www.italianialondra.it

Londra vissuta dagli Italiani ...

Charing Cross

Sintesi

Charing Cross è il centro di Londra, servito dalla stazione della metropolitana (Northern Line, Bakerloo Line) e da una importante stazione ferroviaria (Southeastern).

Distanza dal centro: 0. Siete nel centro "ideale" di Londra!!!!

Attrattiva: notevole. Charing Cross rappresenta il punto di partenza per la visita londinese, costituendone il centro "ideale". Tutta l'area è molto frequentata a qualsiasi ora e dà la possibilità di ammirare e visitare begli edifici, di fermarsi in spazi verdi di varia dimensione, di visitare Chiese (spesso ad orario di pranzo a St Martin-in-the-fields si ascolta gratuitamente musica classica), di mangiare e bere (tanti piccoli supermercati, bar, pubs, ristoranti). Come leggete nella "Storia" qui si trovava la Croce di Charing (= Charing Cross) che divenne il punto di riferimento del calcolo delle distanze da e per Londra.

Descrizione dell'area attorno alla stazione

La stazione ferroviaria dalla bella facciata si protende sul lungo e frequentato Strand e non è molto lontana da quella della metropolitana, che si raggiunge seguendo una leggerissima discesa. A tal punto, vi trovate su di una rotonda con al centro la Statua di Carlo I. Tale sito è il vostro riferimento per la visita dell'area, interessantissima. A nord, di fronte a voi vedete l'ampia Trafalgar Square con la Colonna di Horatio Nelson e due ampie fontane, alle cui spalle giganteggia la National Gallery, separata da St Martin-in-the-Fields da St Martin's Place. Un poco più avanti, all'incrocio con Charing Cross Road, trovate la National Portrait Gallery. In direzione esattamente opposta, quindi a sud, vedete Whitehall, che vi conduce a Westminster. Infine, verso ovest, avete due possibilità, molto simili. Potete seguire più in alto Pall Mall, lungo cui, a breve distanza trovate prima sulla sinistra, Waterloo Gardens, poi, sulla destra, St James Square. Oppure, andando più in basso, trovate la parallela alla prima, The Mall, che rasenta St James's Park e conduce a Buckingham Palace.

Toponimo

Per più di tre secoli, compare solo la prima parte dell'attuale nome: "(to) cyrringe" (979-1016), "(la) Cherring" (1198, 1232), "la Cheryng(g)e" (1243, 1294), "La Cherryng in Westminster" (1258), "La Charryng" (1263), "la Charring" (1274), "in vico de la Charing" (1303). Come abbiamo riportato nella "Storia", il termine si riferiva ad un villaggio che insisteva tra Londra e Westminster. La parola deriva dall'Old English "c(i)erring" o "cerring", con cui si indicava una curva di una strada o un'ansa di un fiume. Nel caso specifico, potrebbe far riferimento, alternativamente, o alla decisa ansa del Tamigi in questo punto o, più probabilmente, alla curva ben evidenziata della vecchia strada da Westminster alla City che la seguiva approssimativamente (come se risalissimo Whitehall verso Parliament Square e girassimo a destra nello Strand). A partire dal XIII secolo, la denominazione diventa composta: "The stone cross of Cherryngge" (1334), "La Charryngcros" (1360), "Charryngcrouch(e)" (1364, 1378), "Cherryng Cross" (1368), "Cherryngescrouche" (1383), "Charryngcrouch" (1413), "Char(r)yngcrosse" (1443), "Charing croſſe" (circa 1572). Tale aggiunta, derivante dal Middle English "Cros", come leggete nella "Storia", fu dovuta alla realizzazione di una croce di pietra nel 1290, per onorare la morte della Regina Eleonora di Castiglia, moglie del Re Eduardo I.

