðe, Suðg, Suðie, Siði, Suðw è il nome di Southwark che compare sulle monete dell'epoca), venne con la sua flotta a Southwark e, passando il Ponte senza alcuna opposizione, attaccò le navi del Re che sostavano fuori Westminster, anche se ulteriori ostilità vennero evitate da un'offerta di la pace. Numerose persone dubitano di tale racconto, ma lo Storico Maitland, che volle andare al fondo di tali affermazioni e che di persona cercò di scoprire le tracce del fossato creato da Knut, racconta che questo corso d'acqua artificiale iniziava alla grande banchina sotto Rotherhithe, passava attraverso Kent Road, proseguiva in una forma a mezzaluna sino a Vauxhall, e raggiungeva il Tamigi nella parte bassa di Chelsea Reach. Come prove della verità storica di questa ipotesi, produsse grandi quantità di noccioli, salici e sottobosco, che puntavano verso nord, fissati da file di pali, che furono trovati durante gli scavi a Rotherhithe Dock nel 1694, così come la notevole quantità di di grandi tavole di quercia e cumuli, trovati in altre parti sul lato del Fiume un tempo nel Surrey (quindi anche a Southwark). Verso il 1067, Guglielmo il Conquistatore, nella sua concessione alla Chiesa di San Pietro di Westminster, confermò ai Monaci che servivano lì Dio, una porta di Londra, chiamata Buttolph’s Gate, con un pontile che era alla testa del "Ponte di Londra". Allo stesso modo, nel 1114, il quattordicesimo anno del Regno di Enrico I, il Tamigi era così in secca, che tra la Torre di Londra ed il Ponte e sotto il Ponte, non solo a cavallo, ma anche un gran numero di uomini, donne e bambini, aveva guadato il Fiume a piedi. Nel 1122, il ventiduesimo anno del Regno di Enrico I, Thomas Arden diede ai Monaci di Bermondsey St. George Church di Southward e 5 Scellini di fitto all'anno, della terra di pertinenza del "Ponte di Londra". John Stow prosegue scrivendo di aver anche visto una concessione con sigillo del Re Enrico in cui si fa riferimento a tale "Ponte di Londra". Nel 1136, il primo del Re Stephen (ndr dovrebbe essere, invece, il secondo), un incendio scoppiato in una casa di "one Ailewarde, near unto London stone", che si propagò verso est ad Aldgate e ad ovest verso il Santuario di St Erkenwald, nella Powle's Church: il Ponte di legno sul Tamigi venne attaccato dalle fiamme e fu poi riparato. Riporta ancora Stow che scriveva FitzStephen che, durante i Regni di Stephan e di Enrico II, una gran moltitudine di persone soleva sostare sul Ponte e sulle banchine ad ammirare i passatempi mostrati sul Fiume. Nel 1163, il Ponte venne rifatto, sempre di legno, da Peter di Cole Church, Sacerdote e Cappellano. Qui John Stow fa un'affermazione importante, sostenendo di aver provato che per ben 215 anni, prima che venisse costruito il Ponte di pietra, la maggior parte del vecchio Ponte di legno sia stata manotenuta "partly by the proper lands thereof, partly by the liberality of divers persons, and partly by taxations in divers shires". La Regina Eleonora (1161-1214), impopolare il più delle volte, venne accusata di appropriazione indebita delle entrate del Ponte e di non averle usate per le riparazioni. Ciò diede luogo ad una riscrittura della rima popolare "Il Ponte di Londra sta cadendo giù": l'originale era basata su di una saga nordica, ma l'aggiunta di "My Fair Lady" rappresentò un chiaro riferimento alla Regina.

