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Londra vissuta dagli Italiani ...

Barnes

Sintesi

Barnes è una stazione ferroviaria (South West Trains) che si trova quasi al confine col London Borough of Wandsworth. La sua posizione interna, le ha permesso di rimanere per secoli una remota comunità agricola, che nel 1589, rifiutò a quella di Putney di continuare a condividere Barnes Common. Il pittoresco tratto del Tamigi che circonda da tre lati Barnes e la presenza di più di un centinaio di acri di verde contribuiscono insieme a conferire al sito un senso di pace e tranquillità, rendendo l'atmosfera di una comunità quasi rurale: infatti, il Villaggio di Barnes ha conservato il suo schema storico con le prime case vicino a Barnes Green, a Barnes Pond (l'unico stagno residuo dei tre originari) e lungo Barnes Terrace (dove nei secoli XVIII e XIX vennero costruite ville e palazzi), mentre Barnes Street, ora Barnes High Street, già esisteva nel XVIII secolo, consentendo di immaginare ancora come dovesse essere la vita qui diversi secoli fa. Tuttavia, non mancano intessanti attività per il tempo libero, sia ristorative, che culturali e sportive. Di sabato, potete visitare Barnes Farmers' Market, uno dei più antichi del suo genere a Londra, che si tiene di fronte a Barnes Pond. Barnes è la stazione da utilizzare per la University of Roehampton.

Distanza dal centro: 6,8 miglia.

Attrattiva: discreta, limitandosi a considerare Barnes attraente solo per gli studenti (University of Roehampton) o per chi ama la natura (Barnes Common, Barnes Green, London Wetland Centre). Invece, Barnes è molto interessante, dato che mantiene ancora l'atmosfera di villaggio solcato dal Tamigi, con eleganti ville, pubs, ristoranti, negozi.

Descrizione dell'area attorno alla stazione

Uscendo dalla piccola stazione, siete sotto il livello stradale, per cui, dovete risalire sino alla strada, Rocks Lane, che sovrasta il luogo con un cavalcavia. Se seguite la strada verso sud-ovest, raggiungete Roehampton Lane, dove trovate la University of Roehampton. Se, invece, seguite la strada verso nord-est, sino all'incrocio con Mill Hill Road. A tal punto, avete tre possibilità: 1. entrare nello spazio verde Barnes Common; 2. proseguire diritto sino a raggiungere il Torrente Beverley e più avanti London Wetland Centre; 3. deviare a sinistra, cioè, verso ovest, seguendo Mill Hill Road, raggiungendo lo spazio verde Barnes Green, in cui trovate lo specchio d'acqua Barnes Pond, se in svolgimento, fermarvi a Barnes Farmers Market, e proseguendo, Barnes High Street, che vi porta a The Terrace ed al ponte su Tamigi, ma, ormai, avete raggiunto la stazione di Barnes Bridge.

