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Londra vissuta dagli Italiani ...

Beckenam Junction

Sintesi

Beckenham Junction è una delle cinque stazioni/fermate che servono le varie zone della odierna Beckenham (molte di più se si considera l'antico "Borough of Beckenham"), per la precisione questa stazione ferroviaria e fermata terminale del tram rientra nel London Borough of Bromley, come pure Beckenham Road (tram), Avenue Road (tram), New Beckenham (ferrovia), trovandosi non lontana dal confine (verso nord) col London Borough of Lewisham, in cui ricade Beckenham Hill.

Distanza dal centro: 9,2miglia.

Attrattiva: discreta.

Descrizione dell'area attorno alla stazione

Uscendo dalla stazione, trovate una piazza, al cui lato destro, insiste la fermata terminale della linea tramviaria, davanti trovate Rectory Road (direzione ovest-est), che sulla sinistra, incrocia Southend Road (direzione nord-sud): vi trovate all'angolo nord-occidentale dello spazio verde Beckenham Green, che dovete lambire, lasciandolo sulla sinistra, in modo da seguire High Street e raggiungere St. George's Parish Church Beckenham. Preseguite lungo la citata strada principale, fiancheggiata da edifici a due piani con mattoni rossi e negozi a livello stradale. Se deviate in Village Way, trovate la Chiesa Cattolica di St. Edmund di Canterbury. Quando giungete ad una curva vicino al Monumento ai Caduti, dall'altro lato, la strada diventa Croydon Road. A nord della stazione, si trova la lunga e curvilinea Copers Cope Road, in merito alla cui storia abbiamo già abbondantemente trattato in Beckenham Hill.

Toponimo

Sino ai primi decenni della seconda metà del XVII secolo, quest'area si chiamava "Stump's-hill", come risulta nel 1671, quando "William Bond" appare come "Donatore, di "Una casa a Stump's-hill ...." a favore dei "Poveri di Lewisham e Southend" (ne resta traccia nella locale Toponomastica come "Stumpshill Wood", a lato di Beckenham Hill Road). John Cator, nato a Ross on Wye nel 1703, si ritirò da Southwark, dove commerciava legname, per vivere a Bromley, dove, insieme a suo figlio John (1728-1806), acquistò terreni intorno all'anno 1757. La Mappa del Kent di Andrews, Dury ed Herbert mostra che John Junior possedeva un terreno a Stumps Hill nel 1769, dove, nel 1773, quando divenne il Lord del Manor di Beckenham, fece costruire la sua Villa, "Beckenham Place". Per quanto riguarda, invece, Beckenham, il nome si ritrova la prima volta come "Bioha'h'hemamearce" in una concessione Anglo-Sassone dell'862, con cui Æthelberht, Re del Wessex e del Kent, dona al suo Ministro Dryhtwald, 10 unità a Bromley nel Kent. L'atto, in Latino, con indicazione dei confini in Sassone, viene rilasciato nel luogo chiamato "Willherestrio" alla presenza di numerosi testimoni. Come per tante altre concessioni medioevali, se, da un lato, vi è chi non dubita affatto dell'originalità del documento, o Altri, comunque, ritiene si tratti di una copia dell'originale, dall'altro, vi è chi discute in merito ai confini, ai pascoli dei maiali, sul Latino impiegato. Per agevolare la lettura, evidenziamo in neretto gli elementi più importanti: "+ Regnante in perpetuum domino nostro Iesu Christo Omnia regna húius labentis uite regnorumque dispensatores ab initio istius sæculi cum uelocitate deficientes ceciderunt ideo fugitiuis ex mortalibus rebus aetærna gaudia promerenda sunt quapropter ego Aeðælberht rex Occidentalium Saxonum séu Cantuariorum cum consensu et consilio episcoporum et principum meorum et æcclesiasticarum et sæcularium pro ætærna redemptione anime mee et criminum meorum obsolutione aliquid que mihi dominus et saluator noster cunctorum largitor bonorum tribuerat statuens donare decreueram , tibi Dryhtwaldo ministro meo dabo et concedo aliquantulum agri id est . x . aratrorum in loco ubi dicitur Bromleag uð hauead et perfruet uita comite et post obitum suum qualicumque heredi sicut illi placatum fuerit relinquat in héreditatem sempiternam , hancque liuertatem prefato ministro meo in eadem prenominato agello deuoto mente donaui ut omnium regalium tributum et exactorum operum et penalium causarum aeternaliter liberabo notis et ignotis maioris minoris id est pratis . pascuis . siluis . fluminibus fontibusue exceptis tribus necessariis causis expeditione et arcis pontisque constructione nunc et deinceps pro me et pro anima mea liberabo Hoc ipsumque omnibus successoribus meis , regibus principibus seu cuiuslibet personis uel dignitatis hominibus in nomine omnipotentis dei obseruare precipio si uero quod non optamus aliquis diabolica instigatus cupiditate insurrexerit qui hoc infringere aut inmutare temptaberit sciat se rationem esse redditurum in die iudicii ante tribunal aeterni iudicis nisi prius digne emendauerit , Hæc sunt etenim termini predicti agelli circumiacentia An norðan fram Ceddanleage to langan leage Bromleagingamearc 7 Liofshema ðanne fram langan leage to ðam wón stocce ðanne fram ðam wón stocce be Modingahemamearce to Cintastiogole ðanne fram Cintastiogole be Modingahemamearce to earnes beame ðanne fram earnes beame Cregsetna haga an easthalfe sced hit to Liowsandene ðanne fram Liowsandene to swelgende ðanne fram swelgende Cregsetna haga to Sioxslihtre ðanne fram Sioxslihtre to Fearnbiorgingamearce Fearnbiorgingamearc hit sced to Cystaningamearce Cystaningamearc hit sced suðan to weardsetle ðanne fram weardsetle Cysstaningamearc to Wichæmamearce ðanne sio westmearc be Wichemamearce ut to Bipplestydæ ðanne fram Bipplestyde, to Acustyde to Bioha'h'hemamearce fram Acustyde to Ceddanleage :- Ðanne belimpoð ðer to ðam londe fif denn an an utwalda . Broccesham ðes dennes nama . 7 ðes oðres dennes nama ; Sængethryg ; Billanora . is ðes ðriddan nama . ðanne twa denn an Gleppanfelda ; Actum est hec mea donatio anno prescripta in loco qui dicitur Willherestrio coram his testibus qui hæc consentientes subscripserunt quorum hic nomina infra tenentur adscripta: / anno dominice incarnationis , dccclxii ,
+ Ego Aeðelberht rex hanc meam donationem signo sancte crucis roboraui 7 subscripsi
+ Ego Ciolnoð archiepiscopus consensi et subscripsi
+ Ego Aeðerred filius regis
+ Ego Aelfred filii regis
+ Ego Aeðælred dux
+ Ego Dryhtwald dux
+ Ego Heremod presbyter
+ Ego Alhhard
+ Ego Mucel minister
+ Ego Egcberht minister
+ Ego Eaduulf minister
+ Ego Æðæluulf minister
+ Ego Signoð minister
+ Ego Eanuulf minister
+ Ego Æsca minister
+ Ego Eastmund minister
+ Ego Orduulf minister
+ Ego Wiohtgar minister
+ Ego Æðelred minister
+ Ego Cynlaf minister
+ Ego Coenwald minister
+ Ego Cuðred minister
+ Ego Uulflaf minister
+ Ego Ælfhere minister
".