1.2 Il Ponte di pietra

Sino al Medioevo, l'unico modo per attraversare il Tamigi dalla riva settentrionale per raggiungere quella meridionale a Southwark era in traghetto o tramite il traballante Ponte di legno di cui abbiamo detto sinora. Diversi incendi distrussero i vari Ponti di legno che vennero edificati nel corso del tempo, fino a quando nel 1176, Enrico II ordinò la costruzione di un Ponte permanente di pietra. John Stow, in "Survey of London" ritiene altamente probabile che per costruire il nuovo Ponte di pietra, il corso del Tamigi sarebbe stato deviato temporaneamente in un nuovo canale "a trench being cut for that purpose, beginning, as it is supposed, east, about Rotherhithe, and ending in the west, about Patricksey, now Battersea.". Anche Strype sembra accettare tale ipotesi: "It is much controverted whether the river Thames was turned when the bridge over it was built. . . . . But from all that hath been seen and written upon the turning of the river, it seems very evident to me that it was turned whilst the bridge was building." Tuttavia, Sir Christopher Wren, e dopo di lui Maitland, furono di opinione opposta, ritenendo che Stow avesse confuso il fossato del X secolo con quello scavato al tempo di Knut. Si diceva che il vecchio "Ponte di Londra" fosse stato costruito sulla lana, il che era ovviamente un gioco di parole, che voleva significare che le risorse finanziarie venivano dalla tassa sulla lana. Stow afferma anche che la Porta del Ponte sul lato di Southwark era una delle quattro Porte principali della City of London e che si trovava lì da lungo tempo prima della Conquista normanna, quando il Ponte era solo di legno, ma tale supposizine è fortemente negata da Maitland. In merito alle fondamenta del ponte di pietra, verso il 1176, Peter di Colechurch citato in precedenza iniziò a realizzarlo, ma non esattamente nello stesso punto di quello di legno, ma leggermente più ad ovest, dato che John Stow riporta di aver letto che Buttolfe Wharf, al tempo di Guglielmo il Conquistatore, era alla testa del "Ponte di Londra". Il Re sostenne finanziariamente i lavori, come pure Richard, Arcivescovo di Canterbury, che donò mille marchi per la fondazione del Ponte; il corso del fiume, temporaneamente, venne deviato con un canale creato all'uopo, che iniziava, si suppone, ad est verso Radriffe e terminava ad ovest verso Patricksey (chiamato Batersey al tempo di Stow). I lavori, che portarono alla realizzazione degli archi, della Cappella e del Ponte di pietra sul Tamigi richiesero ben 33 anni, visto che terminarono solo nel 1209 ad opera dei ricchi mercanti di Londra, Serle Mercer, William Almaine e Benedict Botewrite, dato che Peter di Colchurch era deceduto quattro anni prima, nel 1205, e fu sepolto nella Cappella sul Ponte. Tale Cappella venne costruita dalle fondamenta da un muratore che era il Capo degli artigiani del Ponte. Succesivamente, la Cappella venne dotata di due Sacerdoti e quattro impiegati. John Stow aggiunge che nel ventitresimo anno di Regno di Enrico VI "there was 4 chaplens in the said chappell". Una volta terminata la Cappella, il primo edificio sugli archi del Ponte, vennero erette delle case assortite e molti benefattori diedero terre, case popolari o somme di danaro per la manutenzione e tutto ciò venne annotato e riportato su di una tabella per i posteri tenuta nella Cappella, fino a quando la stessa Cappella fu trasformata in una casa d'abitazione, e poi rimossa dalla casa. Dalla contabilità di William Mariner e Christopher Eliot, Guardiani del "Ponte di Londra" nel ventiduesimo anno di Regno di Enrico VII, per un anno intero, tutti i pagamenti e le indennità sommavano a £ 815 17s. 2¼d. Il nuovo ponte era uno spettacolo, distendendosi per 275 metri circa, essendo sostenuto da 20 archi gotici e caratterizzato da una Cappella centrale, una miriade di negozi e case (il cui fitto finanziò la costruzione e manutenzione, porte, un ponte levatoio, persino ruote idrauliche ed un mulino. Le case avevano sino a sette piani di altezza e sporgevano sopra il Fiume per ben 2 metri su entrambi i lati. Molte si toccavano praticamente nel mezzo, rendendo il ponte, in più punti, una galleria. Proprio per quanto appena riportato, il nuovo Ponte non rese meno difficoltoso l'attraversamento del Tamigi: nonostante la larghezza di circa 8 metri, gli edifici riducevano lo spazio per il traffico a soli 4 metri, in pratica, sufficiente per una sola corsia a nord e una a sud. In aggiunta, a peggiorare le cose, le corsie erano condivise da cavalli, carri, bestiame e pedoni. Di conseguenza, l'attraversamento del Ponte poteva durare anche un'ora. Le cose non miglioravano utilizzando il traghetto. La ristrettezza degli archi e la successiva aggiunta di ruote idrauliche creò un effetto diga. Il livello dell'acqua laterale di un molo poteva essere diversi metri sotto all'altro e le rapide che collegavano i due diventavano pericolose, finendo per poter essere dominate solo dai barcaioli più abili. Per cui, gli annegamenti erano comuni. La notte del 10 luglio 1212, solo dopo 3 anni che il Ponte era stato completato, "Within 3 yeres", come si esprime John Stow nella prima edizione, "A marvellous terrible chance happened for the citie of London, upon the south side of the river of Thames": il quartiere di Southwark, come anche la Chiesa di Nostra Signora dei Canonici (Church of our Lady of the Canons), furono assalite da un incendio. Una gran moltitudine di persone andò sul Ponte, sia per spegnerlo, che per guardare ciò che accadeva. Improvvisamente, spirando il vento da sud, venne assalita dalle fiamme anche la parte settentrionale del Ponte. Le persone si trovarono intrappolate nel mezzo di due, ormai sentendosi perduti. Giunsero molte navi ed altre imbarcazioni in soccorso, su cui gli sventurati si catapultarono a frotte, tanto da far affondare le navi: affogarono tutti! (Fonte citata da Stow: Liber Dunmow. Walter Covent. W. Packenton). Si narra che nel fuoco perirono circa 3.000 persone, i cui corpi vennero trovati in parte, o mezzi bruciati, o irriconoscibili. perché i corpi erano stati consunti dalle fiamme. Parti del Ponte crollarono in diverse occasioni, come nel 1281, 1309, 1425 e 1437. In particolare, il crollo del 1281 fu dovuto all'espansione del ghiaccio del Tamigi a causa del quale e dell'abbondante nevicata, cinque archi del ponte cedettero e vennero portati via dalle acque. Nel 1289, il Ponte era in così cattivo stato per mancanza di riparazioni, che le persone avevano paura attraversarlo, che venne concesso un sussidio per delle modifiche (Eduardo II). Sir John Britain, quando era Custode di Londra, fece una grande raccolta presso Arcivescovi, Vescovi ed altre persone di Chiesa, per le riparazioni del "Ponte di Londra". Durante il Regno di Enrico III, nel 1307, Southwark fu la scena del conflitto tra le forze del Re e quelle di Simon de Montfort, l'accanito Conte di Leicester, che marciarono attraverso la Contea del Surrey e vincendo vicino ai piedi del Ponte, costrinsero il Re alla ritirata, mentre De Montfort passò in trionfo sopra il Ponte nella City. Nel 1381, Wat Tyler, e altri ribelli del Kent, tramite questo Ponte entrarono in città. Nel 1395, il Giorno di San Giorgio, vi fu un torneo (duello medioevale con cavalli, cavalieri e lance) tra David, Conte di Crawford di Scozia e Lord Wells d'Inghilterra. Poiché i contentendi affrontarono il Ponte da entrambi i lati, ciò fa dedurre a John Stow che, a quel tempo, non esistevano le case laterali, che ne avrebbero successivamente caratterizzato il profilo. Il 13 novembre 1396, la giovane Regina Isabell, comunemente chiamata "La piccola", avendo otto anni, venne portata da "Kenington besides Lamhith, through Southwarke" alla Torre di Londra. Tanta era la folla che si accalcò sul Ponte, che nove morirono schiacciate, tra cui il Priore di Tiptre, un luogo in Essex, ed una matrona su Cornhill. Il Re Enrico V venne ricevuto qui in "pompa magna" al suo ritorno a Londra dopo la vittoria nella Battaglia di Agincourt, combattuta il 25 ottobre 1415 e che fu un capolavoro di arte militare e che costituisce il fulcro della Commedia di William Shakespeare intitolata "Enrico V". Durante la Guerra dei Cento anni tra Inghilterra e Francia, il giovane Re d'Inghilterra Enrico V, nell'agosto dell'anno citato aveva attraversato "La Manica", con 11.000 uomini ed aveva posto sotto assedio Harfleur in Normandia, che dopo cinque settimane, si arrese, ma Enrico V aveva perso la metà dei suoi militi durante i combattimenti o per malattie. Decise di spostare il suo esercito verso nord-est, a Calais, dove avrebbe dovuto trovare la sua flotta e tornare in Inghilterra. Tuttavia, ad Agincourt, l'esercito francese di 20.000 uomini gli sbarrò la strada, essendo notevolmente superiore numericamente rispetto agli esausti Inglesi. Per fortuna, il campo di battaglia, ampio 1.000 yarde (poco meno di un chilometro) e formato da terreni aperti, era delimitato ai lati da due boschi, il che impedì manovre su larga scala (e quindi di accerchiamento) da parte dei Francesi, il che rappresentò un fattore a vantaggio di Enrico V. La battaglia iniziò alle 11 del giorno sovracitato. Il terreno era fangoso, perciò, avvantaggiò i leggeri arcieri inglesi e gallesi che rappresentavano la maggior parte dei militi di Enrico V, mentre i Cavalieri francesi si trovarono in difficoltà, vestendo delle pesanti armature. Questi ultimi vennero investiti da una miriade di frecce scagliate dagli arcieri inglesi e gallesi, che impiegavano degli archi innovativi in grado di raggiungere una distanza di 250 yarde. I Cavalieri francesi tentarono vanamente di sopraffare le posizioni inglesi, ma gli arcieri erano protetti da una linea di pali appuntiti. Mano a mano che aumentò il numero dei Cavalieri sull'affollato fronte di combattimento, diminuì conseguentemente la loro mobilità, per carenza di spazio disponibile, tanto che per molti mancava lo spazio per alzare le braccia e sferrare un colpo. Per tale ragione, Enrico V ordinò ai suoi arcieri, armati di armi leggere, di correre in avanti con spade e asce; massacrarono i Francesi appesantiti dalle armature. Quasi 6.000 Francesi perirono nella Battaglia di Agincourt, mentre le perdite di Enrico V assommarono a poco 400. Dopo ulteriori conquiste in Francia, Enrico V, nel 1420 venne riconosciuto erede al trono di Francia e reggente di Francia. Purtroppo, proprio al culmine del suo potere, morì solo due anni più tardi di tifo vicino a Parigi. Avevamo iniziato il punto riferendo del ricevimento in pompa magna di Enrico V, che venne celebrato in versi da John Lydgate o Lidgate, il Monaco di Bury:
"To London Brygge then rode our kyng,
The processions there they met him right;
Ave, rex Anglorum, they' gan syng,
Flos mundi, they said, Godde's knight.
To London Brygge when he com right
Upon the gate he stode on hy—
A gyant that was full grym of myght
To teche the Frenchmen curtesy.
Wot ye well that thus it was;
Gloria tibi, Trinitas!"