Toponimo

Il nome compare per la prima volta nell'anno 925-939 in una concessione Anglo-Sassone col testo in Latino. Grazie ad essa, Æthelstanus, Re degli Inglesi, spera di ottenere ricompensa eterna e liberazione dai suoi peccati peccati, in lode del nome del Signore, e in onore di San Paolo Apostolo, per cui, con la sua autorità regale rinnova e restaura la libertà per il Monastero di San Paolo fondato nella città di Londra, dove St Erkenwaldus fu Vescovo, nonché numerosi altri privilegi che suoi predecessori avevano concesso per la salvezza delle loro anime e per il loro desiderio per il Regno dei Cieli, che erano conservate in forma scritta in quel Monastero. Tra le libertà che stabiisce rimangano in perpetuo al Monastero menzionato sono comprese "viii" = 8 "mansas ad Berne", cioè otto "mansae" = unità terriere (tassabili), dove Berne è la nostra Barnes. Fungono da testimoni dell'atto, Adelgarus, Arcivescovo di Canterbury, Oskytel, Metropolita della Chiesa di York, Ælfstanus, Vescovo di Londra, A∂ulf Vescovo della Chiesa di Hereford, Ælfere, "dux", Brihtno∂, "dux", Ælfric, Abate, Ælfstan, Abate, e molti altri. Il testo completo della concessione è il seguente (abbiamo evidenziato il riferimento a Barnes): "In nomine domini nostri Iesu Christi salvatoris. Ea que secundum legem salubriter diffiniuntur,licet solus sermo sufficeret, tamen pro euitanda futuri temporis ambiguitate fidelissimis scripturis et documentis sunt commendanda. Quamobrem ego Æthelstanus rex Anglorum pro eterne retributionis spe et relaxatione peccaminum meorum ad laudem domini nominis et ad honorem sancti Pauli apostoli et gentium doctoris regali auctoritate renouaui atque restuaraui libertatem ad monasterium ipsius statutum in Lundonia ciuitate, ubi diu sanctus Erkenwaldus episcopatum tenuit, qui etiam propensius in monasterii studens proficuo illud priuilegium quod hactenus in prefato habetur monasterio in Romulea urbe petebat aliaque quamplurima priuilegia que nostri antecessores pro redemptione animarum suarum et pro celestis regni desiderio constituerunt in illo monasterio scripta continentur. Hec est interim illa libertas quam ut perpetualiter in sepedicto monasterio permaneat animo libenti constituo, id est .x. mansas ad Sandonam cum Ro∂e, et .viii. ad Eardeleage cum Luffenhe∂e, et .x. ad Bylcham cum Wicham, et .viii. ad Tidwolditun, et .xii. ad Runweolla, et .xxx. ad Eadulfes næsa, et .x. ad Drægtun, et .viii. ad Berne, et .x. ad Neosdune cum Willesdune. Hanc ergo libertatem, pro petitione et admonitione uenerabilis episcopi Theodorici qui tunc temporis eidem monasterio prefuit, placabili mentis deuotione dictare, scribere, commendare procuraui. Si quis uero quod non optamus huius decreti aduersitatem infringere temptauerit aut aliter quam a nobis statutum estb mutare presumpserit, sit a consortio Domini nostri Iesu Christi segregatus et cum lupis rapacibus ponatur, et eius ligaturis se constrictum sciat cui Christus claues celestis regni commendans ait, Tu es Petrus et super hanc petram edificabo ecclesiam meam et tibi dabo claues regni celorum, et quodcunque ligaueris super terram erit ligatum et in celis, et quodcunque solueris super terram erit solutum et in celis. Denique adhuc pro ampliori firmitatis testamento omnimodo precipimus . atque precipiendo obsecramus ut maneat ista libertas insolubiliter ab omni seculari seruitio cum omnibus per circuitum ad se rite pertinentibus, campis, pratis, pascuis, siluis, riuulis, tribus exceptis, expeditione, pontis arcisque constructione, et exercitu. Idcirco uero huius donationis munificentiam tam firmiter atque inmobiliter imperamus quia pro hoc a domino celeste beatitudinem accipere speramus, illo annuente cui est honor et potestas et imperium per infinita secula seculorum. Deinde huius decreti consentiens testis fuit Adelgarus archipræsul et Oskytel metropolitanus Eboracensis ecclesie, et Ælfstanus Londoniensis episcopus, et A∂ulf Herefordensis basilice episcopus, et Ælfere dux, et Brihtno∂ dux, et Ælfric abbas, et Ælfstan abbas, et alii multi.". La seconda citazione è "Bærnun" in una Concessione Anglo-Sassone di circa l'anno 1000, conservata presso gli Archivi di San Paolo (25 S 1458a), relativa all'elenco del numero di persone richieste per la gestione di una nave fatta a ciascun possedimento della Diocesi di Londra (abbiamo evidenziato il riferimento a Barnes): "[S]cipmen . Of Ticc .iiii. Of Tillingaham .ii. Of Dunmæwan . 7 of Tollesfuntan .i. Of Næsingstoce . 7 of Neosdune .iiii. Of Hinawicun . 7 of Tollandune .ii. Of Gnutungadene . 7 of Bræmbelege .i. Of Þottanheale .i. Of Clopham .ii. Of Bærnun . 7 of Ceswican . i. Of Drægtune .i. Of Caddandune .i. Of Sandune .i. Of Ceaddingtune .i. Of Fullanhamme .v. Of Forþtune .iii. Of Stybbanhyþe . 7 of Gislandune .ii. Of Orseaþun .i. Of Ligeandune .i. Of Seopinglande . 7 of þam westrum Orseaþum .i. Of Bylcham .i. Of Coppanforda 7 Holande .i. Of Suðmynster .v. Of Claccingtune .ii. Of Hæþlege . 7 of Codanham .i.". In Inglese moderno, il testo di cui sopra è così tradotto (abbiamo evidenziato il riferimento a Bromley): Seamen: from St Osyth four; from Tillingham two; from Dunmow and from Tolleshunt one; from Navestock and from Neasden four; from Hinawicun and from Tollington two; from Gnutungadene;and from Bromley (by Bow) one; from Tottenham [Court] one; from Clapham two; from Barnes and from Chiswick one; from West Drayton one; from Caddington one; from Sandon one; from Ceaddingtune one; from Fulham five; from Forthtune three; from Stepney and from Islington two; from Orsett one; from Laindon one; from Shopland and from ‘western Orsett’ one; from Belchamp [St Paul’s] one; from Copford and Holland one; from Southminster five; from Clacton two; from Hadleigh and from Codanhamone.". Nella terza citazione, nel Domesday Book (1086), torna il nome originario "Berne". Successivamente, il nome si ritrova come "Berna" (1181), "La Berne" (1244), "Bernes" (1222, 1273, 1291, 1505), "Barnes" (1387), "Berne" (1629). Leggendo la "Storia", trovate citate tre località di Barnes: Barnes Elmes, Barnes Common e Barnes Green; la prima si ritrova come "Estberne(s)" (1222, 1456), "Barnes Elms" (1538-1544), "Bernelmes" (1580), "Bernelms" (1603), la seconda come "le Comyn" (1469), "The Comon of Barnes" (1665), la terza come "Berne grene" (1443), "Barnes Greene" (1608). In merito al significato del termine, l'originaria parola dell'Old English "Berne" corrisponde nell'Inglese moderno a "Barn" (fienile): era il sito dove esisteva un fienile o dei fienili dove veniva immagazzinato il grano per il Manor di Mortlake.

Storia

Informazioni essenziali sulla Storia dell'area sono fornite in diversi libri da Daniel Lysons, alla voce "Barnes", in "The Environs of London: Volume 1, County of Surrey" (1792), pagine 11-25; alla voce "Market gardens in London", in "The Environs of London: Volume 4, Counties of Herts, Essex and Kent" (1796), pagine 573-576; alla voce "Putney", in "The Environs of London: Volume 1, County of Surrey" (1792), pagine 404-435; nella "Appendix: Corrections to volume 1", in "The Environs of London: Volume 4, Counties of Herts, Essex and Kent" (1796), pagine 577-617. Sono, inoltre, fornite da Thomas Spratt, in "An Account of the Life and Writings of Mr. Abraham Cowley" (1668); da Robert Anderson, in "The works of the British poets: with prefaces, biographical and critical, Volume 7" (1795); da Edward Edwards, in "A short account of the hurricane, that happened at roehampton-lane, and places adjacent, on the fifteenth of october, 1780, illustrated by four outlines. washed and tiented"; da Maisie Brown in "Barnes and Mortlake Past, with East Sheen" (1997); da Robert Cowie - Scott McCracken in "St Mary’s Church, Barnes: Archaeological Investigations 1978-83" (2011); da John Eustace Anderson, in "History of Barnes" (1983); in "A short history of the Parish Church of St. Mary, Barnes" (Pdf); da Andrew Wilson in "Wild about Barnes: The Village on the River" (2011); da Mary Grimwade - Charles Hailstone in "Highways and Byways of Barnes" (2014); alla voce "Parishes: Barnes", in "A History of the County of Surrey: Volume 4" (1912), pagine 3-8, che traduciamo e sintetizziamo liberamente.

