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Londra vissuta dagli Italiani ...

Tottenham Court Road

Sintesi

Tottenham Court Road è una movimentatissima stazione della metropolitana (Northern Line, Central Line) al confine col London Borough of Westminster. In passato, si chiamava Tottenham Court Row.

Distanza dal centro: 0,7 miglia.

Attrattiva: notevole, si tratta di una zona estremamente movimentata e ricca di negozi, vicina ad attrazioni e spazi verdi.

Descrizione dell'area attorno alla stazione

Uscendo dalla stazione della metropolitana, rimanete colpiti dall'orribile grattacielo che sovrasta, gli edifici sottostanti, per fortuna, ancora sostanzialmente "tradizionali". Sia nella metropolitana, che fuori, troverete una "marea" umana. Vi trovate al centro di un incrocio di cinque strade: 1. St Giles High Street, in direzione sud-est, che vi porta a St-Giles-in-the-Fields, la Chiesa rilevante ai fini della storia dell'area; 2. New Oxford Street, prosecuzione di Oxford Street in direzione orientale, dove trovate un interessantissimo negozio di ombrelli e bastoni britannici ed americani, James Smith & Sons (Hazelwood House, 53 New Oxford St); 3. Oxford Street, in direzione occidentale, movimentatissima, dove, girando a sinistra in Soho Street, trovate Soho Square con a lato St Patrick's Church (che ricadono nella City of Westminster) dove abbiamo qualche volta seguito la celebrazione della messa in Spagnolo, da parte di un prete sudamericano; 4. Tottenham Court Road, in direzione nord, strada commerciale ricca di negozi di elettronica, pubs, supermercati e negozi vari. Seguitela e girate a destra in Bayley Street, in modo da raggiungere lo spazio verde Bedford Square Gardens, alle cui spalle trovate il British Museum; 5. Charing Cross Road, dove al 107, trovate la celebre libreria Foyles, dove abbiamo comprato tanti libri di Inglese ed Informatica.

Toponimo

Il nome si ritrova come "Totehele" nel Domesday Book (1086), in cui si riportano, tra gli altri, i seguenti dati: popolazione totale 8 "Fuochi" (circa 40 persone); unità tassabili 5 (basate su prati, pascoli e boschi); valore al Lord (1066: £5; circa 1070: £4; 1086: £4); possessori di case: 4 residenti, 4 piccoli possessori; terreni: per 4 aratri; altre risorse: boschi e 150 maiali; Lord nel 1066: Canonici di San Paolo (Londra); Lord nel 1086: Canonici di San Paolo (Londra); Feudatario del Lord (Tenant-in-chief) nel 1086: San Paolo (Londra) Vescovo. Successivamente, si legge "Totehale" (circa 1190, 1202), "Totenhale" (1216, 1307, 1303), "Totenhal" (1347), "Totenhalecourt" (1487) "Totnall Court" (circa 1510), "Totten Court" (1596), "Tottenham Court Row" (1708, perché conduceva da St Giles all'antico Manor of Tottenham Court), "Tottenham Court" (1754, mappa di Rocque). L'espressione è un misto di Old English, "Totta", nome di persona al caso genitivo (-n) ed una parola in Old English " Healh" (dativo heale) e Old Mercian "Halh" (Hale = nicchia, angolino, posto riparato, rifugio). Per cui, andrebbe tradotto come "Rifugio o angolo di terra di un uomo chiamato Totta". La prima parte del nome originario e sue immediate modifiche, ha subito un graduale cambiamento per l'influenza del nome Tottenham, che ha una radice completamente differente. L'aggiunta di "Court" risale al XVI secolo, come chiariamo nella "Storia".

Storia

Per agevolare la lettura, distinguiamo i seguenti punti:

1. Eventi storici essenziali

Abbiamo anticipato come l'attuale nome "Tottenham Court Road" sia un'alterazione anomala della forma originaria, visto che anziché esserne una riduzione, ne è un ampliamento. La strada di campagna che, approssimativamente, alla fine del Medioevo, andava in direzione nord da St. Giles's Pound, tra siepi verdi e campi aperti, traeva il nome dai toponimi suindicati. La Manor House (ancora esistente nel XVIII secolo, ubicata vicino l'attuale Euston), si trovava all'angolo nord-occidentale di un incrocio di quattro strade, un luogo illustrato da un dipinto di William Hogarth (1697 - 1764). Dal Domesday Book (1086), sappiamo che apparteneva al Diacono ed al Capitolo di San Paolo (Londra). Al tempo di Enrico III, che regnò dal 1216 al 1272, tale costruzione apparteneva a William de Tottenhall. Nel 1343, John de Caleton risultava l'affittuario e, dopo vari passaggi di mano, il Manor venne dato in fitto per novantanove anni alla Regina Elisabetta I, che regnò dal 1558 al 1603. Per tale ragione, si affermò il nome di Tottenham Court. Nel 1661, venne concessa dalla Corona per estinguere un debito, alla Famiglia dei Duchi Fitzroy. Nel secolo successivo, divenne proprietà della medesima Famiglia Fitzroy, che realizzò Fitzroy Square (vicino alla stazione di Warren Street), su di una parte della loro tenuta, verso la fine del XVIII secolo. Una favolosa vecchia artista, "Peg" Fryer, che aveva lasciato il palcoscenico al tempo del Re Carlo II (che regnò dal 1660 al 1685), tenne un pub nei suoi ultimi anni di vita. Nel 1720, dal Drury Lane Theatre, venne portata una farsa chiamata "Half-pay Officer" di Charles Molloy. La pubblicità diceva: ""La parte di 'Lady Richlove' verrà eseguita da Peg Fryer, che non si esibisce sul palcoscenico da cinquanta anni (ndr aveva allora ben ottantacinque anni!)". Lei doveva fare la parte di una signora molto vecchia e Peg impiegò a tal fine tutte le sue migliori abilità. Sul palcoscenico, successivamente, addirittura ballò, barcollò e sembrò molto stanca, ma improvvisamente, la musica risuonò un ballo irlandese e lei ballò e camminò con la scioltezza di una ventenne. Visse in TottenhamCourt Road, sino alla morte, nel 1747, alla veneranda età (ndr stimata) di centodiciassette anni!!! In una mappa di Londra che si trova in "A New History of London: Including Westminster and Southwark", di John Noorthouck (1773), è indicato un casello di pedaggio in cima a Tottenham Court Road, poi scomparso. Nel 1748, la Tottenham Court Fair si tenne per ben quattordici giorni ininterrotti, sebbene non sia risultata attraente come alte, come quelle di Smithfield e Southwark Green. In effetti, nonostante si cercava di dar enfasi ad una grande bancarella teatrale, di fatto, la maggiore attrazione finì per essere rappresentata da incontri di wrestling, scherma, pugilato (che servivano per regolare "questoni d'onore"). A riguardo, il Signor J. T. Smith scriveva nel libro "Book for a Rainy Day: "Malgrado che Tottenham Court Road sia per la maggior parte frequentata da persone del più basso ordine, che l'avevano traformata nella 'Fiera del terzo incomodo', era famosa in certe stagioni, e particolarmente di estate, per i banchetti di teatranti regolari, che vuotavano le panche del Drury Lane