La Torre del "Ponte di Londra" alla fine settentrionale del ponte levatoio (dato che il ponte doveva essere pronto ad essere sollevato per consentire il passaggio delle navi a Queenhithe, come per la resistenza di qualsiasi forza straniera), fu iniziato ad essere costruito nel 1426, quando John Rainwell era il Sindaco. Esisteva un'altra Torre sul Ponte sulla Porta alla fine meridionale verso Southwark. Uno degli spettacoli più imponenti di cui fu testimone il "Ponte di Londra" fu l'accoglienza riservata dai Londinesi ad Enrico VI, al suo ritorno a Londra, dopo essere stato incoronato, il 16 dicembre 1431, Re di Francia nella chiesa di Notre-Dame di Parigi: stando al racconto di Fabyan, un "mighty gyaunt standyng, with a swoard drawen" e figure di tre "emperesses" rappresentanti la Natura, la Grazia e la Fortuna, con sette fanciulle, tutte in bianco, rappresentanti i sette ordini dell'ospite evangelico, che si rivolsero al Re nei versi registrati nella interezza da Lydgate, di cui i seguenti ne rappresentano un esempio:

"God the (thee) endue with a crowne of glorie,
And with a sceptre of clennesse and pité,
And with a shield of right and victorie,
And with a mantel of prudence clad thou be:
A shelde of faith for to defendé the,
An helme of hettlé wrought to thine encres
Girt with a girdel of loue and perfect peese
(peace)."

Fabyan racconta nelle sue "Chronicles" chelunedì 14 gennaio 1437, la grande Porta di pietra e la Torre che la sovrastava, vicino Southwark, cadde improvvisamente nel Tamigi, unitamente a due dei più belli archi del Ponte e John Stow commentò: "Eppure nessuno perì nella struttura, che era una grande opera di Dio Onnipotente". Nel 1450, Jack Cade ed altri ribelli del Kent, entrarono tramite questo Ponte nella Città e se ne proclamò "Signore". Vennero poi sopraffatti dagli stessi Londinesi e messi in fuga. Approfondiamo il punto, ricordando che Jack Cade sembra elesse Southwark suo quartiere-generale per tutto il tempo della sua rivolta. William Shakespeare, nella Commedia "Enrico VI" (parte seconda), racconta una intensa scena di questa rivolta, quando un messaggero dice al Re:

"Jack Cade hath gotten London Bridge; the citizens
Fly and forsake their houses
..."