1. Eventi storici di rilievo

Storicamente parte della Contea del Surrey nella Hundred di Brixton, sembra che, originariamente, il Manor di Barnes abbia fatto parte del Manor di Mortlake, che apparteneva all'Arcivescovo di Canterbury. Ed in effetti, nel "Toponimo", spiegandone l'etimologia, abbiamo riferito che il suo primo nome sassone "Berne" significa "Fienile", dato che qui esisteva un fienile o dei fienili dove veniva immagazzinato il grano per il Manor di Mortlake. Quando Barnes divenne un Manor autonomo, sotto la proprietà del Diacono e del Capitolo della Cattedrale di San Paolo, la Manor House venne costruita a Barn Elms (in seguito, sarà ampliata in una villa aristocratica). Ecco perché si legge del Manor di Barnes o Barn-elms, dato che la storia originaria di Barnes ruota attorno a quest'antica Manor House di Barn Elms. Il Domesday Book nel 1086 ci fornisce utilissime informazioni in merito allo stato dell'area a quel tempo e nel ventennio precedente. Infatti, nel 1066, al tempo di Eduardo il Confessore (1042-1066), il Manor di Barnes era valutato 6 sterline, divenute 7 sterline nel 1086 nel Domesday Book. In entrambe le date, apparteneva ai Canonici di San Paolo. La popolazione era formata da 14 nuclei familiari (quindi, circa 60 persone), il che, per il tempo, lo fa considerare un insediamento di medie dimensioni. In particolare, 10 famiglie appartenevano a "villagers" mentre le restanti 4 a "smallholders". Le unità tassabili erano 8, quindi, un valore elevato tenuto conto della popolazione. Vi erano terreni agricoli per 6 aratri, 20 acri (81.000 metri quadrati) di prati. La Cattedrale di San Paolo ripartiva alcune sue terre per il sostentamento di ogni Canonico. Le terre rimanenti (chiamate "Communa") venivano collocate come aziende agricole nelle mani di "firmarii", che esercitavano i diritti del Lord del Manor e versavano una determinata somma di denaro alla Cattedrale, fornendo una quantità fissa di provviste, successivamente commutate in denaro (o forse, pagate in aggiunta alle provviste). Si trattava, probabilmente, di una pratica antica quanto la necessità di provviste fisse per un grande corpo monastico o capitolare, ma una delle fattispecie di un Manor destinato a terzi per essere coltivato nel modo citato risale al 1108, quando il Manor di Barnes fu affittato a William e Albertus, Canonici di San Paolo, a vita, in cambio di un pagamento annuale di 8 sterline e un sextar di vino (nel Medioevo, era una grande unità di misura per i liquidi, che variava localmente, tra 4 e 6 galloni imperiali, cioè, 18 e 27 litri). L'indagine fatta dal Diacono e dal Capitolo di San Paolo sui loro Manors nel 1222, dà conto di Barnes e dei servizi da esso dovuti a tale data. Viene valutato 4 unità tassabili, la metà della valutazione contenuta nel Domesday Book del 1086. Si dovevano arare 12 acri di terreno arcivescovile e di questi 8 competevano ai servi della gleba, i restanti 4 ai Canonici o ai loro contadini, con cibo alla Corte arcivescovile. Esso doveva anche fornire 18 uomini di Barnes per la grande produzione di birra dell'Arcivescovo, con il cibo due volte alla Corte arcivescovile. Per la servitù occorreva pagare all'Arcivescovo 32d. per le terre di Putleworth, Aldeland ed Hetta. Sul "demesne", che era formato da 300 acri di terra coltivabile, 30 acri di prato con un piccolo prato chiamato Cotmannemade e 28 acri di pascoli, c'erano due squadre per l'aratro con otto buoi e due cavalli per ogni aratro, gli aratri dei contadini erano strutturati similmente. C'era stato un mulino, non più funzionante per assenza d'acqua, probabilmente perché il corso superiore del Torrente Brook era stato ostruito. Nel 1245, venne effettuata un'altra indagine, da cui risulta che le terre arabili erano salite a 344 acri ed i prati a 40. Verso il 1256, il Manor di Barnes venne fittato a Robert de Barton, Canonico Cantore, a vita, al canone annuale di tre affitti in pane e birra, le quote di rito alla panetteria e birreria, e quaranta scellini all'anno al Capitolo. Diverse altre locazioni ai Membri della Chiesa sono conservati tra i documenti. Nel 1273-1274, secondo anno del Regno di Eduardo I, Richard le Fraunceys e sua moglie Pagan tenevano il Manor, ed in tale anno, trasmisero tutti i loro diritti al Diacono ed al Capitolo di San Paolo, ma dieci anni dopo, nel 1283, Eduardo I dispose che il Manor di Barnes poteva esssere fittato soltanto ai membri della Chiesa di San Paolo. Nel 1291, il Manor di Barnes venne tassato per 12 sterline. Nei primi anni del Regno di Eduardo II (1307-1327), il Manor di Barnes era tenuto da Thomas Cobham, Canonico di San Paolo, il quale si dimise dal suo canonicato nel 1317, quando fu fatto Vescovo di Worcester per disposizione pontificia; il Papa concesse il Manor di Barnes a Vitalis, Cardinale di St. Martin's in Montibus, che era a quella data residente a Londra. Questi inviò il suo Procuratore a prenderne possesso, ma gli fu rifiutato l'ingresso, ed il Decano ed il Capitolo ottennero un ordine del Re che vietava la pubblicazione della concessione papale. Inoltre, proibì al Vescovo di Worcester di trasferire il Manor di Barnes al Cardinale, affermando che confermava i doni dei suoi progenitori. Il Papa cercò di intimorire il Decano ed il Capitolo, minacciandoli di scomunicarli, ma alla fine, nel 1318, si raggiunse un compromesso: il Capitolo avrebbe tenuto il Manor, ma avrebbe pagato al Cardinale 500 Fiorini. Tuttavia, si stabilì che la somma non venisse pagata per il Manor, ma per "riverenza alla Santa Sede e al fine di garantire la buona volontà del Cardinale". Eduardo II fece diverse concessioni relative al Manor di Barnes al Diacono ed al Capitolo di San Paolo durante il suo Regno (1307-1327): nel Settimo anno ed Ottavo anno, dei privilegi ed esenzioni "de providentiis regiis non faciendis"; nel nono anno, concesse il privilegio noto come "free warren" (consistente nel poter uccidere della selvaggina in una data area recintata, normalmente un bosco o piccola foresta, senza incorrere nelle sanzioni legali) nel Manor di Barnes; nell'Undicesimo anno, vietò che il Manor di Barnes, dato dai suoi antenati per il sostegno e stipendio dei Canonici di San Paolo, potesse essere convertito per qualsiasi altro uso. Nel 1316, il Diacono edi il Capitolo di San Paolo ottennero una concessione di "free-warren" a Barnes. Al principio del XV secolo, sorse una disputa tra il Diacono ed i Canonici di San Paolo ed il Grande feudatario, l'Arcivescovo di Canterbury, il quale ricihedeva che essi rendessero il servizio di sovraintendere il suo Manor di Wimbledon (problema superato nel 1408, pagando all'Arcivescovo una somma annuale). Durante questo XV secolo, il Manor di Barnes venne fittato ancora laici e fu successivamente posseduto nel 1467 da Sir John Saye, Robert Basset, Nicholas Gaynsford e Thomas Thwayte, Cancelliere dello Scacchiere, il quale, lo possedeva nel 1480, che nel 1505, venne succeduto da Henry Wyat. Tale Famiglia Wyat tenne il Manor di Barnes per mezzo secolo, nonostante avesse ottenuto una concessione il 1 marzo del diciannovesimo anno del Regno di Enrico VII (1504) per 99 anni al canone annuale di £16 6s. 8d. Infatti, Sir Henry Eyatt vendette i suoi diritti sul fitto a Sir Andrew Judde, che teneva il Manor di Barnes nel 1555. Alla sua morte, passò alla sua vedova Mary, che aveva sposato James Altham, che lo teneva nel 1559; tuttavia, i figli del defunto Sir Andrew Judde contestarono il suo possesso, che alla fine, nel 1573, andò a Thomas Smyth, il marito di Alice, figlia di Sir Andrew Judde. I Registri parrocchiali risalenti al 1538 sono ora presso il Surrey History Centre di Woking, che ha sostituitoil Surrey Record Office di Kingston. Nel 1579, Sir Francis Walsingham, Segretario di Stato, comprò i residui diritti relativi al fitto di Sir Henry Wyatt (ed andò a vivere a Barn-elms, avendo scelto tale sito come ritiro dalle sue fatiche di Stato) e nello stesso anno ottenne anche una concessione dalla Regina Elisabetta I relativa al fitto del Manor che Ella aveva comprato nel 1580 con data a partire dal 1600, quando il fitto di Sir Henry Wyatt sarebbe scaduto.  