Theatre, diretto dal Signor Fleetwood, e si accontentavano di far pagare agli spettatori sei pence ciascuno. I nomi del Signor Yates ed altri attori di spicco, erano pittati sui loro banchetti". Ciò accadeva verso il 1777. Tottenham Court Fair sembra aver acquisito improvvisamente fama e celebrità verso la fine del regno di Giorgio I (che regnò dal 1714 al 1727) ed il principio del regno di Giorgio II (che regnò dal 1727 al 1760). Sembra che le origini della Fiera risalgano ad un 4 agosto, quando Lee, Harper e Petit organizzarono uno spettacolo nel suo ambito, dietro The King's Head, ad Hampstead Road. Gli spettacoli erano "Bateman e "Ridolto al fresco". Neanche si sa quando la Fiera venne interrotta. Non più tardi del 1773, il London Magazine riportava che due carcerati (i briganti che imperversavano a quel tempo nella zona settentrionale di Londra) erano stati condannati a morte a Newgate, per aver rapinato un signore e sua moglie vicino il casello a pedaggio di Tottenham Court. La prossimità di Tottenham Court Road col Middlesex Hospital fu all'origine della sua notorietà come magazzino di corpi morti. Hunter, in "History of London," narra che, da queste parti, nel 1776, i Londinesi rimasero stupefatti dalla notizia della scoperta di resti di più di cento corpi in un capanno, che si "supponeva fossero stati depositati lì dai commercianti per i chirurghi, molti dei quali, soprattutto nella Municipalità, erano noti per aver fatto una professione di tale traffico". Una curiosità interessante riguardava un personaggio eccentrico, chiamato Shooter, che viveva in questa strada, in un pub, "King John's Palace". Era stato garzone in una taverna di Covent Garden, dove era divenuto "amico" dei topi della sua cantina, dando loro del cibo, addirittura, consentendo loro di mangiare un poco di pane tostato nella sua birra, strisciare su di lui e sopra le sue mani e faccia, senza timore e senza danni. Li portava con sè per strada, mettendoli tra la camicia ed il panciotto, in modo da stupire le persone e persino farli rispondere al proprio nome. Successivamente, divenne Metodista ascoltando le prediche di Wesley e Whitefield, di cui avete letto in Gospel Oak. Un pub, The Blue Posts, all'angolo con Hanway Street, era gestito da un tal Sturges, espertissimo nel gioco degli scacchi, che pubblicò un piccolo lavoro, come si legge sulla sua tomba, nel cimitero-giardino di St. James's a Hampstead Road. Charles Dickens, quando era ragazzo e viveva a Camden Town, svolgeva lavori di fatica e frequentava le pasticcerie "di serie B" lungo questa strada, e spendeva i suoi soldini per comprare pane stantio a metà prezzo. Oggi, Tottenham Court Road è una delle più vive strade di passaggio di Londra ed una movimentata strada commerciale, nota soprattutto per la presenza di tantissimi negozi di elettronica, anche se l'affermazione del commercio elettronico ha sicuramente inciso sul volume d'affari complessivo, riducendolo, tanto da indurre un certo numero di tali negozi alla chiusura. A nord, andando verso Goodge Street e Warren Street, si trovano diversi negozi dedicati all'arredamento. Si tratta di una tradizione che risale al XVIII secolo, che ebbe il miglior periodo tra il 1850 ed il 1950 e che sembra godere di una rivitalizzazione.