Jack Cade alloggiò presso "Hart Inn", sia prima che dopo il suo ingresso nella Città. Nella notte di domenica 5 luglio 1450, per la presenza di Cade a Southwark, montarono la guardia sul Ponte i Capitani della Città, il Sindaco, gli Assessori, nonché gente comune di Londra. Hall, nella sua "Chronicle", così descrive l'evento: "The rebelles which neuer soundly slepte, for feare of sodayne chaunces, hearing the bridge to be kept and manned, ran with great haste to open the passage, where betwene bothe partes was a ferce and cruell encounter. Matthew Gough, more expert in marciall feates than the other cheuetaynes of the citie, perceiuing the Kentish men better to stand to their tacklyng than his ymagination expected, aduised his company no farther to procede toward Southwarke till the day appered; to the entent that the citizens hearing where the place of the ieopardye rested, might seccurre their enemies and releue their frendes and companions. But this counsail came to smal effect: for the multitude of the rebelles drave the citizens from the stulpes [wooden piles] at the bridge-foote, to the drawe-bridge, and began to set fyre in diuers houses. Alas! what sorow it was to beholde that miserable chaunce: for some desyringe to eschew the fyre lept on hys enemies weapon, and so died; fearfull women, with chyldren in their armes, amased and appalled, lept into the riuer; other, doubtinge how to saue them self betwene fyre, water, and swourd, were in their houses suffocate and smoldered; yet the captayns nothyng regarding these chaunces, fought on this drawe-bridge all the nyghte valeauntly, but in conclusion the rebelles gat the drawe-bridge, and drowned many, and slew John Sutton, alderman, and Robert Heysande, a hardy citizen, with many other, besyde Matthew Gough, a man of greate wit, much experience in feates of chiualrie, the which in continuall warres had valeauntly serued the king, and his father, in the partes beyond the sea. But it is often sene, that he which many tymes hath vanquyshed his enemies in straunge countreys, and returned agayn as a conqueror, hath of his owne nation afterward been shamfully murdered and brought to confusion. This hard and sore conflict endured on the bridge till ix of the clocke in the mornynge in doubtfull chaunce and fortune's balaunce: for some tyme the Londoners were bet back to the stulpes at Sainct Magnus Corner; and sodaynly agayne the rebelles were repulsed and dryuen back to the stulpes in Southwarke; so that both partes beyng faynte, wery, and fatygate, agreed to desist from fight, and to leue battayll till the next day, vpon condition that neyther Londoners should passe into Southwarke, nor the Kentish men into London.".

Durante la tregua che seguì questa difesa del "Ponte di Londra", l'Arcivescovo Stafford, "Lord High Cancellor, procurò per Cade ed i suoi seguaci un perdono generale, che cominciarono a ritirarsi gradualmente da Soutwark col loro bottino. Tuttavia, Cade venne ucciso poco dopo ed il suo corpo venne portato a Londra e la sua testa venne esposta sopra la Porta meridionale del Ponte di Londra. Il Signor Mark A. Lower scrisse che egli fu ucciso, non a Hothfield, nel Kent, ma a Heathfield, nei pressi di Cuckfield, nel Sussex, dove venne eretto in suo onore un monumento stradale, su cui si legge la seguente iscrizione:
"Near this spot was slain the notorious rebel,
Jack Cade,
By Alexander Iden, Sheriff of Kent, A.D. 1450.
His body was carried to London, and his head fixed on London Bridge.
This is the success of all rebels, and this fortune chanceth
ever to traitors.
"