Storia

1. La Croce di Charing, ovvero, "Charing Cross"

Le prime due informazioni sulla storia dell'area vengono fornite da Thomas Pennant, in "London: being a Complete Guide to the British Capital; containing a full and accurate account of its Buildings, Commerce, Curiosities, Exhibitions, Amusements ...." edito da John Wallis (1814): 1. "Il sito su cui (ndr Charing Cross) ora si trova, un tempo portava il nome del villaggio di Charing, tra London e Westminster."; 2. "Un antico eremo si trovava di fronte a Charing Cross, con una cappella dedicata a Santa Caterina. Questa nel 1262, apparteneva al Vescovo di Llandaff". "Eleanor", moglie del Re Eduardo I, morì il 28 novembre 1290, ad Harby, a circa sei miglia da Lincoln, proprio all'interno del confine della Contea di Nottingham. Il suo corpo venne imbalsamato. Il corteo funebre lasciò Lincoln il 4 dicembre, seguendo un percorso subdolo per l'Abbazia di Westminster, dove le sue spoglie mortali vennero sepolte il 17 dicembre. Successivamente, il percorso seguito venne ricordato con l'elevazione di dodici croci volute dal Re, che ricordavano le fermate durante il viaggio: Lincoln (il punto di partenza), Grantham, Stamford, Geddington, Northampton, Stony Stratford, Woburn, Dunstable, St. Albans, Waltham, Cheapside, Charing (punto di arrivo). Sembra che il corpo di Eleonora sia stato adagiato ogni notte durante il viaggio in una struttura religiosa. Il problema è che le croci non vennero erette nel sito esattamente corrispondente alla sosta, anzi, in alcuni casi anche ad una rilevante distanza, anche se il sito era comunque visibile da lontano. Per quello che riguarda specificamente Charing Cross, il Reverendo Joseph Hunter, in "Archaeologia" (xxix, pag. 175) sottolinea la difficoltà di individuare l'esatto sito di Charing. Improbabile è che corrisponda all'Ospedale di Santa Maria di Roncisvalle giusto di fronte, mentre, può lecitamente ipotizzarsi che la Croce di Charing venne eretta nel punto in cui la strada principale da Londra verso l'ovest si univa con quella da Westminster, da cui era facilmente visibile l'Abbazia di Westminster, ultimo luogo di sosta di Eleonora. Poiché, come abbiamo anticipato all'inizio, la Croce di Charing divenne il riferimento del calcolo delle distanze da e per Londra, approfondiamo notevolmente il discorso, cercando di seguire anche i documenti comprobanti la sua storia. La Croce realizzata per Charing fu di gran lunga la più costosa delle dodoci impiantate. Nella contabilità dei lavori, si leggono i progressi partendo dal conto degli Esecutori del 1291, che si chiude nel 1294, ma vi è ragione di ritenere che comunque l'opera non fosse stata terminata. Il Mastro Artigiano incaricato dei lavori e probabilmente anche della progettazione, era Richard of Crundale, lo "Scalpellino" del Re a Westminster, che aveva anche avuto l'incarico della realizzazione della tomba di Eleonora nell'Abbazia di Westminster: ma questi morì nel 1293, come si rileva nella contabilità di quell'anno. Il lavoro venne proseguito da Roger of Crundale, che ebbe anche un ruolo nella costruzione della Croce di Waltham. Le statue sulla Croce di Charing, come quelle sulla Croce di Waltham, furono opera di Alexander of Abingdon. Vennero usate pietre trasportate da Caen (Francia) e marmo da Corfe (Dorset). Nel corso della sua esistenza, la Croce di Charing ha subito rilevanti danni. Infatti, il Cartografo ed Antiquario John Norden, in "Speculum Britanniae: the First Parte: an Historicall, & Chorographicall Discription of Middlesex" (1593), scrive: "Charinge Crosse is olde and auncient wetherbeaton monument  .... was one and the most stately, thowgh now defaced throwgh antiquitie". Sono giunte sino a noi solo due attendibili raffigurazioni della Croce di Charing: quella del Topografo Fiammingo Anton Van Den Wyngaerde (1525 - 1571, in Spagnolo Antonio de las Viñas, a quel tempo, le Fiandre appartenevano alla Spagna), in "Panorama of London" (1543) e quella della Mappa di Ralph Agas, Civitas Londinium (circa 1572). Il problema è che in entrambi i casi, la Croce di Charing è molto piccola, per cui, è difficile coglierne i particolari. L'accuratezza delle altre rappresentazioni è dubbia. Infatti, Alfred Rimmer, in "Ancient Stone Crosses of England" (1875), alla pagina 54, riporta una rappresentazione di "Charing Cross", spiegandone la fonte, alle pagine pagine 53-55: "C'è un'incisione molto chiara della croce, - presa da un disegno