Durante il periodo per il quale Sir Francis Walsingham tenne in fitto il Manor, Barn Elms divenne collegata ai grandi affari di Stato; infatti, vi si tennero diverse riunioni e vennero prese decisioni politiche. La Regina con la sua intera Corte fu qui intrattenuta nel 1585, 1588 e 1589 (v. paragrafo specifico), e qui venne anche Sir Philip Sidney, che sposò Frances, l'unica figlia del Segretario di Stato. Nel 1590, Sir Francis Walsingham morì e Barn Elms andò alla sua vedova. Sua figlia, che divenne vedova nel 1586, era segretamente sposata al Conte dell'Essex verso questa data. Ciò scatenò l'ira della Regina così che il Conte dell'Essex acconsentì che sua moglie vivesse "molto appartata nella casa di sua madre". Di conseguenza, Barn Elms divenne la residenza occasionale del Conte dell'Essex, sino alla sua morte nel 1601. La Parish di Barnes contava circa 200 residenti nel 1600 ed almeno due taverne nel 1637. La Signora Walsingham (figlia di Ursula di Henry St. Barbe, del Somersetshire, e vedova di Sir Richard Worsley. I suoi unici figli vennero fatti saltare in aria con la polvere da sparo, subito dopo il suo matrimonio con Sir Francis Walsingham) morì a Barn-elms il 19 giugno 1602, venendo seppellita privatamente la notte seguente, vicino al marito, nella Cattedrale di San Paolo, stando a quanto racconta John Stow nei suoi "Annali". Nel 1622, Barn Elms era tenuta da Sir John Kennedy, che, però, si indebitò pesantemente. Poco prima della sua morte nel 1622-1623, la tenuta fu sequestrata ed infine, venduta a beneficio dei suoi creditori. Nel 1628, Edward Ferrers (forse figlio di Edward Ferrers, che sposò Jane, figlia di Sir Peter Vanlore), uno dei creditori, e sua moglie Catherine, tenevano il contratto di locazione, a quanto pare in collaborazione con Richard Gosson, un altro dei creditori, che teneva le Corti del Manor di Barnes nel 1633. In quell'anno, la parte restante del contratto di locazione fu venduta da Edward e William Ferrers e William Geere ad Henry Hylton, Barone di Hylton. Nel 1638, il Diacono ed il Capitolo di San Paolo tennero una Corte in questo Manor e nel successivo 1639, il Decano ed il Capitolo citati fittarono la tenuta per 21 anni a John Cartwright. Durante il "Commonwealth" le terre della Cattedrale di San Paolo vennero confiscate e il "capital messuage" di Barn Elms venne venduto nel 1649 dai Commissari per la vendita di terre della Chiesa ad Anthony Ward e William Hitchman. Il Manor di Barnes fu venduto separatamente nello stesso anno e nello stesso modo a Richard Shute, di Londra. Il Decano ed il Capitolo riacquisirono il possesso nel 1660 all'atto della Restaurazione del Re e rinnovarono il contratto di locazione di Barn Elms a John Cartwright. Verso questo tempo, Abraham Cowley risiedeva a Barnes e forse ebbe una sub-locazione di Barn Elms da Cartwright. Va sottolineato che Evelyn, nel suo "Diario", in data 2 gennaio 1664, riporta che non è certo che Cowley fosse a Barn Elms o in un'altra casa nella Parish di Barnes. Barn-elms fu la residenza temporanea del Poeta Abraham Cowley (1618-1667). Thomas Spratt (1635-1713), Letterato, Vescovo di Rochester e Diacono di Westminster, che fu un suo intimo amico e suo esecutore letterario, nel suo "An Account of the Life and Writings of Mr. Abraham Cowley" (1668) ascrive ad essa un carattere, che Daniel Lysons, al suo tempo (1792) riteneva che non meritasse. In aggiunta, Thomas Spratt attribuisce alla insalubrità del luogo la malattia che portò Abraham Cowley alla tomba; questi scrive: "Egli, fuori dalla fretta, per essere andato fuori dal tumulto e dal rumore della Città, non si era preparato in modo così salutare una situazione come avrebbe potuto fare, se avesse fatto una scelta più piacevole: di ciò ben presto cominciò patire disagio a Barn-elms, dove venne afflitto da una febbre pericolosa e persistente. Successivamente, si spostò a Chertsey, dove morì.". In un giornale, "Mercurius Politicus" del 5 maggio 1659, la Manor House, viene così descritta: "Barn-elms house nel Surrey, con frutteti, giardini, rimesse, stalle, pascoli per un paio di castroni o mucche, acqua di sorgente portato a casa in tubi di piombo, piacevoli passeggiate a lato del Tamigi, ed altre strutture, viene data in fitto, o altrimenti può essere divisa in due comode abitazioni, con giardino, frutteto, e acqua per ciascuno di essi. Ulteriori informazioni al Signor Edward Marshall, Intagliatore di pietre, che vive in Fetter-lane.". Daniel Lysons completa la descrizione scrivendo che la Manor House "è piacevolmente immersa in un recinto, a poca distanza dal Tamigi. E' stata modernizzata ed ampliato considerevolmente dal compianto Sir Richard Hoare, nell'anno 1771. Allora, vennero aggiunte le ali. Nella sala da pranzo e nel salotto vi sono alcuni buoni quadri, in particolare due grandi paesaggi, di Gaspar Poussin, che sono molto ammirati. I piacevoli terreni offrono tutti i vantaggi della riservatezza, senza essere necessariamente circoscritti da mura isolanti. Essi vennero realizzate con molto gusto, quando la casa è stata migliorata. Barn-elms è ora la residenza di Lady Hoare, vedova del defunto Sir Richard. Adiacente alla villa, vi è una casa che apparteneva al Libraio Tonson, quando era Segretario al Kit-Kat Club. Qui costruì una stanza per la loro ricezione, e qui tenevano le loro riunioni. La stanza era decorata con i ritratti dei membri, dipinti da Sir Godfrey Kneller, che sono stati incisi in mezzatinta.". Il Poeta John Hughes (1677–1720) scrisse una descrizione poetica del sorgere del sole in "Barn-Elms" (Daniel Lysons ritenne l'opera insignificante, poiiché scrisse "it contains nothing descriptive or interesting"): Let Phœbus his late happiness rehearse, And grace Barn-Elms with never-dying verse ! ...... He speeds the rising day, and sheds his light. .....". Tra gli abitanti illustri di Barnes-elms vanno ricordati il Musicista George Frederic Handel (1685-1759), che vi risiedette subito dopo essere arrivato in Inghilterra, il Pittore John Vandrebank (1694-1739), Jacob Tonson Junior (morto nel 1767), che venne ammesso in un caseggiato a Barnelmes nel 1747. I discendenti della Familglia Cartwrigth tennero il fitto sino alla metà del XVIII secolo, visto che nel 1750, trasmisero il contratto di locazione