Sempre in Epoca Anglo-Sassone, si legge "Beohha hammes gemæru" (973). Successivamente, il nome variò, anche se, probabilmente, non cambiò molto la sua pronunzia: "Bacheham" (1086, Domesday Book), "Becceham" (1122/3 -1124, Textus de Ecclesia Roffensi per Ernulphum Episcopum), "Bekaham" (1141, concessione della Regina Matilda, con cui si iniziò, talvolta, a scrivere "k" al posto di "ch"), e varie altre ricorrenze ""Bekenham", "Bechenham’', "Beghenham", "Beckingham", "Bekynham", che rappresentano il tentativo degli Scribi di riprodurre su pergamena il "suono" nome del Villaggio. L'attuale nome "Beckenham" sembra risalire al XVII secolo, sebbene, anche se non universalmente, la variante "Beckingham" continuò ad essere usata nel XVIII secolo. Passando al significato del termine, e quindi, alla sua origine, bisogna partire dal Torrente Beck, uno degli affluenti del Fiume Ravensbourne, il quale, per circa il suo primo miglio di corso costituisce il confine tra i due London Boroughs di Croydon e Bromley, e storicamente, costituì il confine tra le Contee del Surrey e Kent. Orbene, per lungo tempo, si è ritenuto che la prima parte del nome di Beckenham traesse origine dalla parola Sassone "Becc" (Ruscello), come facevano due validi Autori della fine del XVIII secolo, che così si esprimevano: ".... essendo così chiamato dalla sua ubicazione sul Fiume Ravensbourne, Becc, in Sassone, significando fiume ...." (Edward Hasted) e "Il sito è supposto derivare il suo nome dalla parola Sassone bec, un torrente ...." (Daniel Lysons). Tuttavia, recenti studi su documenti medioevali locali delle Massime Autorità in materia di Toponimi hanno rivelato che è più probabile il contrario, cioè che sia stato il Villaggio di Beckenham a dare il nome al Torrente Beck, e non il contrario. Pertanto, attualmente si ritiene chel'originario nome possa essere inteso come la sommatoria di nomi dell'Old English "Bioha'h'" (nome personale) + "hema" (Abitante) (nelle prime versioni del nome + "mearce", Inglese moderno "Segno", "Traccia", quindi, "Confine"), per cui, andrebbe inteso come "Insediamento o Recinto o Fattoria o Casolare di Beohha" (un Sassone, Possidente terriero o Agricoltore); gli Esperti della Toponomastica fanno notare che, in Anglo-Sassone, il nome indicherebbe una persona curva o sottomessa.