citato dal Sig. Pennant nella sua ultima edizione di "London", pagina 93, - ora nel British Museum (ndr collezione Crowle-Pennant), e pubblicata nel 1814 da Robert Wilkinson, un libraio londinese. Tuttavia questa incisione è lungi dall'essere accurata, vi è molta somiglianza alle altre croci che, con tutta probabilità, dà una tollerabile discreta idea, sebbene vaga, dell'originaria struttura.". Abbiamo effettuato una ricerca ed abbiamo trovato due libri su Londra pubblicati nel 1814 dal citato Pennant: 1. Thomas Pennant, Some Account of London, Westminster and Southwark, (1814) edito da Edward Jeffery; 2. Thomas Pennant, The History and Antiquities of London (1814). Per cui, dovrebbe essere questo secondo libro la fonte suindicata edita da Wilkinson. Purtroppo, nonostante la sua approssimazione, la raffigurazione inaccurata di cui sopra ha rappresentato il modello per successive incisioni. Una rappresentazione piuttosto convenzionale venne anche preservata su di un vecchio vassoio di argento. Ulteriori incisioni sono pure conservate presso il British Museum e la Biblioteca Pubblica di Westminster; nella seconda vi è anche uno schizzo realizzato dal John Carter. In un altro disegno, presso la Pepys Library del Magdalene College (Cambridge), in inchiostro ed acquerello, la croce rappresentata viene indicata nei "Particulars" sul frontespizio del volume in cui è conservato (e che si afferma di essere stato " messo insieme " nel 1700), come "Charing-Cross—Un disegno." Sembra che sia della stessa mano delle vedute di Cheapside Cross e Paul's Cross nello stesso volume. Tali due vedute sono riprodotte in "Londina Illustrata ...." di Robert Wilkinson (1825). Lo sfondo e l'ombreggiatura sono in ogni caso aggiunte di Wilkinson. E' difficile esprimere la validità del disegno. Ad ogni modo, la veduta di St Paul's Cross non è originale, essendo tratta da un'illustrazione precedente (risalente al 1621), che mostra maggiormente gli spazi limitofi, e la veduta di Charing Cross, similmente, può non essere contemporanea. Pone certamente dei problemi allo Storico. Il carattere netto degli scalini, come se fossero stati costruiti in quel giorno, è una caratteristica che condivide questo disegno con gli altri due ed impedisce la sua accettazione come rappresentazione perfettamente accurata. Il numero dei gradini, nonostante la divergenza di nove contro quattro nella veduta Crowle-Pennant e cinque in Agas, può essere corretto. Per la sua piccola dimensione, la veduta di Agas poco potrebbe fare più che indicare i gradini, senza alcun tentativo di mostrare il numero esatto. La difficoltà principale, tuttavia, riguarda la struttura dei gradini che non è facile individuare con la croce come illustrato in Agas, o anche con i resti di quest'ultimo, assumendo (cosa possibile) che una porzione dell'asta ed i gradini siano rimasti in piedi nel 1647. La veduta suggerisce una struttura in pezzi di legno fissati con ferro, sebbene ciò non sia assolutamente certo. W. R. Lethaby, in "London Topographical Record", II, pag. 69. (1903) lo descrisse come "un disegno detto essere Charing Cross, se non un mero ceppo pietra su gradini." ed è difficile immaginare un collegamento tra un'asta e la Croce di Eleonora. La Croce di Charing resistette tre secoli e mezzo. La sua distruzione, unitamente a quella di altre Croci, venne ordinata da "An Ordinance for the utter demolishing, removing and taking away of all Monuments of Superstition or Idolatry" del 26 agosto 1643, anche se venne abbattuta solo nel 1647. Si pose il problema di cosa fare del sito divenuto spoglio a seguito della rimozione della statua. Il 14 giugno 1653, agli Amministratori laici di St. Martin-in-the-Fields vengono impartite le seguenti istruzioni: "lett as much ground as they shall think fitt to a fishmonger, for him to build a shedd. In ye wast place where Chareing Crosse stood, and to sell fish there." Quindi, lo spazio ormai vuoto di Charing Cross andava messo a dispozionie di una pescheria, affinché vi realizzasse un capanno. Il fitto doveva essere utilizzato per sostentare i poveri ed la durata della concessione era pari da un anno. Il 26 novembre 1656, l'Assemblea parrocchiale discusse a lungo l'interrrogativo se "ye Wast ground commonly called Charing Crosse doe belong to ye parish.", cioè, se lo spazio vuoto chiamato comunemente Charing Cross appartenesse davvero alla Parish. La risposta al quesito fu affermativa e venne dato ordine "that Care bee taken for ye speedy Fencing in ye sayd ground wth posts and rayles for ye use & benefitt of ye parish.", cioè, che si provvedesse rapidamente a recintare tale spazio con pali e ringhiere per uso e beneficio della Parish. Tuttavia, i diritti della Chiesa vennero posti in dubbio dagli Amministratori fiduciari delle terre dell'Abbazia di Westminster, che avevano avanzato una proposta tramite il Signor Charles Rich per costruire sul sito. La Chiesa presentò appello al "Protector" e riuscì ad ottenere una sospensione del perfezionamento del contratto il 5 febbraio 1657: "Order … that the Trustees for sale of Dean and Chapter lands forbear perfecting the contract made with Charles Rich for purchase of the parcel of ground called Charing Cross till further order", precisamente "the peece or parcell of ground, wth the appurtenances comonly called Charing Crosse.". Le successive trattative con il Signor Charles Rich si trascinarono sino a 10 dicembre del 1658, quando St. Martin-in-the-Fields decise di accogliere la sua proposta per £18 15s. 4d., le spese preliminari relative al contratto, a condizione che Charles Rich producesse "a good tytyle in the law of ye sayd ground to ye parish.", cioè, producesse un valido titolo che attestasse i diritti sul citato suolo della Parish". I diritti spettanti all'Abbazia di Westminster non vennero eliminati, poiché il 22 marzo 1660 (o 1661), Edmund Godfrey ed il Signor Greene vennero richiesti di "attend the Deane of Westmr And to desire that hee would bee pleased to give the parish ye Ground called Charing Crosse for ye use and benefitt of ye poore.". Nel frattempo, l'Assemblea Parrocchiale aveva provveduto a "the fencing in ye ground called Charing Cross with posts & Rayles & … paving thereof & laying of it hansom.", cioè aveva recintato lo spazio denominato Charing Cross con pali e ringhiere ed alla pavimentazione. Dettagli si trovano nella contabilità degli Amministatori civili di St. Martin-in-the-Fields, per la precisione in "Accompt concerning the digging of the stones, being the foundation of Charing cross, and for Levelling and Rayling in of ye Ground In the yeare 1657." Il 27 giugno 1658, si legge che fra gli articoli ci sono "scavi di quarantasette grandi quantità di pietra affinché le Parishes le usino per pavimentazione".   La stessa sorte apparentemente era accaduta ai materiali della stessa Croce. William Lilly nella sua Introduzione, datata 23 luglio 1651, alla Vera Storia del Re Carlo I (pubblicata nel 1715), scrive: "Charing-Cross, sappiamo che venne abbattuta nel 1647, a giugno, luglio, ed agosto, parte delle Pietre convertite per Pavimentare prima White-Hall.". Il 17 marzo 1657–8, gli Amministratori laici di St. Martin-in-the-Fields vennero incaricati "to have the hole fild up at Chareing Crosse & ye ground Levelled & made fitt for walks." , cioì, di riempire i buchi presenti alla Croce di Charing, di livellare il suolo e renderlo idoneo al passeggiamento. In data 8 maggio 1658, si ha il pagamento del riempimento del buco di Charing Cross: "Payd to Capt' Richard Ryder for Postes Rayles & Ballosadoes & other Carpenters worke don about the inclosing the ground where Charing Cross stood Eighty and one pounds and fifteene shillings." La somma di £77 1s. 5d. venne ricevuta per "stones dug up and sould.". L'ammontare delle pietre suggerisce che almeno alcuni dei gradini rimasero. Ad ogni modo, è certo che l'anno 1658 testimoniò la distruzione degli ultimi resti della Croce di Eleonora a Charing. Il 29 maggio 1660, in occasione dell'ingresso trionfale di Carlo II a Whitehall, all'interno dell'inferriata dove precedentemente insisteva Charing Cross si assembrarono seicento persone, cavalieri e gentiluomini, che erano stati ufficiali dell'esercito del precedente Monarca, al cui capo spiccava il nobile e valoroso Sr John Stowell, Cavaliere dell'Onorato Ordine di Bath, una persona famosa per le sue notevoli azioni e sofferenze. Pochi mesi dopo, dal 13 al 17 ottobre 1660, "att Charring Cross wthin the rayles" vi fu l'esecuzione di Harrison ed altri sette persone che avevano partecipato all'uccisione del Re. John Wallis, in "London: being a Complete Guide to the British Capital; containing a full and accurate account of its Buildings, Commerce, Curiosities, Exhibitions, Amusements ...." (1814), ricorda che Charing Cross venne rimpiazzata da una statua equestre di Carlo I, forgiata nel 1633 da Hubert Le Soeur (o