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Londra vissuta dagli Italiani ...

Covent Garden

Sintesi

Covent Garden è vicinissimo al centro di Londra ed è servito dalla stazione della metropolitana (Piccadilly Line).

Distanza dal centro: 0,4 miglia.

Attrattiva: notevole. Tutta l'area è molto frequentata a qualsiasi ora. Molti i luoghi dove mangiare e bere (tanti piccoli supermercati, bar, pubs, ristoranti).

Descrizione dell'area attorno alla stazione

Uscendo dalla stazione della metropolitana, siete sull'animato Long Acre, all'angolo con James Street. La seconda strada vi porta diritto a Covent Garden, la grande costruzione "ristrutturata", frequentata e sede di tanti negozi, ristoranti, pubs. Vi si tengono anche dei mercati, all'interno Apple Market, all'esterno, Jubilee Market. In direzione ovest, di fronte all'ingresso, vedete la parte posteriore di St Paul's Church. Prendete una delle due strade che fiancheggiano la Chiesa, Henrietta Street o King Street, raggiungendo Bedford Street. In tal modo, potete visitare la Chiesa, ma soprattutto, godete di un tranquillo angolo ignoto a tanti, ma comunque frequentato. Tante sono le persone che nella pausa-lavoro, si rifocillano seduti su una delle panchine di legno, degustando cibarie e bevande, spesso comprate in uno dei supermercati dell'area, facenti capo alle solite catene distrubutive inglesi. Andando, invece, dall'altro lato di Covent Garden, trovate il London's Transport Museum ed il London Film Museum. Imboccate Russel Street. Di fronte, vedete un pub Marquess of Anglesey, che frequentiamo ogni tanto. Proseguite lungo la citata Russel Street, girate a sinistra in Crown Court e raggiungete Dury Lane Gardens.

Toponimo

Il nome si ritrova come "Covent Gardyn" (1491), "le Convent Garden" (1537, 1544), "Covent" (1570). Come leggete nella "Storia", "Covent" sta per "Convent" e si riferisce all'Abbazia di Westminster, che qui possedeva un "Garden", uno spazio verde che utilizzò, in parte, come cimitero, ed in parte, come orto. Nella Letteratura del XVII e XVIII secolo, "Old Convent Garden of Westminster" viene citato frequentemente.

Storia

1.1 L'area a servizio dell'Abbazia di Westminster

Tra il 500 ed ii 600, i Sassoni occuparono lo spazio attorno alla moderna Covent Garden, fondando la città commerciale di Lundenwic. Dopo il suo abbandono, parte dell'area, dal XIII secolo venne murata per essere usata come terra arabile e frutteti dall'Abbazia di Westminster, per cui veniva indicata come "the garden of the Abbey and Convent". Ciò è chiarito dai righi seguenti. John Stow, in "A survey of London" (1598, 1603), non cita Covent Garden. John Strype, Autore di "A Survey of the Cities of London and Westminster (1720), in pratica, un'edizione aggiornata del lavoro di Stow, ritiene che il nome fosse "Convent Garden", "poiché era il giardino e campi dell'ampio Convento e Monastero dove in precedenza insisteva la Exeter House.". Ma su quest'ultimo punto, Walter Thornbury, in "Old and New London" Volume 3 (1878), ritiene che Strype sia in errrore, dato che non vi sono tracce di un Convento o Monastero sul sito e, stando alla Tradizione, tale giardino apparteneva all'Abate ed ai Monaci di Westminster, dai quali era usato in parte come orto (i Monaci coltivavano e mangiavano mele, prugne, susine, pere, orzo, impiegando quest'ultimo per produrre birra), riuscendo senza dubbio a soddisfare le necessità alimentari della comunità religiosa, che vendeva le eccedenze sul mercato, fornendo entrate per l'Abbazia, in parte, come cimitero. Tale supposizione è confermata dal fatto che nello scavare per realizzare le fondamenta del nuovo mercato nel 1829, vennero rinvenute una notevole quantità di ossa umane sul lato settentrionale del sito. Pertanto, è fondata la Tradizione che vuole che l'area fosse formata da terreni recintati appartenenti, sin dal primo quarto del XIII secolo, agli Abati di Westminster, che si ritiene abbiamo usato il sito come luogo di sepoltura del Convento (Abbazia), dato che si trovava ad una distanza adeguata per seppellire i corpi dei defunti "fuori dalla vista". Qui, si trovavano estesi pascoli che coprivano sette acri, che oggi vengono tutti racchiusi con l'espressione generale "Long Acre", la strada in salita al lato di Covent Garden, che venne costruita durante il Regno di Carlo I (1625 - 1649), con sviluppo da nord-est verso sud-ovest, dal mezzo di St. Martin's Lane e la cima di Drury Lane. Si dice che il tracciato di Long Acre corrisponda ad un antico viale alberato da olmi signorili, la cui ombra era molto gradita dai Londinesi che camminavano fuori dal centro durante le vacanze; su entrambi i lati, c'erano sentieri di campagna con campi verdi. Se si osserva "Civitas Londinium", la mappa di Londra del 1561 attribuita Ralph Agas (circa 1540 - 1621), di cui però non è sopravvissuta nessuna copia, ma ne venne stampata una versione modificata nel 1633, Covent Garden appare come racchiusa da un muro di mattoni, che corre diritto lungo il lato settentrionale, parallelo ai citati ombri signorili, mentre, il lato meridionale è delimitato da case e piccole recinzioni limitrofe sulla strada principale dello Strand. Quasi al centro del vecchio giardino si vedono delle piccole costruzioni, forse residenze dei giardinieri o altri lavoratori, mentre gli alberi sono sparsi, dando l'impressione di un luogo deserto.