Nel 1471 Thomas "the bastard Fawconbridge" elesse Southwark suo quartier-generale nel suo attacco impudente su Londra. Arrivò qui a maggio, dichiarando di essere venuto per liberare il Re Enrico dalla sua prigionia, e come prova della sua intenzione, bruciò parte del Ponte, insieme con tutte le case di Southwark nei pressi del ponte elevatoio, che erano tredici. Fu però sconfitto e la sua testa e quella di nove dei suoi compagni vennero poste su dieci lance, dove rimasero visibili a tutti i passanti, finché gli agenti atmosferici ed i corvi non lasciarono più alcuna traccia, tranne le ossa. In un periodo successivo alla testa del pio Fisher, Vescovo di Rochester, venne posta qui, insieme a quella di Sir Thomas More. Nel 1481, una casa sul "Ponte di Londra" cadde nel Tamigi, determinando la morte per annegamento di cinque persone. Nel 1497, Enrico VII venne ricevuto qui in pompa magna, dopo aver sconfitto gli insorti. Anche questa volta, le teste dei capi degli insorti, Flamoke e Joseph, vennero poste sull'entrata del Ponte. In 1501, il Principe Arthur, il figlio maggiore di Enrico VII, con la sua sposa, Katharine d'Aragona, venne accolto qui sulla strada da "Lambhithe" per testimoniare i festeggiamenti preparati per loro in Città. John Stow racconta nei suoi "Annals" "che all'ingresso del "Ponte di Londra" furono accolti da uno spettacolo costoso di S. Caterina e S. Orsola, con molte vergini.". Il Cardinale Wolsey passò sul Ponte ed attraverso High Street di Southwark e lungo Kentish Road, quando, nel 1526, lasciò l'Inghilterra con lo scopo di organizzare un matrimonio tra Enrico VIII e la Duchessa d'Alençon. Due anni più tardi, la voce pubblica del Cardinale Wolsey, come legato del Papa, a Londra, per affrontare la questione del divorzio di Enrico dalla Regina Caterina dovette essere uno spettacolo coraggioso. La nobiltà precedette da Blackheath verso il "Ponte di Londra", indossando abiti eleganti; poi, veniva lo stesso Cardinale, in magnifici abiti, "scintillante di gioielli e pietre preziose", poi altri, tra cui, il suo portatore della Croce, i suoi servitori in livrea rossa, i suoi segretari, i medici, ed il seguito. Poi, seguivano duecento Cavalieri e una "grande concorso di popolo." Si racconta che la processione sia cresciuta sino a due miglia di lunghezza prima di raggiungere le Porte della Città. Da St. George's Church ai piedi del Ponte, la strada era fiancheggiata su entrambi i lati da Monaci e gli altri membri del Clero, vestiti nei loro vari abiti, con piviali di stoffa di oro, argento e oro croci, e striscioni, che "gettavano nuvole di incenso e cantavano inni". Ai piedi del Ponte, due Vescovi ricevettero il Cardinale, la gente gridava di gioia, mentre tutte le campane della Città suonavano, e il rombo delle artiglierie dalla Torre e dai forti del Fiume occupavano l'aria. Il 3 febbraio 1553, Sir Thomas Wyat e gli uomini del Kent, circa 4.000, marciarono da "Depeford" verso Londra. Gli insorti incontrarono poca opposizione a sud del Tamigi; attaccarono e saccheggiarono il Palazzo del Vescovo di Winchester, distruggendo la sua bella biblioteca. Si diffuse la notizia, per cui, il ponte levatoio venne abbattuto e le porte del Ponte chiuse. I ribelli non riuscirono a penetrare in Città tramite il Ponte, che venne ben difeso dai Londinesi. Poiché l'artiglieria nella Torre iniziò a sparare su Southwark il giorno successivo, al fine di far allontanare Sir Thomas, gli abitanti lo invitarono a ritirarsi, per salvarli da perdite e distruzioni. John Stow racconta nel suo "Survey" che nel mese di aprile 1577, la Torre all'estremità settentrionale era divenuta decrepita, per cui, si iniziò la costruzione di una nuova al suo posto (Vol I, pagina 64); e che durante i lavori, le teste dei traditori che in precedenza erano esposte in mostra su di essa vennero issate sulla torre sopra la porta a Bridgefoot a Southwark, che di conseguenza venne chiamata Traitors' Gate (Porta dei Traditori). Alcuni dei "traditori" così trattati furono John Houghton, il Priore della Charterhouse (Certosa), Sir Thomas More ed il Vescovo Fisher. Approssimativamente al tempo in cui tali teste vennero rimosse, diverse modifiche e miglioramenti sembrano essere state fatte al Ponte, soprattutto la erezione di un "beautiful and chargeable piece of wood", ad esempio, un magnifico palazzo di legno, che formò una seconda Porta di Southwark e Torre. Dopo la sconfitta della "Invincibile Armada" Spagnola, l'8 agosto 1588, undici persone catturate vennero impiccate sul "Ponte di Londra" alla fine che guarda verso Southwark, il giorno della Fiera di Southwark, "per la gioia di tutte le persone convenute.". Quando si previde che il Re Carlo avrebbe attaccato la Città, Southwark venner rapidamente fortificato, in particolare ai piedi del "Ponte di Londra", come alle altre parti periferiche della metropoli; e uno degli ufficiali di Cromwell, il Colonnello Rainsborough, con una brigata di cavalleria e fanteria, fu in grado di tenere l'intero quartiere di Southwark quasi senza opposizione. Martedì 29 maggio 1660, il Re Carlo II entrò a Londra in trionfo, dopo essere stato magnificamente intrattenuto a St. George's Fields. Verso le tre del pomeriggio, arrivò a Southwark e, quindi, procedette sul Ponte verso la Città, atteso dalle persone importanti di Londra e dalle forze militari del Regno. Lord Clarendon, che fece di questo "giusto ritorno della Maestà scacciata" la scena conclusiva del suo nobile "History of the Great Rebellion", fornì poche informazioni in merito all'accoglienza del Re al "Ponte di Londra", anche se si apprende incidentalmente dalle sue pagine che "la folla era molto grande". John Stow conclude la sua descrizione storica affermando che si trattava di un'opera molto rara, che con il ponte levatoio ha venti archi in pietra squadrata, di altezza sessanta piedi, e in larghezza trenta piedi, distanti tra loro venti piedi, compatto e uniti con volte e cantine; su entrambi i lati c'erano case, il che conferiva l'aspetto di una strada continua piuttosto che di un ponte, per la cui fortificazione dagli assalti incessanti del Tamigi, vi erano dei sorveglianti, ufficiali, guardiani ed altri. Il vecchio "Ponte di Londra" e la strada tortuosa sud da esso, si trovavano a circa un centinaio di piedi verso est del Ponte attuale e il suo approccio da High Street. La costruzione del nuovo "Ponte di Londra" venne avviata il 15 Maggio 1824, quando la prima diga per il molo sud venne inserita nel letto del Fiume; la prima pietra fu posata nel mese di giugno 1825; e il Ponte fu pubblicamente aperto da Guglielmo IV e dalla Regina Adelaide il 1 agosto 1831 (ndr il progetto fu di John Rennie). Scrive Lucy Aikin nel settembre dello stesso anno: "Ero presente, pochi giorni fa, presso lo splendido spettacolo dell'apertura del nuovo Ponte di Londra. Era coperto per metà strada con un grande baldacchino, formato delle bandiere di tutte le nazioni, nei pressi della quale Sua Maestà cenò con circa duemila dei suoi fedeli sudditi. Il Fiume era affollato di chiatte e battelli dorati, coperti di stelle filanti, e affollato di gente allegramente vestita, le rive erano vive con la moltitudine. Nel bel mezzo del piacevole spettacolo, guardai giù il corso d'acqua sul vecchio ponte abbandonato, mezzo demolito, il ricordo silente di sette secoli. Lo pensai fortificato, con un cancello alto alle due estremità, e gravato da una fila di case su ogni lato. Vidi la scena dei tornei, vidi la sua barriera chiusa contro il ribelle Wyatt; e io avrei voluto essere un Poeta per il suo bene.". L'attuale ponte di tre campate sul Tamigi è stato costruito nel 1967-1972, sostituendo il precedente di cinque arcate. Va sottolineato che sino al 1729, fu l'unico ponte sul Tamigi (in quell'anno venne aperto Putney Bridge).

