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Londra vissuta dagli Italiani ...

Whitechapel

Sintesi

Whitechapel è una stazione della metropolitana (District Line, Hammersmith & City Line) e della Overground.

Distanza dal centro: 3,6 miglia.

Attrattiva: scarsa. E' un'area che non ci piace per niente, che potete visitare solo per motivi storici.

Descrizione dell'area attorno alla stazione

Uscendo dalla stazione della metropolitana, siete su Whitechapel Road, una strada lunga e larga. Dal punto di vista architettonico, la cosa più importante che attira la vostra vista è The Royal London Hospital, che subito avete di fronte a voi e che è un avanzato centro ospedaliero, rinomato internazionalmente, al cui interno, trovate la statua della Regina Alexandra. Andando verso ovest, raggiungete Whitechapel Market, di cui abbiamo una pessima opinione. Osservate gli edifici religiosi: avete in prossimità una Moschea, una Sinagoga, tracce visive evidenti della storia passata e presente dell'area. Proseguite ancora, trovando sulla sinistra, al numero 42-44, Whitechapel Bell Foundry, una celebre Fonderia di campane, a cui abbiamo dedicato un breve paragrafo. Proseguite ancora sempre verso ovest, sino a trovare sulla sinistra Adler Street: è qui che è "condenzata" la storia dell'area, visto che qui sorgeva la Cappella da cui la zona trasse il nome. Ora il suo sito è occupato da uno spazio verde ridenominato Altab Ali Park. Proseguendo ancora verso ovest, ai numeri 77-82 di Whitechapel High Street, trovate Whitechapel Art Gallery, ma ormai siete a ridosso della stazione di Aldgate East. Se, invece, dalla stazione andate verso est, raggiungete la stazione di Stepney Green. Infine, se vi portate verso nord, seguendo Vallance Road, girando a sinistra in Buxton Street, raggiungete Spitalfields City Farm, a cui abbiamo dedicato un breve paragrafo, affiancato dallo spazio verde Allen Gardens, ma ormai, siete più vicini alla stazione di Shoreditch High Street (ad ovest) ed anche a quella di Bethnal Green (ad est).