1.2 Il mercato e la Piazza

Con lo sciogimento delle Istituzioni religiose, questa proprietà andò al Duca di Somerset, che perse i diritti civili nel 1552. Di conseguenza, Eduardo VI (1547 - 1573), la concesse a John Russel, Primo Conte di Bedford (circa 1485 - 1555), specificando: "Covent Garden, situata nella Parish of St. Martin's-in-the-Fields vicino Charing Cross, con sette acri chiamati Long Acre, del valore annuale di sei sterline sei scellini ed otto pence.". Per lungo tempo, anche dopo l'acquisto della proprietà del sito da parte dei membri della Famiglia Russell, l'area rimase un giardino o, in ogni caso, campi aperti. Henry Benjamin Wheatley e Peter Cunningham, in "London Past and Present: Its History, Associations, and Traditions" (1891), riferiscono che nel 1627, "solo due persone erano rilevate tra i poveri della Parish of St. Martin's-in-the-Fields sotto il titolo di 'Covent Garden' ". Al principio degli anni '30 del XVII secolo, Francis Russel, Quarto Conte di Bedford, incaricò l'Architetto Inigo Jones di progettare un'ampia piazza, che era nota ad ogni Londinese ed alla maggior parte degli Inglesi come "Covent Garden". Dagli Annali di Covent Garden si ricavano diverse informazioni, tra cui quella dell'inizio della costruzione del mercato nel 1632. Con tutta probabilità la Piazza non venne mai completata ed i suoi lati vennero costruiti in tempi diversi. Peter Cunningham ritiene che possano non essere stati "designed in full". The Square o "Market-place", come viene spesso chiamato in libri e documenti del tempo della Ribellione e di Carlo II (1660 - 1685), sembra essere cresciuta gradualmente di importanza come luogo di affari. I suoi abitanti, senza alcun dubbio, ne andavano fieri e prevedevano che sarebbe diventato una fonte di reddito e profitto. Di conseguenza, nel 1656, i Parrocchiani di St. Paul's (di cui leggete in un paragrafo successivo), si "autotassarono" per pittare le panchine ed i sedili e dieci anni più tardi, per piantare una nuova fila di alberi e tra il 1665 ed il 1668, i residenti più agiati si fecero carico delle spese relative alla realizzazione della colonna e quadrante di cui leggerete tra poco. Tuttavia, il mercato venne formalmente legalizzato solo nel 1671, con una concessione del Re al Conte di Bedford. Peter Cunningham riporta che otto anni dopo, c'erano ventitre venditori suscettibili di tassazione. Disponiamo della descrizione del mercato come appariva nel 1689, grazie a Strype, che scrive: "Il lato meridionale di Covent Garden Square è aperto a Bedford Garden, dove c'è una piccola protezione di alberi, più piacevole nella stagione estiva; e su questo lato si tiene un mercato per frutta, erbe, radici, e fiori ogni martedì, giovedì e sabato, che è cresciuto a misura considerevole e ben servito con scelta di merci, che lo rende frequentato" Da un altro passaggio di Strype, che a quel tempo era inferiore come mercato allo "Stocks' Market" della City successivamente trasferito sul lato occidentale di Farringdon Street. Nel 1710, come si rileva da una stampa pubblicata in quell'anno, il mercato era ancora limitato a poche bancarelle e baracche sul lato meridionale. Col passare del tempo, come spiega Walter Savage Landor, il "Garden" "divenne un mercato chiassoso e pieno di vita, che distribuiva migliaia di frutti e fiori alla aggressiva metropoli.". Il mercato nacque casualmente. I venditori di ortaggi e frutta dai vicini villaggi usavano il centro della piazza luogo di smercio e, in breve volgere di tempo, il mercato divenne un'istituzione riconosciuta. Risultava stranamente sgradevole, dato che era null'altro che una combinazione rude di bancarelle e capannoni. Prima della metà del XVIII secolo, tuttavia, intervenne un grande cambiamento sul sito; le strade limitrofe erano abitate da gente benestanti e loro dipendenti, con la conseguenza che il mercato crebbe gradualmente ed i piccoli venditori ambulanti e dettaglianti cominciariono a realizzare appartamenti per dormire sopra le loro bancarelle, in tale misura, da provocare un memoriale al Duca di Bedford da parte degli abitanti che si riunirono nella Sagrestia di St Paul's lamentando questo sconfinamento come pregiudizievole ai commercianti ed agli intermediari del mercato. Le mappe della piazza riferite a tale periodo mostrano lo spazio come sterrato e recintato con file di pali e catene. Al centro, c'era una colonna scanalata corinzia, con una meridiana in cima, che un'inscrizione fa ritenere essere stata eretta nel 1668. Thornton, in "Survey of London and Westminster" (1786), scrive della colonna circondata da quattro meridiane e ci informa che parte interna della Piazza a quel tempo era circondata da ringhiere di legno leggero. Un'altra fonte riferisce che la colonna si trovava su di un piedistallo sopra sei gradini di marmo nero. Il capitello era molto elaborato; sosteneva una pietra quarata, tre lati dei quali servivano da meridiane. Sulla pietra si trovava un globo, sostenuto da quattro pergamene. Venne rimosso nel giugno 1790. Sui gradini di questa colonna si sedevano delle vecchie donne variamente assortite che vendevano latte, porridge, brodo d'orzo, a cui alludeva un opuscolo intitolato "The Humours of Covent Garden," pubblicato nel 1738:

"High in the midst of this most happy land
A well-built marble pyramid does stand,
By which spectators know the time o' th' day
From beams reflecting of the solar ray;
Its basis with ascending steps is grac'd,
Around whose area cleanly matrons plac'd
Vend their most wholesome food, by Nature good,
To cheer the spirits and enrich the blood
."