a Sir Richard Hoare, al canone di 60 sterline annue. Egli morì nel 1754, e la sua tenuta andò al figlio Richard Hoare, reso Baronetto nel 1786 e morto nel 1787. Barn Elms sembra essere rimasta in possesso di questa Famiglia fino al 1827. In quell'anno, venne costruito un ponte sospeso tra Barnes ed Hammersmith: la Società che intraprese i lavori acquistò la tenuta di Barn Elms e realizzò una strada che la attraversava. Fu venduta anche la casa a Sir Thomas Colebrook, che poi andò al Vice-Cancelliere Shadwell, che vi morì nel 1850. Nel 1876, Henry Davis Pochin vi risiedeva. Il Manor di Barnes rimase nelle mani del Decano e del Capitolo di San Paolo, poi, rimpiazzati dai Commissari Ecclesiastici. Nel 1899, si contavano 25 inquilini del Manor e quattro pretendenti noti al pascolo. Alla fine del XVIII secolo (1792), la Parish di Barnes si estendeva per circa 900 acri, di cui circa due terzi erano arabili, compresi i terreni destinati ad orticoltura, circa 150 acri. Un tal Signor Chapman, che aveva in affitto una grande fattoria, utilizzava circa 100 acri per coltivazioni orticole. Un piccolo terreno era utilizzato per la coltivazione del luppolo, probabilmente, l'unico nell'area, per circa 7 acri. Dieci acri di terreno nelle Parishes di Mortlake e Barnes erano utilizzati per la coltivazione di cipolle per le sementi. Nel primo censimento del 1801, la popolazione era pari a 860 persone. Sino alla metà del XIX secolo, il Villaggio di Barnes era formato da pochi negozi e taverne ed alcune case imponenti, principalmente attorno al "Green" ed al "Common". Crebbe in breve tempo dopo la costruzione del Ponte di Hammersmith e della ferrovia, che raggiunse Barnes e Mortlake nel 1846. Nel 1870-1872, l'Imperial Gazeteer of England and Wales di John Marius Wilson descrive Barnes come segue: "a parish in Richmond district, Surrey; on the Richmond railway and the river Thames, 7 miles WSW of Waterloo Bridge station, London. It has a station on the railway; and it contains the village of Barnes and the hamlet of Barnes-Elms or Barn-Elms, both of which have post offices under Mortlake, London, S. W. Acres, 1,051; of which 115 are water. Real property, £18,738. Pop., 2,359. Houses, 414. The manor was given by King Athelstane to the canons of St. Paul's, London; and was then and afterwards called Berne. ... A tract in the N, 1½ mile long, is engirt by a semicircular sweep of the Thames. Barnes common, contiguous to this on the S, comprises about 500 acres, and lies lower than the level of the Thames' spring tide. Barnes terrace is a pleasant range of houses, chiefly let to summer sojourners. Barn-Elms House was the residence of Sir Francis Walsingham, visited by Queen Elizabeth; afterwards the residence of Heydegger, George II. 's master of the revels, visited by the king; afterwards the property of Sir R.Hoare, the antiquary; and now chiefly a modern mansion, belonging to the family of Chapman. A house in the vicinity, the "queen's dairy," was the residence of the celebrated bookseller Jacob Tonson, and the meeting place of the Kitcat club, adorned with portraits of the members, painted by Sir Godfrey Kneller. This house has gone to ruin; but the portraits have been preserved, and are now at Bayfordbury near Hertford. Cowley, the poet, Fielding, the novelist, and Handel, the composer, were residents of Barnes; Bishop Wilson was for some time rector; and Sir William Bliyard, the surgeon, was a native. The duel between the Duke of Buckingham and the Earl of Shrewsbury, in January 1667-8, was fought near Barn-Elms; and the assassination of the count and the countess D'Antraigues, in 1812, was done in the parish. A suspension bridge, 750 feet long, takes a thoroughfare hence across the Thames to Hammersmith; and a three-arched iron bridge, each arch 100 feet in span, takes across a loop-line of railway from the Barnes station toward the Windsor railway near Hounslow. The living is a rectory in the diocese of London. Value, £375.* Patrons, the Dean and Chapter of St. Paul's. The church was built in 1189, and looks to be mainly early English, but has been rendered uninteresting by numerous alterations. A recess, with rose-bushes on its S exterior, marks the grave of Edward Rose, a citizen of London, who died in 1653, leaving a bequest of £20 to the poor of the parish, on condition that his monumental tablet should be kept in repair, and have rose-bushes trained around it. A small chapel, of recent erection, stands at Castlenan, built and endowed by Major Boilean; and is served by a curate, with salary of £100. Charities, £43.". Nel 1887, il Gazetteer of the British Isles di John Bartholomew descrive Barnes come segue: "par., suburban vil., and ry. sta., mid. Surrey, 7 m. SW. of Waterloo Bridge sta., London, 940 ac., pop. 6001.". Nel 1888, il "Local Government Act" circoscrisse la Hundred of Brixton annettendo tutte le sue Parishes alla Contea diL Londra, tranne Barnes, Merton, Mortlake e Wimbledon. Nel 1894, Barnes e Mortlake si unirono per formare il Barnes Urban District Council. Nel 1906, vi fu il primo servizio di autobus motorizzato tra Mortlake e Barnes con Londra. Nel 1932, Barnes divenne "Borough" che comprendeva anche Mortlake ed East Sheen. Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra il 7 ottobre 1940 ed il 6 giugno 1941, su Barnes caddero 115 bombe esplosive tedesche. Nel 1965, Barnes e Mortlake vennero inclusi nel nuovo London Borough of Richmond upon Thames nell'ambito della Greater London. Oggi, Barnes continua a fornire al visitatore l'atmosfera della vita di un villaggio, dove trovate un campo di cricket, lo stagno, negozi indipendenti, mercatini degli agricoltori (farmers' markets), accoglienti pubs. Le buone connessioni ferroviarie, però, consentono ai pendolari, tra cui i professionisti della City, di raggiungere agevolmente il centro di Londra. In tempi recenti, sono arrivati affermati personaggi dell'Arte e della Comunicazione, noché Nordici (Svedesi). Ciò fa comprendere come i prezzi degli immobili non siano bassi, trovandosi ville da diversi milioni di sterline lungo Castelnau, ed iconiche case in mattoni rossi; tuttavia, non mancano appartamenti lungo il Tamigi e le ricostruite "Boot Houses" (così chiamate perché vennero realizzate rapidamente dalla "Henry Boot Company" per soddisfare le esigenze abitative negli anni a cavallo tra le Due Guerre Mondiali. Proprio lungo il Tamigi, si trovano anche alcune delle case più antiche lungo-fiume, esattamente a Barnes Terrace, una strada lungo cui si trovano ville georgiane che insistono lungo la curva occidentale del Fiume, la cui edificazione iniziò verso il 1720. Qui trovate la stazione della polizia in mattoni rossi, realizzata nel 1891, che seppur trasformata per accogliere appartamenti, ha mantenuto ancora le caratteristiche originarie. Infine, lungo i Tamigi, trovate The Bull's Head, un pub noto come il "Ronnie Scott's di periferia", che fu uno dei primi e più importanti luoghi del jazz nel Regno Unito a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. "The Barnes and Mortlake History Society", fondata nel 1955, promuove la conoscenza non solo della storia di Mortlake e Barnes, ma anche di East Sheen.