1.3 Il "Ponte di Londra" come simbolo del potere della Monarchia e punizione dei "Traditori"

Nell'Inghilterra mediovale non era saggio opporsi alla Monarchia, dato che le teste dei traditori venivano poste su picchi sopra la porte del ponte di pietra. Il primo sventurato ad avere la testa di imbevuta di catrame esposta in tal modo, nel 1305, William Wallace, combattente scozzese per la libertà. Nel 1450, il ribelle Jack Cade patì la stessa sorte, dopo una terribile notte di disordini sul ponte con centinaia di morti. La terrificante pratica proseguì. Avete letto sopra numerosi nomi di persone che subirono la sventurata fine di cui sopra. Ricordiamo nel 1471, Thomas "the bastard Fawconbridge", la cui testa e quella di nove dei suoi compagni vennero poste su dieci lance, dove rimasero visibili a tutti i passanti, finché gli agenti atmosferici ed i corvi non lasciarono più alcuna traccia, tranne le ossa. Fu poi la volta di tanti altri, come Fisher, Vescovo di Rochester, Sir Thomas More, John Houghton, il Priore della Charterhouse (Certosa), Oliver Cromwell, Guy Fawkes. Dopo la sconfitta della "Invincibile Armada" Spagnola, l'8 agosto 1588, undici persone catturate vennero impiccate su London Bridge alla fine che guarda verso Southwark, il giorno della Fiera di Southwark, "per la gioia di tutte le persone convenute.". Quindi, efficacemente assai efficacemente Edward Rutherford, in "London -The Novel" (1997) ha scritto: "Upon London Bridge, the heads of traitors were stuck on spikes for all to see. National triumphs were marked by gorgeous processions over the water. The bridge was the focal point of the city and for all England.". La feroce pratica durò sino al 1678.

2. I paraggi del "Ponte di Londra"

Bloome, uno dei continuatori di John Stow, disse espressamente che nel "Great Fire" (Grande Incendio) alcune delle vecchie case alla fine terminale meridionale del Ponte, parecchie delle quali costruite nel Regno del Re Giovanni, sfuggirono alle fiamme. Due torri gotiche, non dal disegno uniforme, però, difendevano l'estremità meridionale del Ponte originale, e anche del secondo. A tale termine del Ponte, si trovavano allo stesso modo, quattro mulini per il grano, le cui strutture si proiettavano lontano nel Fiume verso ovest. Erano coperti da una lunga tettoia, formata da assi o pannelli sottili, e potevano essere stati senza ornamento alla struttura di cui rappresentavano un'appendice. Oltre alle case ed ai negozi allineati lungo il vecchio "Ponte di Londra", un altro elemento caratteristico era rappresentato da simboli dei commercianti che erano una volta in uso qui. Un elenco completo di quelli usate a Southwark si trovano in appendice in "History of Surrey" di Manning e Bray. Molti di questi riferiscono al "Ponte di Londra". L'autore di Chronicles of London Bridge" dà illustrazioni di diversi, tra i quali un un gettone di rame, delle dimensioni di una moneta, con su di un lato, parlando araldicamente, un orso incatenato mentre cammina, e sul verso, le parole "Abraham Browne, at ye Bridgefoot, Southwark; il suo mezzo centesimo." Un altro gettone di rame mostra lo stesso dispositivo, con la scritta "Cornelius Cook, at the 'Beare' a the Bridgefoot". Un altro mostra un pan di zucchero, con il nome di "Henry Phillips, at the Bridj-foot, Southwark.""Bridge-foot" era la fine del "Ponte di Londra" sul lato di Southwark. "The Bear" (L'Orso) qui fu per alcuni secoli, una delle più popolari taverne di Londra; anzi, se possiamo accettare la dichiarazione del Signor Larwood, era la località di aristocratici gaudenti già nel regno di Riccardo III. Così, nel mese di marzo 1463-4, fu più volte visitata dal "Jockey di Norfolk", allora Sir John Howard, che vi si recò a bere vino e sparare al bersaglio. Peter Cunningham, in "London, Past and Present", aggiunge che la "The Bear" era citato spesso per nome dagli scrittori del XVII secolo. Pepys, in data 3 aprile 1667 scrive: "Ho sentito come il Re non sia così ben contento di questo matrimonio tra il Duca di Richmond e la Signora Stuart, come si parla, e che lui, con uno stratagemma, la portò al "Bear" presso Bridge-foot, dove era pronta una carrozza, e andarono via nel Kent senza il permesso del Re.". Questa vecchia taverna venne abbattuta nel dicembre 1761, quando una grande quantità di monete, risalenti al tempo del Regno di Elisabetta I, furono trovate come si può vedere per riferimento nel Public Advertiser di quella data. Dai manoscritti della Raccolta "Harleian" presso la British Library, formati da Robert Harley (1661–1724) e suo figlio Edward (1689-1741), comprati dal Governo inglese nel 1753 per 10.000 sterline, sappiamo che c'era un'altra vecchia taverna nota come "Knave of Clubs" gestita da un certo Edward Butling, la cui pubblicità affermava che egli "maketh and selleth all sorts of hangings for rooms, &c.," e che, probabilmente, vendeva anche carte da gioco, se l'insegna ha il suo significato (Knave = Fante o Jack delle carte). Bridge Street, probabilmente, si estendeva gradualmente sino al Ponte. Tra le insegne si segnalava una forse del tempo della Regina Anna, che, tra l'altro, riportava una rozza incisione di un uomo di colore mentre fuma, che teneva in mano un rotolo di tabacco, con sopra la sua testa una corona, due navi in piena vela sono dietro, e i raggi di sole dall'angolo destro sopra; in primo piano, c'erano quattro piccoli uomini di colore che piantano ed impacchettano tabacco, e sotto è il nome "John Winkley, Tobacconist, near ye Bridge, in the Burrough, Southwark.". Un'altra insegna, all'incirca dello stesso perido, mostra, all'interno della cornice di una tavoletta intagliata, un paio di piccoli vestiti ricamati e guanti: sotto è la leggenda "Walter Watkins, Breeches-maker, Leather-seller, and Glover, at the sign of the 'Breeches and Glove,' on London Bridge, facing Tooley Street, sells all sorts (of) leather breeches, leather, and gloves, wholesale and retail, at reasonable rates." Da tali insegne, si capisce che è molto dubbio dove terminasse il "Ponte di Londra" e dove iniziasse Bridge Street. Nel XVI secolo, la strada sul Ponte concorreva con St. Paul's Churchyard, Paternoster Row, e Little Britain come uno dei principali empori letterari della Città. "The Three Bibles" "The Angel" e "The Looking-Glass" erano alcune delle insegne degli editori con sede sul "Ponte di Londra", e citati sui frontespizi dei libri pubblicati in questo periodo.