Gli Annali di Covent Garden riferiscono anche altri eventi, tra cui quello del 26 aprile 1650, quando il Colonnello Poyse venne sparato ed ucciso nel mercato, quello dell'8 gennaio 1679, (data però da verificare), il Poeta John Dryden venne assalito a Covent Garden, a causa di alcuni versi nella sua "Hind and Panther". I due eventi di cui sopra fanno comprendere come il piccolo mercato della frutta ed ortaggi, sul lato meridionale della piazza e l'area circostante, degradarono. Vennero aperte taverne, teatri, caffetterie, bordelli, il che spinse la piccola nobiltà a trasferirsi altrove, mentre altri, tra cui drammaturghi, si stabilirono qui. Entro il XVIII secolo, ormai, la zona era divenuta una nota zona "a luci rosse", che attirava un gran numero di prostitute. Per tale ragione, vi fu un Atto del Parlamento che mirò a controllare l'area, in modo da realizzare una struttura neo-classica che coprisse ed aiutasse ad organizzare il mercato. Covent Garden Market occupa il centro della Piazza. E' formato da un'arcata centrale e due file laterali di negozi, intersecati nel mezzo da un'altra via ad angolo retto. Al termine orientale ed occidentale della struttura, c'è un'iscrizione: "John, Duke of Bedford. Erected MDCCCXXX.", nessn dubbio quindi che venne realizzata nel 1830, da John, Sesto Duca di Bedford, che si avvalse del progetto dell'Architetto William Fowler. Venne eretto un edificio per ospitare il mercato e pochi anni dopo, sul tetto, all'ingresso, si ricavò spazio per la vendita delle piante. Il Duca ricavava rilevanti rendite dal fitto e pedaggi, di cui non si riesce a stimare esattamente l'ammontare. Quelli che occupavano negozi o bancarelle settimanalmente o annualmente e chi vendeva la maggior parte dei prodotti agricoli, pagavano il fitto come per un normale negozio. Alcuni di essi, tuttavia, pur esercitando di settimana in settimana, in pratica, hanno continuato l'attività di famiglie per due o tre generazioni. Il centro della struttura è formato da un arco sostenuto da due colonne toscane, con un architrave a singola faccia sostenuto da due pilastri, che sostengono il frontone triangolare alto, il cui timpano è abbellito dallo stemma del nobile proprietario del suolo, il Duca di Bedford. Su ciascun lato di tale centro, c'è un colonnato di granito di ordine toscano. Ad ogni angolo estremo delle quattro porzioni di tale mercato ci sono padiglioni quadrangolari, che rompono la monotonia della composizione, rivelandosi utili ed ornamentali. L'area del mercato è all'incirca tre acri e rappresentava il principale mercato londinese della frutta, ortaggi e fiori. Il primo mattino, Covent Garden mostrava uno spettacolo curioso. Dalle 3,30 alle 4,30, c'era poco trambusto nel mercato, ma poi le attività crescevano rapidamente. I mattinieri di entrambi i sessi affollavano il mercato. Erano gli intermediari tra i grossisti ed i piccoli dettaglianti, comprando tutta l'offerta dei primi, cercando di vendere parti di essa ai secondi a prezzo più elevato. La folla e la confusione crescevano dalle cinque alle sette-otto. I facchini, con cestini, si offrivano di aiutare i compratori. Gli spazi diventavano molto vivi con il loro clamore. Contro ogni palo e pilastro c'erano piccoli tavoli, dove si vendevano caffè, tè, pane e burro. Dappertutto si vedevano venditori ambulanti che cercavano di vendere torte, panini, coltelli, e libri tascabili. Molti compratori cercavano avidamente stimolanti e consumavano gin o "hot spirits-and-water". Covent Garden Market disponeva comunque di uno spazio limitato in rapporto alle sue esigenze. Infatti, un cronista della City Press, sottolineava come "it is a disgrace to the metropolis to be