2. Sir Francis Walsingham e la Regina Elisabetta I

Sir Francis Walsingham intrattenne a Barnes-elms la Regina Elisabetta I, e come era solita in tutte le visite della Regina, anche l'intera Corte, l'11 luglio 1585, e poi ancora,nel 1588 e 1589. Lord Talbot, in una lettera datata 26 maggio 1589, indirizzata al padre, il Conte di Shrewsbury, lo informa che la Regina sarebbe stata lì quel giorno ed il seguente martedì, per far ritorno a Whitehall il mercoledì successivo: "This daye her matie goethe to Barn-ellmes .... to-morrow being Tewsday, and on Wednesday, to return to Whytehall agayne. Prima della visita, Elisabetta I aveva stipulato un contratto di locazione del Manor di Barn-elmsi, che doveva iniziare dopo la scadenza di quello di Sir Henry Wyatt, nel 1600. I diritti relativi al contratto di locazione vennero concessi nel suo ventunesimo anno del Regno a Sir Francis Walsingham e suoi eredi. Sir Francis Walsingham morì nel 1590, nella sua casa di Seethinglane, così povero, che i suoi amici dovettero seppellirlo di notte tarda, nella maniera più privata possibile. Ciò è confermato dall'assenza del certificato del suo funerale nell' Heralds'-college, come era solito per una persona del suo rango.