2. St Giles-in-the-fields

Per trattare di St-Giles-in-the-Fields, intesa non solo come "Church" ma anche come "Parish", cioè, come Chiesa e come Distretto parrocchiale, partiamo dalle variazioni subite nel corso dei secoli dal toponimo:

Nello scorrere l'elenco, balza agli occhi, nei primi secoli, il collegamento anche con un Ospedale (di lebbrosi), per questo anche detto "St. Giles of the Lepers" (che insisteva tra St Giles High Street, Charing Cross Road e Shaftesbury Avenue, venne abbattuto nel XVI secolo) e non solo con la Chiesa di Sant'Egidio. Approfondiamo l'indagine, partendo da un "canovaccio" rappresentato dalle informazioni riportate dal cartello rosso davanti alla Chiesa, su cui si legge: "St Giles-in-the-Fields venne fondata come ospedale per lebbrosi dalla Regina Matilda di Enrico I nel 1101: venne soppressa nel 1539 e la sua originaria cappella divenne la Parish Church nel 1547. Henry Flitcorft costruì la presente chiesa nel 1734 (ndr vedasi chiarimento successivo sul numero di edifici religiosi realizzati nei secoli sul sito). Il bell'interno Palladiano contiene un organo Schmidt del 1671, un pulpito del 1676 ed il pulpito di Wesley dalla West Street Chapel.". Come si legge, le informazioni sono "essenziali". Pertanto, procediamo per ordine, estendendo le informazioni di cui sopra. L'Ospedale di St. Giles fu il primo tipo di istituzione del suo genere a Londra, se si eccettua St. James's Hospital. Lo Storico John Stow (circa 1525 – 1605) così si esprime: : "St. Giles-in-the-Fields era un Ospedale per lebbrosi fuori della City of London e della Contea del Middlesex, fondato dalla Regina Matilda, moglie di Enrico I e soppresso dal Re Enrico VIII." La data di fondazione è data da John Leland (o Leyland, circa 1503 – 1552) e Malcolm come 1101, sebbene John Stow ed altri diano 1117, che fu l'anno precedente la morte della fondatrice. Matilda donò il terreno e dotò l'Ospedale della somma di 3 sterline annue. La sua fondazione provvedette a quaranta lebbrosi, un Cappellano, un impiegato, una persona di servizio. Enrico II (che regnò dal 1154 al 1189) confermò tutti i privilegi e doni effettuati all'Ospedale, ed aggiunse dei suoi, consistenti, tanto che John Parton, in "Some Account of the Hospital and Parish of St. Giles-in-the-Fields" (1822) scrive: "Le sue liberalità ne fecero il secondo fondatore.". Le Consorelle sembrano essere state infermiere, dato che non c'è menzione di suore lebbrose. La Cappella dell'Ospedale compare grazie alla concessione del Re Enrico II (1154 - 1189), costruita sul sito di una pregressa Chiesa parrocchiale. La Bolla del Papa Alessandro indica che il muro dell'Ospedale racchiudeva otto acri. In questo spazio triangolare, definito approssimativamente da High Street, Charing Cross Road e Shaftesbury Avenue, insisteva una costruzione centrale o villa per lebbrosi, numerose costruzioni sottoposte, la cappella, la portineria. Non si dice quando venne ridotto il numero dei lebbrosi quando le proprietà dell'Ospedale vennero ridimensionate. Nelle prime concessioni, il capo dell'Ospedale viene denominato Cappellano, non Maestro. Il primo Maestro viene citato nel 1212. Dopo tale anno, il termine viene usato con regolarità. La gestione venne attribuita al Maestro o Guardiano e ad altri funzionari, insieme ad un certo numero di affidabili confratelli e consorelle ed in certi casi, gli stessi lebbrosi, che formavano un Capitolo. John Parton, in "Some Account of the Hospital and Parish of St. Giles-in-the-Fields" (1822), scrive: "Si riunivano nella Sala Capitolare, avevano un sigillo comune, tenevano Corti come Lords del Manor.". C'erano anche guardiani o custodi, che non risiedevano nel'area residenziale dell'Ospedale e sembra che venissero scelti tra i cittadini più eminenti. Tuttavia, non facevano parte dello schema originario. Durante i Regni successivi, l'Ospedale crebbe in ricchezza ed importanza. Durante il Regno di Enrico III (1216 - 1272), il Papa Alessandro emanò una Bolla di conferma, ma l'Organizzazione benefica era diventata un rifugio per parassiti decaduti a Corte che non erano lebbrosi. Tale abuso venne proibito con decreto reale. Durante il Regno di Eduardo III (1327 - 1377), i Confratelli si ribellarono, rifiutando di permettere un'ispezione dell'Arcivescovo di Canterbury, distruggendo molti documenti di valore appartenenti all'Ospedale. Due secoli dopo, il Re Enrico VIII (che regnò dal 1509 al 1547), desiderava le terre ed i possedimenti di St. Giles. Con la soppressione dei Monasteri, l'Ospedale divenne un Manor. Quando l'Ospedale andò nelle mani di Lord Dudley, vi furono molti cambiamenti. La costruzione principale venne convertita in villa per suo