Sueur) per il Lord Tesoriere Weston (poi primo Conte di Portland). E' interessante sottoineare, sia pur brevemente, alcuni elementi alla base del contratto relativo alla realizzazione della statua. Hubert le Sueur doveva costruire "a Horsse in Brasse bigger then a greate Horsse by a foot, and the figure of his Maj King Charles proportionable full six foot". Il memorandum che riporta tali istruzioni non è datato, ma gli viene assegnata la data del 1630, dovendo intercorrere tra il 13 aprile 1628, quando Lord Weston divenne Barone ed il 17 febbraio 1632–1633, quando divenne Conte di Portland. La statua venne effettuata come concordato e la targa di metallo sotto il piede anteriore sinistro riporta "1633", sebbene Henry Peacham, in The Compleat Gentleman (edizione 1634) (pag. 108) scriva "well-nigh finished", cioè "pressoché terminato", quindi, non del tutto!!! La statua venne messa in sede solo nel 1678. Secondo il racconto fatto da Horace Walpole, in "Anecdotes of Painting in England" (1888) (II, p. 44), la statua venne venduta dal Parlamento a John Rivet, con l'ordine di distruggerla. Rivet, che era un monarchico, la nascose in attesa di tempi migliori, mostrando alcuni frammenti di ottone vecchio, per dimostrare che aveva portato a termine il compito affidatogli. Con la Restaurazione, il Secondo Conte di Portland, scoprì l'esistenza della statua e la reclamò, ma ricevette un diniego da Rivet, per cui, il 16 maggio 1660, si rivolse alla House of Lords, non essendovi alcuna Corte di giustizia operante, richiedendo che  la House of Lords ordinasse che la statua non venisse spostata dal luogo in cui si trovava, né deturpata. Il 19 luglio 1660, la House of Lords ordinò "That the said John Rivett shall permit and suffer the Sheriff of London to serve a Replevin (ndr azione per il recupero di beni mobili dietro cauzione) upon the said Statue and Horse of Brass, that are now in his Custody.". La statua venne comprata dal Re. Nei "Treasury Books" 1672–1675, alla pagina 733, con data 30 aprile 1675, risulta: "Royal sign manual for 1,600l. without account, to William Richards, gent., 'in full satisfaction for a statue in brass of our royal father, which we have bought of the Right Honbl. the Countess of Portland". Ed il 19 aprile 1675, venne dato un ordine affinché "the effigies of the old King to be brought to Charing Cross and a place made for it.". Nel mese seguente (= maggio 1675), vi è una registrazione relativa al pagamento a "Robert Streeter, Serjant Painter … for makeing 2 designes on paper for the King in order to ye setting up of ye Statue of King Charles the first upon a Stone pedestall by Mastr Surveyors Direction". A luglio 1675, si legge: "naileing up bourds in ye Fence att Cheering Cross made to Encompass ye place where the brass figure is to be set." I "Works Accounts" mostrano spese per il mese di luglio 1675 in relazione al trasporto di "stones and brickbatts from Whitehall and Westminster to Chareing cross for the foundation of the Pedistall on which ye brass figure is sett" e per il trasporto di terra "digged out of ye said foundation"; c'è anche un ulteriore rilevazione (agosto - ottobre 1675) del pagamento a Peter Brent, Idraulico, per 6 cwt. 2 qrs. 4 lb. di vecchio piombo "used by the masons aboute setting up the brasse figure at Chareing cross." Nel 1676, si trova una registrazione relativa alla spesa di £668 6s. 1¼d. L'ammontare complessivo consentito in garanzia del Lord Tesoriere rispetto a "the pedestal for the brass figure at Charing Cross, with several other works done about the same" era £681 9s. 1½d. (Cal. of Treasury Books, 1676–1679, pag. 1152 — 31 ottobre 1678). La famosa incisione di Wenceslaus (Václav) Hollar della statua (incisore e acquafortista ceco che lavorò nel Regno Unito nel XVII secolo ed è sepolto in St Margaret's Church di Westminster) deve essere stata fatta prima della sua erezione a Charing Cross, dato che il piedistallo ivi rappresentato non corrisponde a quello effettivamente eretto. In aggiunta, il disegno della statua è errato in diversi dettagli. Il cavallo viene mostrato con la zampa anteriore sinistra alzata, invece della destra. La zampa destra posteriore non tocca il suolo ed il vestito del Re e capelli sono erratamente disegnati. Altre due primordiali vedute della statua si trovano in due opere di Robert Morden e Philip Lea, precisamente nella mappa del 1682 ed in "A Book of the Prospects of remarkable places in and about