Storia

Informazioni fondamentali sulla Storia dell'area si leggono nel "Cartolarium Saxonicum" (anno 862); nel "Textus de Ecclesia Roffensi per Ernulphum Episcopum" (1122/3 -1124); in "A topographical map of the county of Kent in twenty five sheets on a scale of two inches to a mile ... by Jn Andrews, Andw Dury and Wm Herbert London printed for A Dury in Dukes Court St Martins Lane and W Herbert at no 27 Gulstans Square White Chappel Published according to Act of Parliament January ye 1st 1769"; sono fornite da Daniel Lysons in "The Environs of London: Volume 4, Counties of Herts, Essex and Kent" (1796), alla voce "County of Kent: Beckenham" (pagine 291-306), "Lewisham" (pagine 514-536), "Table of population" (pagine 571-572); da Edward Hasted in "The History and Topographical Survey of the County of Kent: Volume 1" (1797), alle voci "General history: Divisions of the county" (pagine 250-260), "The hundred of Blackheath: Introduction and map" (pagine 339-340), "Parishes: Lewisham" (503-526), "The hundred of Bromley and Beckenham: Introduction and map" (pagina 527), "Parishes: Beckenham" (pagine 527-550), nonché in "The History and Topographical Survey of the County of Kent: Volume 2" (1797), alla voce "Addenda and corrigenda to volume 1" (pagine 553-567); si leggono in "A Descriptive Catalogue of Ancient Deeds: Volume 1" (1890), al punto A. 1622 (pagine 184-199) ed in "A Descriptive Catalogue of Ancient Deeds: Volume 2" (1894), al punto A. 2055 (pagine 25-38), in "Calendar of Treasury Books, Volume 9, 1689-1692" (1931), alla voce "Entry Book: September 1690, 1-10" (pagine 794-809); sono fornite da da Eilert Ekwall in "The Concise Oxford Dictionary of English Place-names" (1960), pagina 33; da J. L. Kirby in "Calendar of Inquisitions Post Mortem: Volume 18, Henry IV" (1987), alla voce "Inquisitions Post Mortem, Henry IV" punti 95 e 96 (pagine 20-35) ed in "Calendar of Inquisitions Post Mortem: Volume 19, Henry IV" (1992), punti 193 e 196 (pagine 50-65); da A. D. Mills in "A Dictionary of London Place-Names" (2010) e "A Dictionary of British Place Names" (2011); si leggono in "Brewer's Dictionary of London Phrase & Fable" (2011); in "Origins of Bromley place names" (Bromley Council, Local History and Heritage); in "Beckenham Early History" (Beckenham History); in "Beckenham Place" (Beckenham History); in "History of Beckenham" (Ideal Homes: A History of South-East London Suburbs); sono fornite da Pat Manning in "Copers Cope Farm" (Copers Cope Area Residents' Association), che traduciamo e sintetizziamo liberamente. Chi volesse approfondire la tematica, legga: Eric R. Inman - Nancy Tonkin "Beckenham" (1993); David R Johnson "Beckenham Through Time" (2014).