uso personale. Era la Manor House. Si trovava tra Denmark Street e Lloyd's Court. Dopo due anni, Lord Dudley vebbe autorizzato dal Re a trasferire la tenuta a Sir Wymonde Carew, ma vi sono ragioni che inducono a ritenere che, comunque, continuò a mantenere il possesso della Manor House fino alla sua perdita dei diritti civili durante il Regno della Regina Maria (1553 - 1558), dato che il Manor venne riacquisito dalla Corona e venne dato in fitto. Clinch supera tale difficoltà ipotizzando che Lord Dudley avesse separato i suoi possediemnti e trattenuto il Manor, ma nell'atto che accorda lo scambio cita espressamente, tra l'altro, la casa dello sciolto Ospedale di St. Giles-in-the-Fields. E' possibile che Sir Wymonde Carew lo fittò nuovamente alla Famiglia Dudley. Il Manor of St. Giles era posseduto dalla Corona durante il Regno di Carlo II (1660 - 1685), quando Alice Leigh, nominata da lui Duchessa di Dudley, visse nella Manor House. Tale Duchessa fece molti doni alla Chiesa, tra cui una Canonica (Casa parrocchiale). Nel cartello citato all'inizio si legge che l'attuale St Giles-in-the- Fields venne costruita nel 1734. Si tratta certamente di almeno la terza, se non la quarta eretta sul medesimo sito. Infatti, come indicato in precedenza, vi è ragione di ritenere che la Cappella dell'Ospedale, per concessione del Re Enrico II (1154 - 1189), sia stata costruita sul sito di una pregressa Chiesa parrocchiale o comunque di un sito sacro. La Cappella aveva attaccata una Casa capitolare e sembra che la sua costruzione fosse stata molto accorta. C'erano diverse Cappelle votive, un grande altare dedicato a St. Giles (= Sant'Egidio). Nelle prime concessioni, si legge di St. Giles come villaggio, non come Parish, ma ci sono pochi dubbi che dopo la fondazione dell'Ospedale la sua Cappella fosse utilizzata come Parish Church dagli abitanti. C'era, probabilmente, un muro che separava i lebbrosi. La prima Chiesa di cui si conserva l'immagine presenta una curiosa torre, coperta da una cupola rotonda. La veduta di questa Chiesa, datata 1560, risale a dopo la soppressione dell'Ospedale, quando era diventato totalmente parrocchiale. Nel 1617, la singolare vecchia torre venne abbattuta e sostituita da una nuova, ma soltanto dopo sei anni che la Chiesa venne ricostruita. Un'altra veduta, risalente al 1718, mostra una struttura molto lunga, a due piani, con una torre quadrata sormontata da un campanile aperto e segnavento. Era fornita di belle finestre di vetro temperato ed un bello specchio regalato dalla Duchessa di Dudley. Tale seconda Chiesa ebbe breve vita, dato che durante il Regno della Regina Anna (1702 - 1714), i Parrocchiani ne richiesero la ricostruzione, come una delle nuove cinquanta Chiese, essendo allora diruta. L'attuale Chiesa, molto solida e dai bei lineamenti, venne prodotta da Flitcroft ed aperta il 14 aprile 1734. Il Campanile è alto centosessanta piedi, con un piedistallo rustico, un piano dorico, una torre ottagonale ed una guglia. Il piano interrato è di pietra Portland, di cui è costruita la Chiesa e gli angoli dei muri dello stesso materiale decorano le finestre. Dei monumenti si trovano sui muri e colonne, occupando molto spazio. Tra questi si ricorda la figura di donna intera a riposo su un ampio finestrino. Si tratta del monumento a Frances Kniveton, la figlia di Alice Leigh, Duchessa di Dudley. Tale tomba vuole attestare la gratitudine per le donazioni fatte dalla madre alla Parish. I giardini che circondano la Chiesa dovrebbero essere stati utilizzati come cimitero dell'Ospedale. La prima citazione di essi nella Parish si ha nel 1628, quando vennero abbattuti tre cottages, per aumentarne le dimensioni. Vennero ampliati ulteriormente nel 1666. Parte delle mura del vecchio Ospedale che li delimitavano rimasero in piedi sino al 1630, quando caddero, essendo rimpiazzate dopo qualche tempo da un nuovo muro. Per il 1718, il suolo del cimitero-giardino era salito di otto piedi per le tante sepolture, tanto che la Chiesa aveva finito per trovarsi in una sorta di fossato. Per tale ragione, le successive sepolture furono rare a St Giles e frequenti a St. Pancras, a partire dal 1805. Per accedere al cimitero-giardino, comunque, vi erano diversi cancelli con diritto privato di ingresso, di cui uno era usato dalla Duchessa di Dudley. Il più importante, tuttavia, era quello principale, noto come "Resurrection Gate", da un altorilievo dell'"Ultimo Giorno", realizzato verso il 1687, in mattoni rossi e marroni (si dice che l'ispirazione sia stata tratta, con alcune modifiche, dal simile lavoro di Michelangelo). Nel 1765, il muro settentrionale del cimitero-giardino venne abbattuto e sostituito da