compelled to rely on the capabilities of a place which, spacious as it may be, is fitted at the very utmost to serve as a market for a town of 60,000 inhabitants." Ciò fa capire perché nei giorni di mercato, le strade circostanti, per mezzo miglio, brulicassero di mercanti con i loro carri delle più diverse fatture, da quelli leggeri a quelli pesanti. John Diprose, in "Book about London and London life" (1872)" scrive che "The apparent tumult of these occasions is all sober business, and the earnestness of all present is most remarkable to a stranger, who is apt to look upon the scene as one of the wildest uproar and confusion. The thousands of tons of vegetables and fruit are dispersed through every avenue and artery of the metropolis by nine o'clock, and the market is then apparently emptied; excepting the many choice fruits and early vegetables to be found in the beautiful arcade, when the peaceable folks arrive on the exquisite mission of discovering delicacies for some poor cast-down invalid friend; and it is in this long-continued arch that the bouquets are made for the evening exhibitions which do such terrible mischief in Cupid's calendar, at balls, theatre, opera, concert, and in the private boudoir of my 'ladye-love.'". Si trattava di un mercato che meritava la visita, tanto Charles Dickens diceva "When I had no money, I took a turn in Covent Garden, and stared at the pine-apples in the market.". In merito al mercato dei fiori di Covent Garden, un osservatore americano scriveva che si teneva nello spazio aperto di fronte a St Paul's ed all'entrata della grande fila di negozi che correva nel centro. I coltivatori portavano i fiori nel mercato a mezzanotte o ancora prima e verso l'una di notte, c'era il periodo più rapido delle vendite, tanto che la strada diveniva praticamente intransitabile tante erano le donne con cestini ed altri che offrivano i loro fiori in vasi. Si proseguiva sino alle cinque del mattino, quando gli esausti venditori, avendo terminato i fiori da vendere, facevano ritorno alle loro case, mentre gli intermediari iniziavano a vendere i fiori ai diversi fruttivendoli della metropoli, che ovviamente potevano comprare una quantità limitata; mentre il rimanente era lasciato ai venditori di fiori per la domanda giornaliera del mercato. Nei giorni di maggiore affluenza del mercato, quando occorreva una quantità aggiuntiva di fiori, sopperiva la fornitura da parte dei vivaisti dei paraggi di Londra. Il tipo dei fiori venduti dipendeva, naturalmente, dalla stagione, anche se si riusciva a vendere anche le "primizie". Nel mezzo dell'inverno, infatti, si vendevano già fiori della primavera inoltrata. A febbraio, si vendevano primole, mignonette, violacciocche, viole, tulipani, giacinti, narcisi ed altri bulbi forzati; a marzo, verbene, camelie, epacrises, brughiere d'Australia, lillà, rododendri, azalee, i caprifogli dei boschi americani, kalmias; nel mese di aprile, una varietà di brughiere ibride, acacie forzate, rose, pelargoni; a maggio, una maggiore varietà di brughiere giungevano alla perfezione, pelargoni o gerani, il tipico fiore inglese ornamentale, mignonette, le rose cinesi; a giugno, le varietà di gerani erano nella perfezione piena, e nella parte alta del mese, un centinaio di tipi diversi offriva una bella vista nel mercato; la fornitura in questo periodo dell'anno era talmente elevata, che spesso 5.000 - 6.000 fiori erano inviati quotidianamente dai coltivatori, c'erano pure belle fucsie, molti tipi di verbene, cactus, ortensie, creste di gallo, balsami, Heartsease, rose, gardenie, gelsomini ed, addirittura limoni. Durante l'autunno, il mercato continuava con piccole variazioni.