1. Eventi storici di rilievo

In tempi remoti, una vasta foresta con spazi aperti qua e là dovrebbe aver occupato l'area, che era solcata da torrenti e caratterizzata da bei paesaggi, dove vagavano gli animali selvaggi, come il lupo, l'orso, il cinghiale, il cervo, i gatti selvatici, essendo anche un vasto santuario degli uccelli. Nei citati spazi aperti, vivevano piccole comunità, che si sostenevano con la caccia e la pesca. Ciò spiega la presenza del "Cavallo bianco", nello stemma del pregresso "Borough of Beckenham", che ricorda i tempi remoti. Prima dell'invasione Romana, assai scarse sono le notizie su Beckenham fornite dagli Autori che si sono interessati di Storia Antica. Recenti scavi effettuati ad Holwood Park (a circa 5 miglia a sud-est della stazione di Beckenham Junction) hanno datato Holwood un secolo prima dell'invasione Romana. Vennero rinvenuti cimeli dell'Età del Bronzo e dell'Età della Pietra, e, senza dubbio, nelle Ere lontane abitarono in questa zona gli abitanti delle caverne. Il culto dei druidi era ancora praticato qui quando vennero i Romani, ed i boschetti di querce di Wickham Common (a circa 4 miglia a sud-est della stazione di Beckenham Junction) sono ancora additati come i possibili siti di questi templi all'aperto. È stato anche stabilito che una strada romana attraversava Beckenham in linea diretta da Lower Sydenham, tramite Worsley Bridge Road, passando per Langley e poi su a Titsey. Alcuni dei vecchi sentieri per le briglie attraverso le foreste corrispondono, senza dubbio, a siti di alcune delle strade moderne. Tracce di un campo romano potevano essere viste sino a poco tempo fa nel terreno di una casa chiamata "Romanhurst" in Toots Wood Road (a 2 miglia a sud-est dalla stazione di Beckenham Junction), che veniva mostrata su una Ordnance Survey Map del 1890 come "Antichi lavori di sterro Britannici", e si ritiene che sia stato un avamposto romano del campo di Holwood. La parola "toot" è di origine Sassone e veniva usata in connessione ai Tumuli, una collina di vedetta o un faro. L'ipotesi secondo cui nel 694, a Beckenham, si sarebbe tenuto il "Grande Consiglio", formato da Clero e Nobiltà, detto essere stato convocato a "Becanceld" da Withred, Re del Kent, venne smentita da William Camden, dal Dottor Plott, dal Signor Johnson di Cranbrooke ed Altri, i quali supposero che, con maggiore probabilità, il citato Consiglio si sia tenuto a "Bapchild", a circa un miglio e mezzo ad est da Sittingborne, sulla strada principale da Londra a Canterbury, nonché a metà strada tra la Costa del Kent e Londra, e quindi, un posto molto più conveniente per un Consiglio del Kent. Pertanto, come riportato nel "Toponimo", la prima volta che quest'area viene citata risale all'862 e poi, sempre iin Epoca Anglo-Sassone, nel 973. La scoperta di ceramiche datate tra il 900 ed il 1150 ha fornito la prova dell'occupazione Sassone-Normanna. Il sito corrispondente all'attuale Fairfield Road, fu abbandonato all'inizio del Medioevo (e non fu rioccupato sino alla fine del XVII seoclo, quando le case iniziarono ad allinearsi lungo High Street). Al tempo della Dominazione Normanna, il Domesday Book (1086) riporta i seguenti dati relativi a "Bacheham", che si trovava nella Hundred di "Brunley" (Bromley), all'interno della Lath (Grande Distretto) di Sutton at Hone, nell'ambito della Contea del Kent: la popolazione totale era costituita da 34 nuclei familiari (dato rilevante), di cui 22 nel Villaggio, 8 di piccoli proprietari, 4 di servi, le unità tassabili erano 2 (dato molto esiguo), vi erano terreni per 8 aratri, 12 acri prati, bosco per nutrire 60 maiali, 1 mulino. Il valore per il Lord era 9 sterline (1066 e circa 1070), 13 sterline (1086). Nel 1066, il Lord era Eskil (o Anschil), l'Overlord il Re Eduardo Il Confessore, nel 1086, il Lord era Ansgot di Rochester, il Tenant-in-chief era Odo, Vescovo di Bayeux e fratellastro di Guglielmo I Il Conquistatore. Nel Quarantaduesimo Anno del Regno di Enrico III (1216-1272), si ha una concessione da parte di John Bonaventur, Orafo, figlio di William Bonaventur, ad Amfrey de Beckenham, Rettore della Chiesa di Hodleg, per 4 Marchi, della terra nella Parish di St. Michael Cornhull, che Egli, a sua volta, aveva per concessione di suo frattello Andrew, che discendeva da suo padre attraverso Emma Bonaventur, sua nonna, del compenso della Santissima Trinità di Londra; nel medesimo Anno, il beneficiario della precedente concessione, Amfrey de Beckenham, Rettore di Hodleg, a sua volta, concesse a Stephen de Gisseburn i terreni nella Parish di St. Michael Cornhill che aveva ricevuto. Beckenham si sviluppò come un importante Villaggio amministrato dalla Manor House ubicata di fronte a di fronte alla Chiesa di St. George, situata su di un terreno in ascesa, un po' ad est del Villaggio di Beckenham, la cui costruzione può essere ipotizzata risalire al Regno di Edoardo III (1327-1377), pel fatto di essere dedicata al citato Santo, dato che poche Chiese gli erano state intitolate prima di quel Regno, anche se abbiamo trovato ipotesi di una sua pregressa edificazione, addirittura al XII secolo. Durante il Regno di Eduardo I (1272-1307), il Manor di Beckenham fu tenuto dalla Famiglia "De Rupelia" (secondo antichi documenti in Latino), anche "Del la Rochell (in Francese) e "Rokele" (in Inglese), la quale venne originariamente da Rochell (Francia).  