3. Le pestilenze del XVII secolo

Il Villaggio di Barnes, grazie alla sua posizione appartata ed all'assenza di strade transitabili, evitò probabilmente la tanto fatale Peste del 1603, dato che in quell'anno, risultano solo cinque sepolture, di cui due sono le seguenti: 1. Signor Egerton, Usciere della Signora Marie, sepolto il 6 agosto 1603; 2. Cameriera della Signora Marie, sepolta il 19 settembre 1603. Orbene, però, stando quanto sopra, "Marie", una figlia infante di Giacomo I, sarebbe stata inviata a Barnes per sottrarla al rischio di contagio dalla pestilenza. Tuttavia, ciò contrasta con i racconti degli Storici, che non la collocano fuori dalla Scozia sino a dopo questo periodo. Lady Walsingham venne inviata in Scozia, nel 1603, per allevare alcuni dei figli del Re e fece ritorno verso l'inizio di luglio, con il Principe Henry e la principessa Elizabeth. Era solito per alcuni Nobili e per la elevata gente di Corte allevare i bambini Reali, dato che scaricavano le spese di vitto, alloggio ed istruzione, per contratto. "Mary" morì a "lord Knevett's" a Stanwell, nel 1607; Elizabeth venne istruita a "lord Harrington's", per cui, o chi ha compilato i registri ha sbagliato il nome, o lo hanno sbagliato gli Storici. Una delle Principesse, nel 1603, fu probabilmente, sotto cura di un membro della Famiglia Walsingham a Barn-elms. Nonostante i registri della Parish di Barnes partano dal 1538, i dati del XVI secolo, stando a Daniel Lysons, erano troppo imperfetti per consentirgli di formare una media. Appare che l'aumento della popolazione non sia stato proporzionalmente grande durante il XVII secolo, nonostante fossero state costruite diverse case su Barnes Terrace, che, essendo piacevolmente situata sulle rive del Tamigi, era tanto frequentata dalle famiglie in cerca di un occasionale sito di ristoro, che durante quella stagione, aveva l'aspetto di una pozza d'acqua pubblica. Seguirono altre pestilenze negli anni 1625, 1630 e 1665-1666: nel 1625, risultano 37 sepolture, un numero di gran lunga eccedente la media del periodo, mentre solo 4 persone vengono citate come defunte durante la pestilenza del 1630. Infine, nel 1665 e nel 1666, la pestilenza non fu così fatale a Barnes come nei villaggi contigui: il numero delle sepolture nell'anno precedente era stato 27, mentre nei due anni citati, solo 19 delle sepolture portano un marchio privato, che aveva lo scopo di sottolineare quelli caduti vittima della pestilenza, quindi, un numero piccolo se confrontato con le sue devastazioni nei villaggi vicini. Il Consiglio Privato del Re (Privy Council) ordinò che, davanti alle Chiese di tutto il Regno, venisse effettuata mensilmente una raccolta di offerte per aiutare gli appestati. Ciò andava fatta nel Giorno della Umiliazione, proclamata proprio per rispondere alla pestilenza: i fedeli dovevano individuare i loro peccati e pentirsi per placare l'ira di Dio. Tutte le persone tra i 16 ed i 70 anni erano tenute a digiunare per tutta la giornata, andare in Chiesa, ascoltare sermoni di esortazione e meditare sui loro peccati. Il danaro che non veniva distribuito nella Contea in cui era stato raccolto, doveva essere rimesso al Vescovo di Londra, affinché aiutasse i malati di Londra e Westminster. I soldi raccolti nelle Parishes della giurisdizione ecclesiastica dell'Arcivescovo di Canterbury erano resocontati ed i relativi conti a lui inviati, mentre i soldi erano inviati materialmente al suo Segretario. Tuttavia, sembra che Newington Butts, Mortlake, Croydon, Barnes e Putney, distribuirono i soldi raccolti tra i loro poveri, senza aspettare ulteriori istruzioni. Negli stessi documenti, vi è un ordine del Consiglio Privato con le seguenti disposizioni: che le case di queste persone che non potevano comodamente essere inviate al lazzaretti, dovevano essere chiuse e custodite da un guardiano, una croce rossa andava apposta alla porta; che chi doveva rimanere rinchiuso in un lazzaretto ed invece andava in giro, doveva immmediatamente essere arrestato ed inviato al lazzaretto, senza che tornasse alla sua abitazione; che quando una casa infestata era aperta, una croce bianca dovesse essere apposta sulla porta, con un cartello indicante da quanto tempo vi era morta l'ultima persona; che la scrittura doveva rimanere quaranta giorni, durante i quali le merci e le camere dovevano essere areate e trattate con zolfo ed altre esalazioni sane; che gli Amministratori civili di ogni Parish dovevano provvedere a coprire i loro Cimiteri con calce non spenta di 12 pollici di spessore e la medesima quantità di ghiaia, per evitare che i vapori nocivi da inalazione; e i Guardiani che frequentavano le case colpite dalla pestilenza dovessero intimare ai passanti di non avvicinarsi troppo.

4. L'uragano del 15 ottobre 1780

In un opuscolo, Edward Edwards raccontò succintamente le notevoli devastazioni provocate da un violento uragano del 15 ottobre 1780 i cui effetti vennero sentiti principalmente a Roehampton e zone adiacenti. La scia dell'uragano dovrebbe essere stata lunga circa tre miglia, con inizio presso la casa di Lord Bessborough a Roehampton e termine ad Hammersmith, la cui Chiesa patì notevolii danni. La maggiore ampiezza fu di 200 yarde. Folle immense di persone si recarono sul sito per diversi giorni, per vedere le devastazioni che aveva cagionato. I maggiori danni materiali furono sofferti nella proprietà di Lewis Brown, un Giardiniere che viveva vicino al sentiero che conduceva da quel sito Roehampton-Lane a Barnes Common. La parte superiore di un frontone della casa d'abitazione venne divelta, formando una notevole voragine nella stanza dove si trovava la figlia. Anche il camino venne scaraventato giù, ma fortunatamente i mattoni caddero all'esterno. Per fortuna, la donna riuscì a fuggire. Il fienile e altri fabbricati furono rasi al suolo, i materiali dispersi ed alcuni di loro scaraventati ad una notevole distanza. Un grande carrello vuoto, che si trovava nel cortile, venne addiritura staccato dalle ruote e portato alla distanza di 90 passi. Delle sette persone che avevano trovato rifugio nel fienile, solo uno morì sul posto, mentre un altro morì in conseguenza delle ferite riportate. Un albero di noce di 12 piedi (4 metri) di circonferenza, nella proprietà di Lady Eggleton, venne sradicato dalle radici e trasportato alla distanza di 22 piedi. In Roehampton-lane e campi adiacenti, più di 130 alberi di grandi dimensioni da 18 pollici a quattro piedi di diametro vennero distribuiti nel raggio di tre quarti di miglio. La maggior parte di essi faceva parte di un filare che formava un viale, completamente distrutto. Gli alberi caddero lungo tutto il sentiero in direzione nord e nord-ovest, in modo che la strada rimase del tutto impraticabile per alcune settimane. Alcuni degli alberi vennero scaraventati ad una distanza considerevole; uno in particolare, di circa 40 piedi di lunghezza, si dice che sia stato spinto dal vento verso il lato settentrionale della strada su Barnes Commons, ad oltre 130 yarde dal punto in cui era cresciuto. La terra in molti dei campi adiacenti era talmente lacerata che aveva l'aspetto di un terreno appena arato. L'Ospizio su Barnes Common ebbe qualche danno, mentre il mulino venne rovesciato e fatto a pezzi.