3. Cattedrale di Southwark

Ne abbiamo trattato nell'ambito di una specifica pagina web trattando delle Chiese di Londra.

4. Shakespeare Globe

Il Globe si trova al numero 21 di New Globe Walk - Bankside London SE1 9DT, a qualche centinaio di metri di distanza dal suo sito originario.

4.1 La struttura originaria e la seconda struttura

Durante i primi anni del Regno di Elisabetta I, le compagnie di commedie inglesi usavano taverne, cortili delle locande, sale universitarie e case private per le loro rappresentazioni. Solo nel 1576, che l'attore-imprenditore James Burbage costruì il Teatro di Shoreditch, il primo teatro costruito appositamente a Londra. William Shakespeare si unì alla compagnia residente al Teatro negli anni '80 del XVI secolo e la Compagnia (poi nota come Chamberlain's e poi The King's Men) ebbe successo li per un ventennio. Nel 1596, sorse una disputa sul rinnovo del contratto d'affitto e vennero intavolate delle trattative per acquisire una sala in disuso nel recinto del vecchio Priorato di Blackfriars, da utilizzare come un teatro al coperto. James Burbage morì nel febbraio 1597. Nel mese di aprile, il contratto di locazione scadde, ma la disputa continuò per due anni, durante i quali la Compagnia effettuò le sue rappresentazioni nel vicino Teatro Curtain. Nel Natale 1598, la Compagnia adottò una decisione drastica: fittò un terreno vicino The Rose, un teatro rivale a Southwark, demolì il Teatro e portò le sue travi sul Tamigi. Per coprire il costo del nuovo teatro, i figli di James Burbage, Cuthbert e Richard, offrirono ad alcuni membri della Compagnia delle azioni della costruzione. Shakespeare fu uno dei quattro Attori che comprarono una quota del "Globe". Entro l'inizio del 1599, il teatro era in funzione e per 14 anni prosperò, presentando molte delle più grandi opere di Shakespeare. Nel 1613, durante la rappresentazione di "Enrico VIII", il tetto di paglia del Teatro prese fuoco a causa di un colpo di cannone del palcoscenico ed il teatro bruciò e collassò in meno di due ore. Il Teatro venne rapidamente ricostruito, questa volta con un tetto di tegole. E' possibile che Shakespeare si sia esibito in questo secondo Globe ricostruito, ma probabilmente non ha mai scritto per esso. Rimase la sede per la vecchia compagnia di Shakespeare sino alla chiusura di tutti i teatri sotto l'amministrazione puritana Inghilterra nel 1642. Non più di usato, fu demolito per far posto a case popolari nel 1644.