Nel 1276, Richard de la Rokele morì possedendo il Manor di Beckenham, quando in una inquisition post-mortem si riporta che lo teneva "in capite" come una "knight's fee". Gli successe nel possesso di questa tenuta suo figlio Philip de la Rokele, che lo possedeva alla sua morte nel Ventitreesimo Anno del Regno di Eduardo I (1272-1307) e lo lasciò alla sua unica figlia ed erede Isolda, la quale lo portò in dote matrimoniale a Sir William Bruyn. Successivamente, andò a Maurice Bruyn, il quale morì possedendolo nel 1355, poi a William Bruyn (nel 1362 dovrebbe essere deceduto possedendo il Manor). Dalla inquisition post-mortem fatta a Deptford (Kent) il 10 settembre 1400, relativa ad un primo documento del 14 agosto 1400 di un suo discendente, Ingram (o Ingelram) Bruyn, Cavaliere, defunto, risulta che Egli possedeva il Manor di Beckenham con il diritto di nomina del Rettore (advowson) della Chiesa (dove fu sepolto con i suoi antenati) per sé ed i suoi eredi maschi, in mancanza, a William Marny, Cavaliere, e suoi eredi maschi, tenuto per il Re "in capite" per "knight's service", del valore annuale di 10 Marchi. Dalla inquisition post-mortem fatta a Stockbridge (Hampshire) il 22 settembre 1400, relativa ad documento del 14 agosto 1400 (forse lo stesso di cui sopra) di Ingram Bruyn, Cavaliere, defunto, risulta che Egli possedeva, tra l'altro, il Manor ed il diritto di nomina del Rettore (advowson) di Rowner, unitamente a sua moglie Elizabeth, vivente, per concessione di John Martham, Parroco di Beckenham nel Kent, per atto datato 24 febbraio 1393, con regresso, in mancanza di eredi maschi di Ingram a William Marny, figlio ed erede di Robert de Marny, Cavaliere, e suoi eredi maschi. Elizabeth, vedova del citato Ingram (o Ingelram) Bruyn, ne era proprietaria alla sua morte, nell'Ottavo Anno del Regno di Enrico IV (1399-1413), come risulta da una inquisition post-mortem tenuta a Deptford il 21 settembre 1407, relativa ad un atto del 20 settembre, da cui risulta che Ella teneva in dote per il Re "in capite" per "kight's service" dopo la morte di Ingram suo marito 1/3 del Manor di Beckenham dell'eredità di Maurice Bruyn, suo figlio ed erede, del valore annuale di 40 scellini. Ella era morta il 14 dicembre 1405, Maurice aveva 21 anni il 14 settembre. William Marny, Cavaliere, aveva tenuto e teneva i profitti sino alla morte di Lei, (perché il figlio di Lei era minorenne). Sempre in riferimento ad un atto del 20 settembre, forse il medesimo di sopra, i relazione ad una inquisition post-mortem tenuta a Fordingbridge (Hampshire) il 22 settembre, risulta che Elal ricevette in dote, dopo la morte di Ingram Bruyn, suo marito, della eredità di Maurice Bruyn, loro figlio, tra l'altro, il Manor di Rowner con il diritto di nomina del Rettore (advowson) della Chiesa per concessione di John Marcham, Parroco di Beckenham, ad Ingram Bruyn, Elizabeth ed i suoi eredi maschi, con regresso a Maurice Bruyn. Era tenuto per il Re con un canone di 40 scellini, del valore annuale di 10 sterline, e l'"advowson" quando ricorreva 10 marchi. Successsivamente, il Manor di Beckenham andò per discendenza a Sir Henry Bruyn, che morì nel 1461, al principio del Regno di Eduardo IV (1461-1470 e 1471-1483), lasciando due figlie e coeredi, Alice ed Elizabeth, ciascuna delle quali ebbe tre mariti (alla faccia!!!). La prima sposò prima Robert Harleston (Essex), poi, Sir John Heveningham, ed infine, William Berners, la seconda sposò prima William Malory, da cui non ebbe figli, poi William Brandon, successivamente nominato Cavaliere e Porta-bandiera di Enrico VII (1485-1509) a Bosworth-field, dove fu ucciso, da cui ebbe Sir Charles Brandon, Duca del Suffolk, che fu il fiore e la perfezione della Nobiltà Inglese del tempo, che talvolta risiedette nella Manor House di Beckenham (stando a Philipott come affittuario e non proprietario), dove intrattenne Enrico VIII (1509-1547), in pompa magna, mentre andava a visitare ad Hever, la moglie ripudiata, Anne di Cleve. Infine, Ella sposò Thomas Tirril, di Herne (Essex), la cui Famiglia era detta aver goduto del titolo di Cavaliere in linea diretta da più di cento anni e di discendere da Sir Walter Tirrill, il quale possedeva terreni nell'Essex al tempo del Domesday Book (1086) e che si diceva avesse colpito (ipotizziamo una stoccata) il Re William Rufus in "New forest". Le due sovracitate sorelle di Sir Henry Bruyn, di cui abbiamo ricordato le letizie matrimoniali .... , condivisero questo Manor ed il diritto di nomina del Rettore (advowson) della Chiesa, ed i loro mariti, successivamente, in base al diritto delle rispettive mogli, possedettero lo stesso in comproprietà. In una inquisition post-mortem tenuta nel Tredicesimo Anno del Regno di Eduardo IV (1461-1470 e 1471-1483) risulta che Alice, defunta moglie di John Heveningham, possedeva alla sua morte la metà del Manor di "Begenham" e la metà del diritto di nomina del Rettore della Chiesa (advowson) "in capite"; e che John Berners, figlio di John Berners, era suo figlio ed erede, e Riccardo III (1483-1485), nel Primo Anno del suo Regno, autorizzò Sir John Hynyngham a subentrare nel Manor di "Bekyngham" ed altro, in ragione della minore età del detto Berner, il quale, morì senza figli, per cui, la metà del Manor fu ereditata da John Harleston, figlio del suo secondo marito. Nel Ventiduesimo Anno del Regno di Enrico VIII (1509-1547), Henry Harleston di Cooksale, alienò la