Toponimo

Avete appena letto che in Adler Street insisteva una Cappella (Chapel) bianca (White) dedicata a Santa Maria (St. Mary), che per questo, si sarebbe successivamente chiamata "St. Mary Whitechapel". Il suo nome compare per la prima volta come "Mantefelune" (o anche Matfelon) nel 1280 in riferimento al lunedì successivo alla Festa della Traslazione di Santo Eduardo (13 ottobre): "Gilbert de Billingesgate, Orafo. - Per Katherine sua sorella, figlia di Celestria, due scellini per rilascio di una casa in affitto nella Parrocchia di Santa Maria Mantefelune. Tutte le sue case e gli affitti all'interno della City per essere venduti da William de Brun, Rettore di San Cristoforo, per il pagamento dei debiti e l'adempimento del suo testamento.". Con lievi modifiche, il nome si ritrova due volte nel 1282. La prima volta, il lunedì che precede la Festa di San Barnaba (11 giugno): "Roger de Nasing. — Una casa nella Parrocchia di Santa Maria de Mattefelon sottoposta alla tassa del Vescovo di Londra da vendersi per pagare i suoi debiti.". La seconda volta, il lunedì che precede la Festa di Santo Eduardo (13 ottobre): "John le Rous. - A William le Rous, suo nipote, tutte le sue case nelle Parrocchie di San Botolph fuori Alegate, Sant'Antonino, e Santa Maria Matrefelun, soggetti a un fitto la manutenzione di una Cappella votiva nella Chiesa di S. Botolph suddetta per le anime del testatore, Richard le Rous suo padre, sua madre Agnes, e altri. Questa disposizione testamentaria aveva confermato con atto sotto sigillo consegnato al sua suddetto nipote.". Successivamente, si legge: "St. Mary Matfelun" (1285-1286), "New Chapel without Aldgate" (1295), "St Mary Matefelun" (1320, 1323), "Blessed Mary Matfellonm without Aldegate" (1336), "Whitechapele by Algate" (1340), "(apud) Albam Capellam extra Algate" (1342), "la White Chapel" (1344), "Whitechapele" (1348), "St Mary Maderfelon" (1352), "St. Mary Matefeloun" (1353), "Blessed Mary de Whitechapelle" (1359), "Whitechapelle in Algatestrete" (1363), "la Whitechapele without Algate" (1370), "le Whitchapell" (1376), "Villa Beatae de Mariæ de Matfellon" (1398), "Parish of the Blessed Mary Matfelon of White Chapell" (1452), "Parish of St. Mary Matfellon called Whyte Chapell parysshe" (1543), "Witschaepel" (1550), "Parish of St Mary Matefelon al. Whitechappel" (1566), "Woitechapel" (1708). In merito al significato, se nessun dubbio vi è sulla denominazione postuma, "Whitechapel" = White (Bianca) Chapel (Cappella), dato che venne pittata all'esterno con un misto di colore ottenuto combinando tufo e gesso, come si era soliti fare per le facciate delle Chiese medioevali, molto differenti sono state le interpretazioni del nome originario, ma nessuna di esse soddisfa a pieno. Innanzitutto, John Stow, in a "Survey of London" (edizione 1603), riferisce di una "white chappell.; S. Mary Matfellon. A devout widow murdered. (= Una vedova devota assassinata)", aggiungendo che "Questa Chiesa è una Cappella di servizio della Parish di Stebinhith, ed il Parroco di Stebinhith ha il dono della stessa: che essendo dedicata al nome di Dio, ed alla Beata Vergine, oggi si chiama Santa Maria Matfellon. Verso il 1428, il sesto anno del Re Enrico VI, una vedova devota di quella Parrocchia aveva a lungo tempo amato, e cresciuto di Almes, un certo Francese o Britannico di nascita, che molto scortesemente e crudelmente una notte uccise la detta vedova mentre dormiva nel suo letto, per fuggire poi con i suoi gioielli e le sue altre cose che riuscì a portare con sé: ma era talmente inseguito che, per paura, si rifugiò nella Chiesa di San Giorgio a Southwark, sfidando il privilegio di quel Santuario, e così abiurando (ndr rinnegando) la terra del Re. Poi, i poliziotti lo presero e portarono a Londra, con l'intenzione portarlo verso est, ma, non appena giunsero nella Parrocchia dove prima aveva commesso l'omicidio, le donne, risentite (nonostante la migliore resistenza fatta dai Poliziotti) lo uccisero con le mani: e per questa circostanza, si dice che la Parrocchia acquisì il nome di Santa Maria Matfellon (ndr Mat (e) = Uccidere, Felon = criminale) ...". Il punto debole di tale spiegazione risiede nel fatto che la Parish si chiamava Matfellon già da più di un secolo, per cui, si può ritenere che il nome non sia ricollegabile al "fellon" (criminale) suindicato. John Richardson, in "The Annals of London: A Year-by-year Record of a Thousand Years of History (2000), sottolinea che "la ragione di questo strano nome non è chiara. La spiegazione più soddisfacente è che derivi da qualcuno con quel nome - il cognome francese 'Matefelune' ('uccidere-criminale') è quello di un mercante di vino con interessi economici a Londra nel 1230). John Strype (edizione 1755, II, pagina 44), sostiene la tesi di Wells, ex Vicario di Hornchurch, in Essex, secondo cui la parola deriva da espressione ebraica o siriana "Matfel", che significa "Colei che ha ultimamente partorì un figlio", come un epiteto della Beata Vergine, e che la Chiesa potrebbe anche essere stata costruita da qualcuno che era stato in Terra Santa in una Crociata o di pellegrinaggio e aveva conosciuto con il termine ebraico in questo modo. La Chiesa, ritiene Strype, potrebbe essere stata dedicata a "Mary matri et filio" che nel tempo, sarebbe stata alterata in "Matfellon" ed il nome 'White Chapel' fu probabilmente dato alla nuova Cappella come segno di ammirazione della sua imponenza, o dalla calce che anche nel Medioevo veniva spesso utilizzata dai costruttori.". John Stow, nelle "Notes: Volume 2, pp. 1-100" del libro di cui sopra, per l'esattezza alla nota 73, aggiunge che "Matfellon" o "Matrefillen" è antico Francese per centaurea o 'knapweed' (centaurea) (ndr Botanica: una pianta spinosa con fiori viola riuniti in una testa con sezioni spinosi poco meno di loro).". Tale posizione è condivisa da Skeat: "matfellon" è la vecchia parola francese per l'erbaccia chiamata "centaury" in Inglese. Povah, nei suoi "Annals of St. Olave Hart Street", pagina 303, suggerisce che dei Lavandai risiedevano nel quartiere e che il nome deriva dal cardo dei lavandai , "Matfellon", che cresceva nei campi vicini. Comunque, il citato John Stow aggiunge anche che "Probabilmente, come in altri casi, la Chiesa deve il suo nome distintivo ad un qualche benefattore. 'Matfelon' e 'Materfeloun' ricorre come cognome nel XIV secolo ... John de Knopwed, un commerciante di tessuti, morì nel 1341.".