2. L'area di Covent Garden

William Newton, in "London in the Olden Time; being a Topographical and Historical Memoir of London, Westminster, and Southwark, accompanying a Pictorial Map of the City and its Suburbs, as they existed in the Reign of Henry VIII" (1855), riferisce che, verso la metà del XVII secolo, si dice che sia esistito un vasto stagno vicino il centro di Covent Garden, alimentato in parte da un ruscello che proveniva dalle alture, in parte da una sorgente locale che ancora riforniva una pompa (ndr nel 1878) vicino alla Parish Church. Poi, l'acqua eccedentaria dello stagno passava da Ivy Bridge Lane giù al Tamigi. Covent Garden per lungo tempo fu luogo alla moda come luogo di residenza e per le passeggiate. Dal 1666 al 1700, diverse persone nobili vissero attorno alle Piazze. Peter Cunningham ricorda che la scena  Sir Martin Mar-all di Drydenis è ambientata in questo quartiere, un tempo alla moda, e che allusioni alla Piazza e Chiesa ricorrono frequentemente nei drammi durante i Regni di Carllo II, Giacomo II, Guglielmo, Maria, Anna. Così la Piazza è la località della scena in The Soldier's Fortune di Otway, e anche in The Country Wife di Wycherley. C'erano numerose carrozze con cavalli neri a Covent Garden e nei dintorni al principio del Regno di Giorgio III e Voltaire, probabilmente, le utilizzò nel passare davanti e dietro i teatri ed i suoi appartamenti in Maiden Lane. Le forme di questi veicoli goffi sono familiari a quelli che conoscono le stampe di Kip del periodo. All'epoca di Giorgio I e Giorgio II (dal 1714 al 1760), la Parish fu, se non quella più alla moda del paese, in ogni caso, un distretto alla moda e luogo di residenza di un gran numero di persone titolate e di altro rango, come pure di persone conosciute nel mondo dell'Arte, della Letteratura, delle Scienze. Earl Ferrers, che venne giustiziato nel 1760 per l'assassinio di un suo domestico, viveva a Covent Garden nel 1722. Persino al tempo del Regno di Giorgio II (1727 - 1760), Covent Garden manteneva molto del suo carattere alla moda. In ogni caso, nel marzo del 1730 il Daily Advertiser racconta ai lettori che "la Signora Mary Wortley Montague, che era stata gravemente indisposta nella sua casa di Covent Garden per quache tempo, si era perfettamente ripresa, e trae beneficio dall'aria di Hyde Park ogni giorno, seguendo il consiglio dei suoi Medici". Il medesimo giornale del 10 giugno 1731, racconta che "Pochi giorni fa, la Signora Lady Mary Wortley Montague aveva lasciato la sua casa di Covent Garden per Bath". Tuttavia, Covent Garden fu anche pericolosa, un bassifondo. Una delle sue parti più pericolose si chiamava Bedfordbury. George Sala, che scriveva negli anni '50 de XIX secolo, descrive "a devious, slimy little reptile of place, whose tumble-down tenements and reeking courts spume forth plumps of animated rags, sucha s can be equalled in London throoughfare. I don't think there are five windows in Bedfordbury with whole pane