sua metà e relative pertinenze, e la metà del diritto di nomina del Rettore (advowson) della Chiesa a Robert Leigh, Mercante di Londra. Il suo discendente, parimenti Robert Leigh, nel 1610, alla metà del Regno di Giacomo I (1603-1625), lo vendette a Sir Henry Snelgar (o Snelgrave), da cui discese a suo nipote Henry Snelgrave, il quale, nella parte terminale del Regno di Carlo I (1625-1649), lo passò a Walter St. John. Elizabeth, la seconda figlia di Sir Henry Bruin, possedeva l'altra metà e sembra che il suo secondo marito, Sir William Brandon, favorendo i diritti del Conte di Richmond, abbia rinunciato al suo diritto su questo Manor, dato che nel Secondo Anno del Regno di Riccardo III (1483-1485), vi fu un accordo tra il Re ed Edmund Shaa, Thomas Tyrelle, Richard FitzHughes, Humphry Tyrelle Squires, relativo ai Manors di South Wokington (Essex) e "Bekengham" (Kent), che erano appartenuti a William Brandon Squire, che essi avevano comprato dal Re; tuttavia, da una inquisition post-mortem del Settimo Anno del Regno di Enrico VII (1485-1509), dopo la morte di Elizabeth sovracitata, moglie di Thomas Tyrril, risulta he Ella morì possedendo la metà di entrambi i Manors citati ed il diritto di nomina del Rettore, che erano tenuti "in capite". Il loro discendente, Thomas Tyrril, possedette successivamente questa tenuta, e, nel Regno di Elisabetta I, John Dalston, per diritto di sua moglie Elizabeth, sorella ed erede di Thomas Tyrril, teneva questa metà del Manor di "East Beckingham", e della Chiesa, per la Regina sovrarcitata. Da Lui, questa metà discese a Sir George Dalston di Cumberland, il quale, verso la metà del Regno di Carlo I (1625-1649), la vendette a Sir Patrick Curwin di Workinton, nella medesima Contea, che era stato nominato Baronetto nel 1626, i cui antenati era detti discendere da Gospatrick, Conte del Northumberland, il quale assunse quel nome da Culwen, volgarmente detto "Curwen", una Famiglia di Galloway, l'erede della quale essi avevano sposato. Egli, verso la fine del medesimo Regno, trasmise il suo diritto nel Manor a Sir Oliver St. John di Battersea, allora nel Surrey, da cui andò a Walter St. John, poi Baronetto, alla morte di suo nipote, Sir John St. John, figlio di Oliver prima citato, il quale, avendo in precedenza comprato l'altra metà di questo Manor ed il diritto di nomina del Rettore della Chiesa (advowson) di Henry Snelgrave, li possedeva per l'intero. La Famiglia St. John discendeva dal lato parterno dalla Famiglia Port, Lords di Basing (Hampshire), al tempo di Guglielmo I Il Conquistatore. Al tempo del Domesday Book (1086), Hugh de Port possedeva cinquantacinque Signorie del Re in quella Contea, laddove Basing divenne la testa della sua Baronia, accanto ad altri Manors nel Dorsetshire e Cambridgeshire. Uno dei suoi discendenti, William, figlio di Adam de Port, durante il Regno di Giovanni Senza Terra (1199-1216) assunse il nome di St. John da sua madre Mabell, figlia di Reginald de Aurevalle, tramite Murielle, figlia ed erede di Roger de St. John,  il quale derivava linearmente da William de St. John (così chiamato dal territorio di St. John, vicino Rouen, in Normandia) che giunse in Inghilterra con Guglielmo I Il Conquistatore nel 1066, che si diceva essere stato supervisore dei carri e dei vagoni in quella spedizione; per questo motivo il collare fu portato per la sua conoscenza ed il suo nome ricorre nei documenti (rotoli) dell'Abbazia di Battle, tra coloro che erano con il Conquistatore, quando ottenne la vittoria memorabile nei pressi di Hastings. Di tale Famiglia era l'antico ramo dei St. John, stanziato a Stanton St. John (Oxfordshire), che probabilmente, acquisì prima il possesso della Signoria di Bletsho verso il Regno di Enrico VI (1422-1461 e 1470-1471), Sir Oliver St. John allora sposando Margaret, sorella ed unica erede di John de Beauchamp, Cavaliere, di Bletsho, una linea più giovane dei Beauchampd di Powick, da cui allo stesso modo di Lydiard Tregoze, l'antica eredità dei Beauchamp, entrò in questa Famiglia. Dal primogenito dei loro figli, Sir John St. John di Bletsho, discesero i St. Johns, Conte di Bolingbroke, estinti, ed il Lord St. John di Bletsho (1797). E da Oliver, il loro secondo figlio, di Lydiard Tregoze, discese il Lord Visconte Bolingbroke e St. John, il quale, nel Secondo Anno del Regno di Carlo I (1625-1649) fu nominato Lord St. John, Barone Tregoze di Highworth (Wiltshire), che l'anno seguente, ottenne per il Re i Manors di Battersea e Wandsworth, allora nel Surrey. Egli morì senza figli nel Sesto Anno del Regno citato, per cui, il titolo di Barone Tregoze si estinse, e John, suo nipote, figlio del suo fratello maggiore Sir John St. John, divenne erede per questa tenuta, come quella di Lydiard Tregoze, e venne prima nominato Cavaliere, poi Baronetto, il 22 maggio 1611, essendo il Diciassettesimo della serie. Egli fu un ardente Monarchico, con tre dei suoi figli uccisi nelle Guerre Civili, combattendo per il Re. Dalla sua prima moglie, Anne, figlia di Sir Thomas Leighton di Feckenham (Worcestershire) ebbe diversi figli, di cui Oliver, il figlio maggiore, acquistò la metà di Beckenham di Sir Patrick Curwen, e morì quando suo padre era ancora vivo, avendo sposato Catharine, figlia e coerede di Horatio, Lord Vere di Tilbury, da cui ebbe Sir John St. John, che morì prima di diventare maggiorenne, non sposato, e gli successe suo zio, Sir