Storia

Le informazioni sulla storia originaria dell'area si ritrovano in " Calendar of Wills Proved and Enrolled in the Court of Husting, London: Part 1, 1258-1358" (London, 1889), alle voci "Wills: 8 Edward I (1279-80)" (numero 48) e , "Wills: 10 Edward I (1281-2)" (numeri 58 e 59). Ulteriori informazioni sulla storia dell'area sono fornite da John Stow, alla voce "The Suburbs without the walls", in "A Survey of London. Reprinted From the Text of 1603" (1908), pagine 69-91, alla voce "Notes: Volume 2 pages 1-100", pagine pagine 283-308 e 356-374; in "Calendar of inquisitions post mortem and other analogous documents preserved in the Public Record Office" (1912) Volume 3, pagina 186; da Henry A. Harben in "Historical notes of streets and buildings in the City of London, including references to other relevant sources" (1918); Walter Thornbury, alla voce "Whitechapel", in "Old and New London: Volume 2" (1878), pagine 142-146; da John Hollingshead, in "Ragged London" (1861); da John Richardson The Annals of London: A Year-by-year Record of a Thousand Years of History (2000).

1. Eventi storici di rilievo

Quanto riportato in "Toponimo", fa legittimamente ipotizzare che, durante il XIII secolo, vi fu la fondazione della Chiesa di St Mary Matfelon, che per il fatto di avere le mura bianche, divenne poi nota come St. Mary Whitechapel (nel Devon, una Cappella bianca si disse "alba Capella", ma non sappiamo se tale nome si usò anche qui). Nel 1329, il Rettore della Chiesa era Hugh de Fulbourne. Verso il 1350, St Mary’s divenne una Parish Church, anche se sopravvisse solo per alcuni decenni prima di essere ricostruita (ed esserlo ancora nel 1675, 1875 e 1882). Whitechapel fu il nome dato alla Parish. Nel tardo XV secolo, iniziò il processo di industrializzazione dell'area con la nascita di attività legate all'edilizia, cioè, produzione di mattoni e tegole, calce, lavorazione del legno. In aggiunta, John Stow, trattando brevemente dei "Suburbes without the Walles of the said Citie ... As also without the Liberties", cioè, dei borghi al di fuori della Londra dell'epoca, in riferimento al "Suburbe without Aldegate", al sobborgo fuori Algate, scrive: "Also without the barres, both the sides of the streete bee pestered with Cottages, and Allies, euen vp to White chappel church: and almost halfe a mile beyond it, into the common field: all which ought to lye open & free for all men. But this common field, I say, being sometime the beauty of this City on that part, is so incroched vpon by building of filthy Cottages, and with other purprestures, inclosures and Laystalles (notwithstanding all proclaimations and Acts of Parliament made to the contrary) that in some places it scarce remaineth a sufficient high way for the meeting of Carriages and droues of Cattell, much lesse is there any faire, pleasant or wholsome way for people to walke on foot: which is no small blemish to so famous a city, to haue so vnsauery and vnseemly an entry or passage thereunto.". Per quel che ci interessa, da questo passo sappiamo che, da un lato, vi erano Cottages ed Allies persino su Whitechapel, dall'altro, si segnalava la presenza di numerose costruzioni sudice (filthy). Nel 1572, una legge del Parlamento previde la pavimentazione della strada che portava da Aldgate alla Chiesa di Whitechapel (ed altre strade), dato che, come riporta John Strype, essendo ancora sterrata, era così mal messa che era ormai quasi impraticabile, non solo le carrozze, ma anche per i cavalli. I registri di St. Mary Matfellon di Whitechapel ripportano la sepoltura di due persone di rilievo, Brandon, il supposto boia di Carlo I, e Parker, il capo dell'ammutinamento a Nore. Brandon era uno straccivendolo di Rosemary Lane. Si leggeva: "1649. 