ringhiere. Nel 1800, il cancello venne rimosso e sostituito da un cancello con alcune sculture, che si trovava in origine sul sito del vecchio a nord del cimitero-giardino, ma venne spostato sul lato ovest, in posizione difficilmente alla vista. Probabilmente, venne posto lì pensando che la nuova strada, Charing Cross Road, sarebbe passata di là. Denmark Street, che fronteggia St. Giles Church era, un tempo, Dudley Court, dove si trovava la casa con giardino della Duchessa di Dudley come Canonica della Parish. La Court o Row venne costruita sul sito della casa prima del 1722. Chiudiamo aggiungendo qualche informazione anche sulla Parish, dove, da circa il 1413, si trovavano le forche, che vennero tenute sino a quando vennero trasferite a Tyburn. La processione da Newgate a Tyburn passava attraverso Broad Street e si fermava al grande cancello dell'Ospedale, affinché il condannato potesse bere la sua ultima birra ale. Qui vicino un impprenditore aprì una taverna nel 1623, The Bowl. Il sito esatto era Bowl Yard, che va in Broad Street, vicino a Endell Street. La più illustre tra le vittime che soffrirono a St Giles fu Sir John Oldcastle, Lord Cobham, che venne impiccato in catene ed arrostito su un fuoco lento, in quanto "Lollard" (da "Lolium" Latino, erano "I seminatori di zizzania", anche detti Alessiani. In Inghilterra, nel XIV secolo, il termine "Lollard" venne impiegato in senso dispregiativo in riferimento ai  Poor preachers (Poveri predicatori), un movimento politico-religioso che ha operato sino al principio dello Scisma d' Inghilterra nel XVI secolo. I Lollardi inglesi accolsero le idee di John Wycliffe (1324 - 1384), celebre Teologo dell'Università di Oxford, che lottava per la riforma della Chiesa romana, ritenendola falsa e corrotta. Proprio per la sovversività delle loro idee, i Lollardi vennero perseguitati e molti martirizzati, senza, però, riuscire a dissolvere il movimento). Da tempi molto antichi St. Giles era nota per le sue taverne. The Croche Hose era situata all'angolo della palude, e durante il regno di Eduardo I ( 1272 - 1307) apparteneva al cuoco dell'Ospedale. Oltre alle due citate, ce ne erano tante altre datate. La sua Parish era un tempo uno dei più sovraffollate e malsane di Londra. Non è un caso, perciò, che la prima scintilla della Grande Peste (Great Plague) del 1665 si ebbe nelle vicinanze, in un vicolo al termine settentrionale di Drury Lane. Vi erano già state delle epidemie minori, che portarono alla costruzione di una "Pest-House". La Parish risultò una delle più colpite. In una mappa del 1600, St. Giles risulta largamente occupata da campi aperti. Le costruzioni, che prima della soppressione dei Monasteri, appartenevano all'Ospedale, formano un gruppo intorno alla Chiesa. Poche altre costruzioni si trovavano lungo il lato settentrionale dell'attuale Broad Street. Una o due case si trovavano anche alla fine settentrionale di Drury Lane, mente Drury House insiste alla fine meridionale. Southampton House, nei campi a nord, è segnata, ma, per il resto, la Parish è ancora occupata da campi aperti. Nonostante tale situazione, la Parish continuò a crescere rapidamente, essendo definita, con un proverbio alla fine del XVIII secolo, sinonimo di tutto ciò che fosse squallido e sudicio. Le sue colonie di volatili e bassifondi erano così descritti in un giornale del 1845: "Tutto attorno regnano povertà e desolazione; le strade e vicoli sono luridi con sporcizia di mezzo secolo; la metà delle finestre sono rotte, o riparate con stracci e carta, e quando intere sono insudiciate di sporco e fumo; abbondano i negozi di piccoli mediatori, pieni di legname, il cui odore peggiora l'aria già contaminata; i marciapiedi e la strada sono occupati da maiali, pollame, e bambini vestiti di stracci.... Ma nello spazio chiamato the Dials la scena è molto diversa. Lì almeno si ergono splendide costruzioni con facciate stuccate e balaustre riccamente decorate.... Questi sono i 'gin-palaces'." Abbondavano anche i pubs. Tanti dipinti di William Hogart (1697 – 1764), raffiguranti miserie e vizi, vennero ispirati da St. Giles.

Camden - Visita guidata

Grattacielo che sovrasta l'area e "stona" rispetto l'architettura circostante

Grattacielo che sovrasta l'area e "stona" rispetto l'architettura circostante

St Giles-in-the-fields

St Giles-in-the-Fields

New Oxford Street

New Oxford Street

James Smith & Sons

James Smith & Sons

Oxford Street - Particolare del portale su cui sono incisi i numeri 9-11-13-15

Oxford Street - Particolare del portale su cui sono incisi i numeri 9-11-13-15

Charing Cross Road

Charing Cross Road

Foyles

Foyles

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