Walter St. John, nel titolo di Baronetto, e nelle sue proprietà a Lydiard Tregoze, Battersea e Wandsworth, e nella metà di questo Manor di Beckenham e diritto di nomina del Rettore (advowson) della Chiesa, di cui, avendo prima acquistato l'altra metà, possedeva ora l'intero. Morì presso la sua sede di Battersea, nel 1708, e fu sepolto lì, lasciando un solo figlio Henry, che il 2 luglio del Secondo Anno del Regno di Giorgio I (1714-1727), fu nominato Barone St. John di Battersea e Visconte St. John, e morì a circa 90 anni, nel 1742, a cui successe nel possesso di questo Manor e diritto di nomina del Rettore (advowson) da Henry St. John, Visconte Bolingbroke, i suo unico figlio dalla sua prima moglie Mary, seconda figlia e coerede di Robert Rich, Conte di Warwick. Dalla sua seconda moglie Angelica Magdalene, figlia di George Pillesary, un Ufficiale Francese al tempo di Luigi XIV, egli ebbe tre figli ed una figlia, dei cui figli, John, il secondo, sarà citato qui di seguito, come continuatore della linea maschile; gli altri due morirono celibi. Henry St. John, unico figlio del Lord Visconte St. John, dalla sua prima moglie, essendo uno dei Ministri di Stato della Regina Anne (1702-1707) e del suo Consiglio Privato, nell'Undicesimo Anno di quel Regno, fu nominato Barone St. John di Lydiard Tregoze (Wiltshire) e Visconte Bolingbroke (Lincolnshire), con regresso, per mancanza di eredi maschi, a Sir Henry St. John, suo padre, ed i suoi eredi maschi. Nel 1715, il Secondo Anno del Regno di Giorgio I (1714-1727), i suoi diritti vennero annullati da un provvedimento, ma Egli fu restaurato nel sangue nel 1723, e due anni, un nuovo provvedimento consentì a lui ed ai suoi figli di ereditare la proprietà di Famiglia, nonostante il pregresso provvedimento. Morì nel 1751 a 79 anni, avendo contratto due volte matrimonio, prima con Frances, figlia e coerede di Sir Francis Windebank del Berkshire, poi con Mary Clara des Champs de Maresilly, Marchesa di Vilette, vedova del Marchese Vilette e nipote della celebre Signora de Maintenon, moglie di Luigi XIV, ma non avendo avuto figli da entrambe, i suoi titoli e proprietà andarono a suo nipote Frederick, il terzo Lord Visconte St. John, vale a dire. figlio di John, il secondo ed unico figlio sopravvissuto di Henry, Visconte St. John, dalla sua seconda moglie Angelica, prima menzionata. John Visconte St. John sposò nel 1729 Anne, una delle tre figlie e coeredi di Sir Robert Furnese, di Waldershare, in questa Contea, e da questa ebbe Frederick sovracitato, ed Henry, nel 1797, un Tenente Generale dell'Esercito, e due figlie. Frederick, il figlio maggiore, alla morte di suo padre, in Francia nel 1749, gli successe nei suoi titoli e proprietà, e alla morte di suo zio sovracitato, erediò i suoi titoli di Visconte Bolingbroke e Barone di St. John di Lydiard Tregoze; nel 1757, Egli sposò la Signora Diana Spencer, la figlia maggiore di George, Duca di Marlborough nel 1797, il cui matrimonio fu annullato dal Parlamento nell'Ottavo Anno del Regno di Giorgio III (1760-1820), da cui ebbe due figli, George e Frederick. In corrispondenza della datra 5 settembre 1690, risulta la somma di 0£., 6s., 0d. "for ditto of Bettenham (Beckenham) nell'ambito di documenti del Tesoro. Nel Quinto Anno del Regno di Giorgo III (1760-1820) venne approvato un provvedimento che consentiva il più agevole e veloce recupero di piccoli debiti all'interno delle Hundreds di Blackheath, Bromley e Beckenham, Rokesley e Little e Lesnes, e nel Decimo Anno del medesimo Regno, venne approvato un nuovo provvedimento che spiegava e modificava il precedente. Nel 1773, Frederick Visconte Bolingbroke, vendette il Manor di Beckenham e relative pertinenze (da cui fu escluso il diritto di nomina del Rettore della Chiesa) a John Cator, di questa Parish, che nel 1797 era il proprietario del Manor e che risiedeva a Beckenham Place. Trovandosi al di fuori dei tragitti che attraversavano Bromley, divenne un popolare rifudio di campagna alla fine dle XVII secolo, mantenendo il suo fascino per più di un secolo; ed infatti, nel 1797, Edward Hasted scriveva che "La parish of Beckenham .... è disseminata ovunque di sedi e belli edifici, per lo più abitati da persone di moda e opulenza, troppo numerose per essere menzionate in particolare qui. La sua piccola distanza dalla capitale, e la sua ubicazione piacevole e salubre ne fanno un rifugio molto desiderabile dal trambusto frenetico e confuso della città.". In riferimento al precedente anno 1796, Daniel Lyson riporta che la popolazione di Beckenham era pari a 770 persone che vivevano in 140 case. Beckenham rimase un piccolo villaggio sinio al XIX secolo inoltrato, sviluppandosi rapidamente nei tre decenni successivi all'arrivo della ferrovia, con proprietà indipendenti per le classi medie e villette a schiera per i lavoratori che fornivano i loro servizi, mentre schiere di negozi si diffondevano in tutte le direzioni. Leggendo i dati relativi a Beckenham riportati dalle varie Fonti che vi indichiamo, potete rilevare la sua citata trasformazione. Innanzitutto, in "A Topographical Dictionary of England" (1848), alle pagine 184-187, si legge: "BECKENHAM (St. George), a parish, in the union of Bromley, hundred of Bromley and Beckenham, lathe of Sutton-at-Hone, W. division of Kent, 1¾ mile (W.) from Bromley, and 10 (S. S. E.) from London; containing 1608 inhabitants. The name of this place, compounded of the Saxon terms Bec, a brook, and Ham, a dwelling, is derived from a small stream which passes through the parish, and falls into the river Ravensbourne. In the reign of Henry VIII., Charles Brandon, Duke of Suffolk, entertained that monarch when on his journey to visit Anne of Cleves, with great pomp, at the manor-house. The parish comprises 3875 acres, of which 307 are woodland, and 102 common or waste. The village is pleasantly situated, and contains some neat dwelling-houses: in the neighbourhood are many handsome villas. The Croydon railway passes along the north-western angle of the parish. A fair, chiefly for toys, is held on the Monday before St. Bartholomew's day. The living is a rectory, valued in the king's books at £16. 