2 giugno Richard Brandon, un uomo fuori da Rosemary Lane." A ciò era aggiunta la seguente nota: "Questo R. Brandon si suppone che abbia tagliato la testa a Carlo I.". Si dice che abbia confessato di aver ricevuto 30 sterline per il suo lavoro e che sia stato pagato in mezze corone, meno di un'ora dopo l'esecuzione. Egli prese un'arancia, attaccaccò chiodi di garofano ed un fazzoletto alla tasca del Re, quando il corpo venne rimosso dal patibolo. Per l'arancia gli vennero offerti venti scellini da un signore di Whitehall, ma egli rifiutò la somma, anche se poi la vendette per dieci scellini in Rosemary Lane. Tale Brandon era il figlio di Gregorio Brandon, boia per eredità. La prima persona che decapitò fu i Conte di Strafford; ad ogni modo, resta il dubbio su chi sia stato il boia di Carlo I, ed alcuni sostengono che fu Cornet Joyce, che arrestò il Re. Nel tardo XVII secolo, Ebrei Sefardi provenienti dalla Spagna e dal Portogallo si insediarono qui, rappresentando il nucleo iniziale della comunità che sarebbe divenuta nota come "Gli Ebrei dell'East End". Successivamente, degli immigrati Tedeschi fondarono una Cappella Luterana ed una Chiesa Cattolica. Nel 1678, vennero ritrovate un gran numero di urne funerarie romane, con barre e monete d'argento ed un'urna di rame, dimostrando che Goodman's Fields sia stato un luogo di sepoltura romano. Nel 1711, il diritto di "advowson" di Whitechapel venne comprato dal Direttore e dagli studenti del King's Hall and College del Brasenose College di Oxford. Nel 1720, Joh Strype descrive le strade come abitate principalmente da prosperi Ebrei. C'erano anche Orologiai. Whitechapel era "a spacious fair street, for entrance into the City eastward, and somewhat long, reckoning from the laystall east unto the bars west. It is a great thoroughfare, being the Essex road, and well resorted unto, which occasions it to be the better inhabited, and accommodated with good inns for the reception of travellers, and for horses, coaches, carts, and wagons.". In aggiunta, Egli scrive che gli abitanti di questa Parrocchia erano anticamente legati, ogni anno, alla festa di Pentecoste, ed andavano in solenne processione verso la Chiesa Cattedrale di San Paolo, nella City di Londra, per le loro oblazioni, come testimonianza della loro obbedienza alla Chiesa Madre; ma, al momento dell'erezione della Chiesa Conventuale di San Pietro di Westminster, in Cattedrale, e la Contea del Middlesex appropriata da Enrico VIII, per la sua Diocesi, di cui questa Parrocchia era parte, gli abitanti furono costretti a riparare ogni anno a San Pietro, come già facevano a St. Paul's, il che, però si dimostrava molto fastidioso e di nessuna utilità. Per cui, Thomas Thirlby, Vescovo della nuova Diocesi, dietro loro istanza, acconsentì ad agevolarli, a condizione che il Rettore e gli Amministratori della Chiesa, annualmente, al solito tempo, riparassero nella nuova Cattedrale dove, al momento del servizio divino, avrebbero offerto all'altare maggiore la somma di quindici pence, come un riconoscimento della loro obbedienza. Daniel Defoe, in A Journal of the Plague Year (1722), riportando notizie relative al cimurro (distemper), scrive che Whitechapel l'ampia strada dove viveva: "I lived without Aldgate, about midway between Aldgate Church and Whitechapel Bars, on the lefthand or north side of the street; and as the distemper had not reached to that side of the City, our neighbourhood continued very easy; but at the other end of the town the consternation was very great, and the richer sort of people, especially the nobility and gentry from the west part of the City, thronged out of town with their families and servants in an unusual manner; and this was more particularly seen in Whitechapel — that is to say, the broad street where I lived.". Ulteriori attività industriali si insediarono nella zona, relative alla produzione di birra, alla raffinazione dello zucchero, all'abbigliamento ed attività ingegneristiche. In riferimento a queste ultime, va segnalato che nel corso dei secoli, molte persone furono "Maestri della fusione" ad Aldgate e Whitechapel, e proprio agli attuali numeri 32-34 di Whitechapel Road, nel 1738, dal vecchio sito di Houndsditch  (tra Aldgate e Liverpool Street), si trasferì Whitechapel Bell Foundry, la Fabbrica di Campane di Whitechapel, nota in tutto il mondo per essere il luogo dove venne fusa la campana più famosa del mondo, quella del Big Ben, la più grande mai realizzata a Whitechapel; il misuratore usato per fare lo stampo per la campana pende ancora dalla parete del negozio di stampaggio della fonderia. Il London Hospital, ora Royal London Hospital, venne fondato a Whitechapel nel 1740, essendo una delle più utili e vaste Istituzioni della metropoli. L'edificio venne eretto nel 1752, sul sito del Red Lyon Farm, su progetto di B. Mainwaring, ed originariamente, conteneva solo 35 corsie e 439 letti. Divenne famoso per aver curato Joseph Merrick, noto come "Elephant man". Il