the City of London, (circa 1690). In esse, viene mostrata solo la metà della parte superiore del piedistallo, ma correttamente, mentre sotto altri aspetti, le vedute ripetono tutti gli errori evidenziati in merito a Wenceslaus (Václav) Hollar. Sutton Nicholls (1683 - 1725) mostra una veduta completa della statua (1740) ma ripete la rappresentazione errata delle zampe del cavallo. Si vedono le inferriate di ferro molto vicine al piedistallo. Il 22 febbraio 1721–1722, l' "Office of Works" riferiva al Tesoro: "the ruinous Condition of that fine Equestral Statue at Charing Cross, which is very much out of repair, the reins of the bridle being broke & wasted small, the joynts of the Pedistall wants to be stopt & Cleaned; the lower plint whereon the Pedistall stands, ye stones are forced out and broke; the upper Torus moulding is broke in many places; 40 of the Iron barrs are allready stole, and the rest in great dainger. The whole Iron worke is too small & Decaied & Cannot serve again. The Outward Curb of Stone is broke in many places, the upright Stones are all broke; pibble & flint pavings are sunk into holes and broke, and is in a very bad condition.", in sintesi, la statua era in condizioni rovinose, occorreva riparare o rimettere in sesto diversi pezzi ed anche le pietre, sia della statua che del marciapiede erano fuori posto. La relazione sembra essere rimasta inascoltata, ma dopo circa diciotto mesi, gli stessi Lords del Tesoro si resero conto delle cattive condizioni della statua e, il 30 luglio 1723, diedero istruzioni per condurre un'indagine: "The Statue at Charing Cross with its Pedistall Rails & other securityes being observed by my Lords of the Treasury to be much out of Repair. Their Lordships are pleased to direct you to Cause the same to be Carefully Surveyed And an Estimate of the Charge of Repairing the same to be made and laid before their Lordships with all Convenient Speed ". L'Office of Works relazionò il 12 agosto 1723, richiamando l'attenzione sulle sue precedenti relazioni e suggerendo che era necesario "to put the Ironworke at a greater distance & fix the same in a better manner for the preservation of that fine Equestrian Statue." Il costo totale delle riparazioni venne stimato in £369, che venne approvato il 19 agosto 1723. Nel 1767, vennero poste delle lampade attorno alla statua "for the safety of carriages", come si legge in The British Chronicle, del 4-6 febbraio 1767. Nell'aprile 1810, la spada, le fibbie e cinghie caddero dalla statua, ma vennero raccolte da un facchino di nome Moxam, al Golden Cross, e depositate alla cura del Signor Eyre, produttore di bauli, che informò il Board of Green Cloth dell'accaduto. La spada ed appendici erano di rame, del cui metallo è fatta la statua, come informava il Gentleman's Magazine (Vol. I, pag. 377, 1810). Il Signor Eyre richiese un ordine formale prima di consegnare la spada e ricevette una lettera dall'Office of Works, nei seguenti termini: "Comprendo che molte richieste sono state indirizzate a Lei da questo Office per la Spada che cadde dalla Statua Equestre di Carlo I a Charing Cross (che Lei ha ricevuto da un Ragazzo che la raccolse) e che Lei rifiuta di restituirla sino al ricevimento di un Ordine specifico a ciò finalizzato." Gli venne detto che doveva essere portato all'Office of Works e che gli sarebbe stata data una ricevuta. Nel 1844, la spada venne rubata. Nel 1855–1856 vennero effettuate delle riparazioni al piedistallo da Sir George Gilbert Scott. Deve essere ricordata la "gogna" che veniva praticata vicino alla statua, come viene mostrato da una stampa di Thomas Rowlandson (1756 - 1827) del 1809. La veduta è presa guardando verso Cockspur Street. I maltrattamenti inflitti dal pubblico variavano in funzione della popolarità del colpevole. Così, quando Defoe venne messo alla gogna a Charing Cross nel 1703 ricevette un'ovazione. Chi veniva messo alla gogna veniva appeso con ghirlande e la folla beveva alla sua salute. D'altro lato, John Middleton, che venne messo alla gogna a Charing Cross per falsa testimonianza nel 1723, venne trattato così duramente che morì prima di essere rilasciato. Nel 1863, a ricordo dell'antica Charing Cross, venne eretta nello spazio antistante l'ingresso della stazione ferroviaria, una sua riproduzione in pietra Portland e Mansfield e granito Aberdeen, a circa duecento yarde dal sito originario. Venne progettata da E. M. Barry e scolpita da Thomas Earp.