18. 9., and in the gift of J. Cator, Esq.: the tithes have been commuted for £893. 10., and there are 27 acres of glebe. The church is a neat structure erected about the beginning of the seventeenth century, with a lofty spire which, having been destroyed by lightning in 1790, was lately rebuilt. Mrs. Mary Watson, in 1790, bequeathed property for the instruction of children, which was vested in the purchase of £1401 New South Sea annuities, producing an annual dividend of £42, to which subsequent benefactions have been added; a school-house was erected in 1818. Dr. Asheton, the projector of a plan for providing for widows by survivorship, was rector of the parish towards the close of the 17th century.". Nel 1870-1872, nell'Imperial Gazetteer of England and Wales di John Marius Wilson Beckenham viene descritta come "a village and a parish in Bromley district, Kent. The village stands on a small tributary of the Ravensbourne river, close to a junction of several railways, 3 miles SE of the Crystal Palace, and 2 W of Bromley; has stations on the railways, and a post office under London, SE.; and is rapidly becoming a suburb. ... The parish comprises 3,875 acres. Real property, in 1865, about £40,000. Pop. in 1861, 2,124; in 1865, about 3,500. The property is subdivided. Beckenham Place is the seat of A. Cator, Esq.: Kelsey Park, of P. R. Hoare, Esq.; Old Manor House, of H. Fortescue, Esq.; and Langley Park, ofGoodheart Esq. Beckenham was the residence of Brandon, Duke. of Suffolk, when visited by Henry VIII.; and Clay-Hill here was the residence of Edward King, author of the "Munimenta Antiqua," who died in 1807. The living is a rectory in the diocese of Canterbury. Value, £900.* Patron, J. Cator, Esq. The church was built about the beginning of the 16th century; has a lofty white spire, rebuilt in 1796; and contains monuments of the Styles, the Burrells, the Hoares, and others, and a tablet to Captain Hedley Vicars, who fell at Sebastopol. The ancient lich-gate, for setting down corpses at funerals, still stands. The p. curacies of a. St.-Paul and Shortlands are separate charges, both of them constituted in 1868. There are endowed national schools with £42 a year, and other charities £68. Dr. Assheton, prolocutor in convocation, who died in 1711, was rector.". Infine, nel 1887, nel Gazetteer of the British Isles di John Bartholomew, si legge "Bromley and Beckenham, hundred, Sutton-at-Hone lathe, W. Kent, 8587 ac., pop. 28,199.". La trasformazione successiva, si apprezza confrontando la Mappa di Beckenham del 1883 con quella del 1912, dove si vede il riempimento degli spazi meridional ed orientali con case, che nella prima mappa appaiono ancora godere di spazi tra di loro. Dopo la Prima Guerra Mondiale, case a schiera compatte e fitte occuparono i restanti campi nella metà meridionale del distretto, mentre le Autorità locali comprarono coattivamente ed ampliarono High Street. I danni causati dalla Seconda Guerra Mondiale comportarono l'abbattimento degli edifici distrutti e la loro sostituzione con case popolari ed edifici pubblicie, nonché palazzi commerciali, anche se, da tale punto di vista, Beckenham è stato totalmente oscurato dalla vicina Bromley. Coloro i quali seguono la Musica, sappiano che nel 1969, David Bowie, mentre viveva in Foxgrove Road, fondò "Beckenham Arts Lab" presso un pub lungo High Street. Dal punto di vista amministrativo, nel 1894, venne creato il Distretto Urbano di Beckenham, che comprendeva parti di Hayes e West Wickham, che in precedenza rientravanonel Distretto Rurale di Bromley. Nel 1935, venne creato il Municipal Borough of Beckenham, per ufficializzare la crescita di Beckenham nei precedenti decenni (la popolazione passò da 2.000 unità nel 1850 a 26.000 nel 1900, continuando a crescere ad un ritmo inferiore dall'ultima data citata. Nel 1965, all'atto della creazione della Greater London, Beckenham venne incluso nel London Borough of Bromley.

Bromley - Visita guidata

La stazione di Beckenham Junction con la antistante piazza

La stazione di Beckenham Junction con la antistante piazza

La fermata terminale della linea tramviaria

La fermata terminale della linea tramviaria

Beckenham Green

Beckenham Green

St. George's Parish Church Beckenham

St. George's Parish Church Beckenham

High Street fiancheggiata da edifici a due piani di mattoni rossi con negozi a livello stradale

High Street fiancheggiata da edifici a due piani di mattoni rossi con negozi a livello stradale

Chiesa Cattolica di St. Edmund di Canterbury

Chiesa Cattolica di St. Edmund di Canterbury

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