reddito fisso era di 12.000 sterline, derivante da proprietà, donazioni e lasciti testamentari. L'umile sobborgo originario si estese alle limitrofe, ma molte delle case di allora sono state rimpiazzate da edifici di servizio all'Ospedale. Nella ex Cripta della Chiesa di San Filippo, trovate il Museo della storia dell'Ospedale, ben illustrato anche sul sito web dello stesso. Nel tardo XVIII secolo, Whitechapel diede al Regno Unito uno suoi dei pugili più illustri, Daniel Mendoza, la cui fama fu così grande che divenne il primo Ebreo a cui si permise di rivolgersi ai Giorgio III. Durante il XIX secolo, le attività industriali di Whitechapel furono battute dalla concorrenza straniera, mentre allo stesso tempo, l'area divenne sempre più affollata, soprattutto dopo l'arrivo di Ebrei Aschenaziti (o Ashkenaziti, detti anche Ashkenazim) discendenti delle comunità ebraiche medievali della Valle del Reno (Regione franco-tedesca), dove erano affluiti nel IX secolo, diversi Ebrei dall'Italia Meridionale: nel 1881, una strada con 176 case contava 2.516 residenti!!!. Ne conseguì un notevole incremento della criminalità e della prostituzione, la quale rese celebre l'area per gli assassini perpetrati nel 1888 dal notissimo "Jack The Ripper" (Giacomo Lo Squartatore), mai individuato. La situazione socio-economica degradò talmente che addirittura iniziò una tratta di schiave verso la fine del XIX secolo, dato che le ragazze locali, con l'inganno o con le minacce, venivano costrette a lavorare nei bordelli di Costantinopoli (Istanbul), Il Cairo e Buenos Aires. Nel 1870-1872, nell'Imperial Gazetteer of England and Wales di John Marius Wilson, Whitechapel viene descritta come segue: "a parish and a district in Middlesex. The parish lies 1½ mile E of St. Paul's, London: forms all a compact portion of the metropolis; was part of Stepney parish till 1329; is bisected by the main thoroughfare of Whitechapel High-street, and Whitechapel-road; includes Goodmans-Fields, and part of Wellclose-square; enjoys ready access to several r. stations; has post-offices‡ under London E; contains a police station, county court-houses, a large theatre, extensive baths and washhouses, 4 churches, several dissenting chapels, several public schools, the sailors home, the London hospital, the boys' refuge, the Jews' orphan asylum, alms houses, a workhouse, and various other institutions; carries on brewing, distilling, sugar-refining, iron-founding, floor-cloth manufacture, dyeing, and other manufacturing or industrial employments; and is ecclesiastically divided into W.-St. ...". Nel 1887, il Gazetter of the British Isles, illustra Whitechape come segue: "par., and sta. on East London By., Middlesex, mostly in parl. bor. of Tower Hamlets, but partly also within the City of London, 170 ac., pop. 30,709.". Per fortuna, dei Filantropi si impegnarono tantissimo per alleviare le misere condizioni della popolazione di Whitechapel, fondare delle Istituzioni volte a milgiorare la vita, dalle semplici mense, alla Whitechapel Gallery, che ancora oggi rappresenta un'importante risorsa culturale per l'East End. Va notato che pur avendo subito la pessima ricostruzione successiva agli anni '60 del XX secolo, Whitechapel ha evitato la riqualificazione massiccia che interessò l'area più ad est dopo La Seconda Guerra Mondiale, per cui, ancora oggi, presenta spazi ristretti e vicoli oscuri, il che ha consentito di mantenere lo scenario che caratterizzava l'epoca di Jack Lo Squartatore, tanto che si effettuano, ogni giorno, delle visite guidate a piedi. Una notevole trasformazione socio-economica si ebbe con lo spostamento degli Ebrei da Whiechapel verso lo spazio esterno settentrionale di Londra e Londra orientale. Al loro posto giunsero degli immigrati dall'Asia Meridionale, soprattutto a partire dagli anni '70 del XX secolo, tanto che oggi una buona fetta della popolazione è di origine del Bangladesh. Giusto per farvi capire la situazione, nel 2004, in occasione dell'inaugurazione del London Muslim Centre, i presenti erano oltre 15.000 (mentre le nostre Chiese restano desolatamente vuote!). Sicuramente, in vista dell'arrivo del Crossrail (rete ferroviaria veloce), la Municipalità di Tower Hamlets ha intrapreso un progetto chiamato "Whitechapel Vision", che nel prossimo futuro dovrebbe portare a cambiamenti mai visti". Speriamo in positivo ....