4.2 La ricostruzione moderna

Il progetto di ricostruzione del Globe di Shakespeare venne iniziato dall'Attore americano, Direttore e Produttore, Sam Wanamaker, dopo la sua prima visita a Londra nel 1949. Ventuno anni dopo, egli fondò quello che è divenuto Shakespeare Globe Trust, dedicato alla ricostruzione del Teatro ed alla creazione di un centro di istruzione ed una mostra permanente. Dopo ventitre anni spesi raccogliendo senza sosta fondi, avanzando ricerche nell'aspetto dell'originario Globe e progettando la ricostruzione con l'Archtetto del citato Trust, Theo Crosby, Sam Wanamaker morì il 18 dicembre 1993, essendo comunque stato assicurato il sito, strutturalmente completata la mostra e poste in sede alcune assi di legno del Teatro. Tre anni e mezzo dopo il teatro venne completato. Nessuno sa con certezza quale fosse l'aspetto dell'originario Globe. Panorami stampati, come quelli di John Norden e Wenceslaus Hollar, forniscono un'idea dell'aspetto esteriore del Teatro; racconti scritti, solitamente di visitatori stranieri, i contratti di costruzione e uno schizzo (dello Swan theatre) ci raccontano qualcosa in merito agli interni. In aggiunta, vi sono delle suggestive descrizioni nelle stesse commedie, come il famoso coro che inizia "Enrico V": "And shall this cockpit hold the vasty fields of France / Or may we cram within this wooden 'O'..". Il Globe non era esattamente una costruzione circolare. Gli scavi del Rose Theatre nel 1989 confermarono ciò che la maggior parte degli studiosi aveva a lungo sospettato, cioè che i teatri elisabettiani fossero costruzioni poligonali. Nello stesso anno, una piccola porzione dello stesso Globe venne scavato, da cui vennero tratte due importanti deduzioni: che era un edificio con venti lati e con un diametro di 100 piedi. Le tecniche utilizzate per la ricostruzione del Teatro furono faticosamente accurate. La quercia "verde" venne tagliata e modellata secondo la pratica del XVI secolo ed assiemata nelle anse bidimensionali sul sito di Bankside; listelli di rovere e bastoni supportano intonaco di calce mescolato secondo una ricetta contemporanea e le pareti sono coperte in un lavaggio di calce bianca. Il tetto è costituito da canna di paglia, sulla base di campioni trovati durante gli scavi. Poichè quasi nulla sopravvive dal periodo per suggerire l'aspetto del palcoscenico, esso rappresenta l'aspetto più ipotetico della ricostruzione. Il suo progetto venne elaborato sulla base di prove fornite da edifici esistenti del periodo e consigli pratici offerti dagli Attori e Registi che hanno partecipato al "Laboratorio" 1995 ed al "Prologo" delle stagioni 1996. Il Globe moderno venne inaugurato dalla Regina Elisabetta II nel giugno 1997. A parte alcune variazioni per adeguarsi alla normativa odierna anti-incendio, come la presenza di uscite aggiuntive, insegne luminose, materiali ignifughi e alcuni moderni macchinari dietro le quinte, il Globe è la precisa una ricostruzione del Globe del 1599, come era possibile sulla base delle prove disponibili.

5. Borough Market

Vanta origini medioevali, dal XIII secolo, essendosi sviluppato da un mercato alla fine terminale meridionale di London Bridge. Si svolge sul sito attuale da poco meno di tre secoli. Gli edifici risalgono a partire dalla metà del XIX secolo, compreso "Floral Hall Portico", sebbene, originariamente, si trovasse a Covent Garden, dove venne smantellato quando nel 1999, il Royal Opera House venne ristrutturato. Venne trasferito qui i cinque anni dopo. Il notevole calo delle attivià all'ingrosso registrato alla fine del XX secolo, è stato più che compensato dal notevole incremento di quello al dettaglio, che si è concentrato sui consumatori amanti del cibo, con particolare enfasi sui prodotti biologici e le specialità agricole.

6. Shard

Ne abbiamo trattato nell'ambito di una specifica pagina web trattando delle Attrazioni di Londra.


7. Potters Fields Park

Accanto alla City Hall, a destra della struttura guardando il Tamigi, si trova Potters Fields Park. Ne trattiamo, non perché sia un Parco particolarmente attraente, ma semplicemente perché ci capita di sostarvi proprio quando passeggiamo lungo il Fiume in prossimità citata della City Hall. Al tempo dei Romani, verso l'anno 100, la maggior parte dell'attuale Potters Fields Park si trovata sott'acqua, facendo parte di un più ampio e meno profondo Tamigi, con una serie di canali d'acqua, piccole isole sabbiose ed estese paludi. Tra il 500 ed il 1100, Potters Fields Park era ancora coperto per la maggior parte da paludi, canali d'acqua e fossati. Tra il 1100 ed il 1500, Potter Fields Park era parte di una vasta area, nota come Horsheiedon, Horseye Downe o Horsleighdowne, ancora un'isola paludosa con pascoli, per cavalli e mucche, con alcuni orti, salici e sambuchi, che apparteneva all'Abbazia di Bermondsey. Tra il 1663 ed il 1674, William Fry e Edward Osbaldston operavano come ceramisti nell'area, come laboratorio di ceramiche distinto di Still Stairs (trasferito da Rotherhithe). L'ubicazione corrispondeva all'angolo nord-occidentale dell'attuale Parco. Nel 1682, si ha il primo riferimento scritto a Potters Fields: la mappa di William Morgan mostra il Cimitero di St. Olaves, un'area aperta chiamata Potts Fieldes ed un certo numero di costruzioni e magazzini lungo il Tamigi. "St. Olaves Parish Register" mostra 124 Ceramisti operanti nell'area tra il 1618 ed il 1710, mentre tra quest'ultimo anno ed il 1733, i Ceramisti ancora operanti nella Parish erano 68. La Mappa di Roques del 1746 mostra Potters Fields come nome di una strada, che collega Tooley Street a Pickleherring Street. Tra il 1836 ed il 1850, sono registrate proprietà in Potters Fields. Nel 1896, una nuova più grande scuola viene costruita a Potters Fields. Nel 1906, l'attuale Potters Fields Park è ancora coperto per la maggior parte da moli e magazzini. In particolare, Mark Browns Wharves, già C. Curling's Wharf, occupa quasi tutta la parte lungo il Tamigi di Potters Fields Park. Tra il 1977 ed il 1985, viene creato il primo parco urbano ecologico su terra abbandonata, inclusa l'area dell'attuale Parco, per celebrare il Giubileo d'argento della Regina Elisabetta II. Nel 1982, in particolare, vi fu un nuovo piano di sviluppo del lungo Tamigi tra London Bridge e Tower Bridge, da cui conseguirono gli attuali confini di Potters Fields Park. Nel 2006, il Parco è stato sottoposto a lavori di riqualificazione.

Southwark - Visita guidata

Cattedrale di Southwark

Cattedrale di Southwark

London Bridge

London Bridge

HMS Belfast

HMS Belfast

Uno degli ingressi di Borough Market

Uno degli ingressi di Borough Market

The Shard

The Shard

City Hall

City Hall

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