2. St Martin-in-the-fields

Ne abbiamo trattato nell'ambito di una specifica pagina web trattando deddddi Parchi e Giardini di Londra.

3. National Gallery - National Portrait Gallery

Sono assolutamanete da visitare!!!! Contengono tante opere d'arte che venire a Londra senza visitarle sarebbe gravissimo! Visitate i siti web relativi per acquisire le informazioni di cui avete bisogno.

4. Hungerford Market

Concludiamo ricordando che la stazione ferroviaria di Charing Cross Station venne edificata sul sito dove in passato si svolgeva un mercato, Hungerford Market, dove si vendeva frutta ed ortaggi. Si svolgeva in due distinti edifici sullo stesso sito, il primo costruito nel 1682, il secondo nel 1862. Il mercato venne edificato nei pressi di Durham Yard, sul sito della Hungerfod House, bruciata nel 1669, come risulta dal "Diario" di Samuel Pepys (1633 - 1703), Amministratore navale e Parlamentare. Successivamente, l'originario mercato venne rimpiazzato da uno nuovo, in stile "Italianate", ad opera di Charles Fowler, che venne inaugurato nel 1833, ma che non solo, si rivelò un fiasco, ma in aggiunta, venne danneggiato, nel 1854, da un incendio che aveva aggredito la contigua Hungerford Hall. Venne venduto alla South Eastern Railway nel 1862, che realizzò la stazione ferroviaria di Charing Cross, che apri nel 1864.

5. Mermayde Inn

Vicino a Charing Cross, nel XVII secolo, si trovava una taverna. Infatti, il 20 dicembre 1618, George and Thomas Cole vendettero a William "Goodacre" un immobile con stalla e spazi limitrofi sul lato orientale, che si trovavano "neere Charing crosse, betweene the way leading into the Inn called the Mermayde on the East parte and the tenemente now in the occupation of William Davison on the west parte, the Kings highway on the North parte, and the land now in the occupation of William Bingham on the South parte.".

City of Westminster - Visita guidata

La bella facciata della stazione ferroviaria di Charing Cross. Si vede sulla sinistra la riproduzione di epoca vittoriana della "Charing Cross" di cui leggerete nella "Storia".

La bella facciata della stazione ferroviaria di Charing Cross. Sulla sinistra, si vede la riproduzione di epoca vittoriana della "Charing Cross" di cui leggete nella "Storia".

Il tratto iniziale dello Strand

Il tratto iniziale dello Strand

La Colonna di Horatio Nelson

La Colonna di Horatio Nelson

La Statua di Carlo I

La Statua di Carlo I

Una delle due grandi fontane di Trafalgar Square

Una delle due grandi fontane di Trafalgar Square

National Gallery

National Gallery

St Martin-in-the-fields

St Martin-in-the-fields

Il tratto iniziale meridionale di Charing Cross Road

Il tratto iniziale meridionale di Charing Cross Road

National Portrait Gallery

National Portrait Gallery

Quest'arco rappresenta il punto iniziale di The Mall

Quest'arco rappresenta il punto iniziale di The Mall

St James's Park

St James's Park

© Copyright | Mappa | Legale | info@italianialondra.it