2. St Mary's Matfelon

Sapete già molto in merito alla Chiesa, visto il contenuto del "Toponimo" e della parte precedente in "Storia", pertanto, evitiamo di ripetere ciò che già conoscente. Ricordiamo solo che la Cappella, ultima della serie di una serie di ricostruzioni dell'originaria Cappella del XIII secolo e operate nel corso dei secoli, che aveva le mura di colore bianche (perciò anche detta St. Mary's Whitechapel), era ubicata in Adler Street. Tale Cappella costituì un importante punto di riferimento per i fedeli dell’area per ben sei secoli, tanto che persino una stazione della metropolitana della District Line (tra le attuali Whitechapel e Aldgade East) mutuò il nome dalla Cappella: St Mary's (Whitechapel Road). Secondo alcuni, Matfelon era il cognome della famiglia che era responsabile dell'edificio del XIV secolo. Una mappa del 1746, mostra la Chiesa a sulla sinistra. I terreni circostanti ed il mulino si trovavano tra la Fonderia di campane e l'attuale Moschea. La Chiesa venne talmente danneggiata dai bombardamenti tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale (1940) che non rimase altro da fare che abbatterne i resti. Oggi, il suo antico sito è occupato da un giardino pubblico, ubicato sul lato meridionale della strada. Tutto ciò che residua dell’antica struttura è in sostanza il piano terra ed alcune tombe, in cui sono sepolti alcuni uomini famosi. Logicamente, il giardino era denominato St. Mary's Park. Gli stravolgimenti etnici verificatesi negli ultimi decenni, hanno trasformato questa zona da cristiana a musulmana. Di conseguenza, la predominanza di islamici ha determinato persino il cambiamento del nome del giardino, oggi detto Altab Ali Park (1998), in memoria di un venticinquenne del Bangladesh, Altab Ali, assassinato il 4 maggio 1978 in Adler Street da tre giovani, mentre rincasava dal lavoro.