of glass in them." Lungo questa piccola strada c'erano non meno di sei pubs. Il suggerimento è che "bury" venne adottato nel nome della strada dato che molti dei suoi abitanti "were permenently ... fortified", visto che "bury" era una battuta del XIX secolo, basato su fatto che "fortified" era un eufemismo per "ubriaco". In aggiunta, tutta l'area di notte non era sicura per i pedoni, come del resto altre. Shenstone, durante il regno di Giorgio II, scrive: "Londra è davvero pericolosa in questo periodo; i borseggiatori, che in precedenza si accontentavano di rubacchiare, non si fanno scrupoli di prendere a randellate le persone in Fleet Street e lo Strand, e ciò non più tardi delle otto di sera; ma nelle "Piazzas", Covent Garden, essi arrivano in gran numero, armati di coltelli, ed attaccano interi gruppi .....". Ed alla stessa maniera, con lo stesso significato, Shadwell in una delle sue commedie sottolineava come fossero davvero valorosi dato che in quei giorni, non si poteva andare da Rose Tavern alla Piazza senza mettere a repentaglio due volte la propria vita". La stazione della metropolitana aprì l'11 aprile del 1907. Negli anni '60 del XIX secolo, il traffico originato dal mercato era divenuto eccessivo, per cui, nel 1974, si decise di delocalizzare il mercato a Nine Elms, pressso il New Covent Garden Market, a circa tre miglia (cinque chilometri). Nel 1980, l'edificio centrale riaprì come centro commerciale ed è divenuto una notevole attrazione turistica, con tanti piccoli negozi, caffetterie, pubs, un mercato interno, Apple Market, ed uno esterno, Jubilee Market. Concludiamo osservando che Covent Garden fu il primo luogo di Londra dove un balcone o "belconey", come si scriveva in origine, venne realizzato. Si dice che sia stata un'invenzione del Lord Arundel del tempo.

3. St Paul's Church

Nel 1645, un Atto parlamentare enucleò Covent Garden come Parish autonoma da quela di St. Martin's-inthe-Fields. Il suo patrocino venne attribuito alla Famiglia Russell, la Parish Church, venne dedicata a San Paolo (St. Paul's Church). Non approfondiamo il discorso, avendo ad essa dedicato una specifica pagina web trattando delle Chiese di Londra.

4. Apple Market

Ne abbiamo trattato nell'ambito di una specifica pagina web trattando dei Mercati di Londra.

5. Jubilee Market

Ne abbiamo trattato nell'ambito di una specifica pagina web trattando dei Mercati di Londra.

City of Westminster - Visita guidata

Long Acre

Long Acre

All'interno di Covent Garden Market

All'interno di Covent Garden Market

Carretto con messaggio di benvenuto a Covent Garden Market

Carretto con messaggio di benvenuto a Covent Garden Market

Caleidoscopi in vendita ad Apple Market

Caleidoscopi in vendita ad Apple Market

Jubilee Market

Jubilee Market

L'interno di St Paul's Church

L'interno di St Paul's Church

London's Transport Museum

London's Transport Museum

Dury Lane

Dury Lane

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