3. L'impoverimento di Whitechapel

Avete letto in precedenza che John Strype riporta che Whitechapel ospitava in prevalenza Ebrei benestanti. Tuttavia, a distanza di poco meno di un secolo e mezzo, la situazione era alquanto peggiorata: John Hollingshead, in "Ragged London" (1861) scrive "Whitechapel may not be the worst of the many districts in this quarter, but it is undoubtedly bad enough. Taking the broad road from Aldgate Church to Old WhitechapelChurch—a thoroughfare in some parts like the high street of an old-fashioned country town—you may pass on either side about twenty narrow avenues, leading to thousands of closely-packed nests, full to overflowing with dirt, misery, and rags." Inkhorn Court is an Irish colony, with several families in one room. Tewkesbury Buildings is a colony of Dutch Jews. George Yard contains about one hundred English families; the inhabitants are chiefly dock-labourers. The other half of the residents are thieves, costermongers, stallkeepers, professional beggars, rag-dealers, brokers, and small tradesmen. The Jewish poor are independent and self-supporting, and keep up the ceremonies of their nation under the most adverse circumstances. In one black miserable hut in Castle Alley a poor Jewess was found burning "the twelve months' lamp" for her deceased mother, although it was only a glimmering wick in a saucerful of rank oil.". Quindi, la situazione era davvero difficile!!! Vi suggeriamo di approfondire la tematica, leggendo su Internet un articolo intitolato "Slums and Slumming in Late-Victorian London" a cura di Andrzej Diniejko. Questi conferma il deterioramento di Whitechapel: "By the end of the seventeenth century it was a relatively prosperous district. However, some of its areas began to deteriorate in the mid eighteenth century, and in the second half of the nineteenth century they became overcrowded and crime infested.". Egli aggiunge che "Many poor families lived crammed in single-room accommodations without sanitation and proper ventilation. There were also over 200 common lodging houses which provided shelter for some 8000 homeless and destitute people per night.Margaret Harkness, a social researcher and writer, rented a room in Whitechapel in order to make direct observations of degraded slum life. She described the South Grove workhouse in her slum novel, In Darkest London.". La stampa, nel pubblicare articoli relativi alle donne uccise da Jack The Ripper, sottolineavano lo stato di estrema povertà dei bassifondi londinesi, spindendo le Autorità pubbliche a tentare di bonificare l'area con programmi di ricostruzione. Tuttavia, alla fine del XIX secolo, davvero poco si era fatto, tanto che Jack London, che indagò per sei settimane le condizioni di vita a Whitechapel, rimase sorpreso dalla miseria e dal sovraffollamento dei suoi bassifondi, tanto da scrivere un libro dall'eloquente titolo "The People of the Abyss".

4. Spitalfields City Farm

Si tratta della fattoria cittadina più prossima al c.d. "Miglio quadrato", ma nonostante ciò, è ubicata in uno dei quartieri più poveri e densamente popolate di Tower Hamlets. La fattoria insiste sul sito di un ex deposito-merci ferroviario, dato che nel 1978, venne creata per soddisfare il desiderio dei residenti di convertire spazi abbandonati in orti, dato che quelli utilizzati in precedenza erano andati perduti a fini edilizi. Nell'Est End vi era una antica tradizione legata all'allevamento di animali da cortile, per cui, fu facile, in poco tempo, reintrodurre dapprima polli, poi, i conigli e le oche. La fattoria cominciò ad attirare finanziamenti dal distretto locale e, perciò, fu in grado di iniziare l'assunzione personale ed intessere legami con la vasta comunità circostante. Tuttavia, nel 1987, al contrario, la carenza di fondi stava portando alla chiusura della fattoria, tanto che gli imprenditori edili fecero un pensierino sull'area ..... Per fortuna, aiuti da parte di fondi di beneficenza, imprese ed enti di finanziamento pubblico, nonché un forte sostegno locale, permisero alla fattoria di proseguire la sua attività e crescere. Nel 1980, la fattoria ottenne il riconoscimento ufficiale come Istituzione benefica e, da allora, opera con una vasta gamma di attività e opportunità per la comunità locale e gruppi che la visitano. La fattoria è gestita da un comitato di gestione volontario tratto dai suoi membri ed eletto annualmente. Ogni anno, decine di migliaia di visitatori raggiungono Buxton Street ( London E1 5AR), dove si trova la fattoria, che occupa 1,3 acri di terreno di proprietà del London Borough of Tower Hamlets e Railtrack. Nella fattoria, aperta tutta la settimana tranne il lunedì, trovate animali da fattoria e spazi coltivati.

5. Whitechapel Market

L'elemento demografico attuale (più della metà della popolazione di Whitechapel è del Bangladesh) spiega perché Whitechapel Market sia un mercato di strada (che vanta notevole anzianità) "non turistico", visto che soddisfa il fabbisogno giornaliero della locale comunità asiatica. Ne abbiamo trattato in una specifica pagina nell'ambito dei Mercati di Londra.

Tower Hamlets - Visita guidata

Whitechapel Road

Whitechapel Road

The Royal London Hospital

The Royal London Hospital

La statua della Regina Alexandra

La statua della Regina Alexandra

Whitechapel Market - Bancarella di vestiti

Whitechapel Market - Bancarella di vestiti

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