5. St Mary’s Barnes

Daniel Lysons (Barnes cit.), dopo aver ricordato la prossimità della Chiesa di Santa Maria al Tamigi, distante solo circa mezzo miglio, scrive che "è una delle più antiche strutture nei paraggi della Metropoli". Poco dopo, aggiunge: "Poichè non vi è menzione di una Chiesa nell'Indagine del Conquistatore (ndr Domesday Book, 1086), è probabile che essa venne costruita per la prima volta all'incirca in quel periodo". Quindi, il primo dato certo è che non si conosce l'epoca di originaria edificazione e che, comunque, la Chiesa è postuma al 1086; il citato Daniel Lysons la riporta a poco dopo quella data. Tuttavia, oggi, si ritiene che solo tra il 1100 ed il 1150, nell'allora piccolo e scarsamente popolato Villaggio di Barnes venne eretta una piccola e semplice Cappella rettangolare dedicata alla Vergine Maria, le cui mura erano composte in gran parte da selce. All'incirca al tempo del Regno di Riccardo I (1189-1199), uno dei Canonici della Cattedrale di San Paolo, Henry de Northampton, fondò un Ospedale tra le libertà della Cattedrale: a tale Ospedale, il Decano ed il Capitolo di San Paolo diedero la Chiesa di Barnes, unitamente alla "glebe" (terreni da cui derivano rendite che andavano a favore di un Rettore o Vicario per consentirgli di sostentarsi e rispettare i suoi compiti pastorali) e decime. Al principio del XIII secolo, un'ampliamento verso ovest ampliò la navata, mentre un'altra verso est creò un Coro con trifore. Nel 1215, l'Arcivescovo di Canterbury Stephen Langton, subito dopo aver confermato il sigillo della Magna Carta, si fermò a Barnes per dedicare la Chiesa di Santa Maria. Ralph de Diceto, Decano di San Paolo, concesse la Chiesa di Barnes a Richard, parente di Henry de Northampton, soggetto al pagamento annuale di mezzo Marco. Verso il 1250, sorsero dei dubbi in merito al diritto di presentazione di questa Chiesa, che era detta essere una Cappella di Wimbledon e nel dono del Rettore di quella Parish: nel 1249, infatti, un'indagine sulla Chiesa di Barnes riporta che il Prete raccoglieva "Peter's pence" e quello che raccoglieva lo pagava a "Wimendon" (Wimbledon). La stessa indagine cita nove acri di terra coltivabile e uno dei pascoli, come appartenente alla "glebe" (terreni le cui rendite andavano a favore di un Rettore o Vicario per consentirgli di sostentarsi e rispettare i suoi compiti pastorali). L'Arcivescovo ordinò un'indagine per chiarire la questione e subito dopo, nominò Richard de St. Alban's dietro presentazione del Decano e del Capitolo di San Paolo. Nel 1291, la Chiesa di Barnes venne tassata per 31 Marchi e mezzo, mentre nei Registri del Re è valutata 9l. 3s. 4d. . Verso il 1485, l'aggiunta di una torre occidentale in mattoni rappresentò l'ultimo grande cambiamento sino al 1786, quando venne abbattiuta la parete settentrionale, che creò spazio alla navata settentrionale, affiancata dalla Cappella medievale, elevando i posti a sedere a poco meno di 500. Al principio del XIX secolo, i miglioramenti dei trasporti stradali e ferroviari tra Barnes e Londra favorirono un costante aumento della popolazione, con conguente crescita della domanda di posti a sedere nella Chiesa, il che determinò la necessità di ulteriori ampliamenti, terminati nel 1906: la vecchia settentrionale divenne la navata centrale, con un nuovo Santuario ed il Coro ad est, mentre la Cappella medioevale divenne "The Lady Chapel". Tale rimase la struttura dell'Edificio religioso sino a che l'incendio dell'8 giugno 1978 distrusse totalmente le aggiunte vittoriane ed edoardiane. Fortunatamente, la torre di Epoca Tudor rimase in piedi, così come gran parte della originaria Cappella normanna. Il fuoco ha svelato, però, diverse caratteristiche del periodo che erano sconosciute, che sono state sapientemente incorporate nel progetto della nuova Chiesa dall'Architetto Edward Cullinan, costituendo, ormai, parte integrante della Chiesa riedificata e riconsacrata il 26 febbraio 1984. La restaurata costruzione originaria del XII-XIII secolo è ora denominata "Langton Chapel".

6. Barnes Common, Barnes Green, Barnes Pond, London Wetland Centre

Si tratta di quattro siti che conferiscono un aspetto natalistico a Barnes. Barnes Common è un'importante riserva naturale locale, con un'estensione di 120 acri. Contribuisce ad accrescere l'aspetto rurale della parte meridionale di Barnes, che è attraversata dal Torrente Breverley. Esso separa il più grande Barnes Common (a sud) da Barnes Green (a nord), nel quale trovate Barnes Pond, uno stagno. Nell'aprile 2001, lo specchio d'acqua sparì improvvisamente di notte, senza la causa fosse individuata. Ad ogni modo, il bacino venne rialimentato. Infine, London Wetland Centre, dove si trovano paludi, canneti, acque stagnanti e pascoli. Si tratta di un'area di particolare interesse scientifico, dove svernano due tipi di Anatre, l'Alzavola (Anas crecca) ed il Mestolone comune (Anas clypeata).

7. Il più grande e vecchio platano di Londra

Barn Elms è il luogo dove potete ammirare il platano più grande e vecchio d'Inghilterra. Venne piantato verso il 1685, su di un terreno allora appartenente alla Arcivescovo di Canterbury. Le sue dimenzioni sono davvero notevoli: 35 metri di altezza e 8,23 di circonferenza. La sua crescita straordinaria si deve al fatto che si trova vicino all'acqua e ha beneficiato del clima più caldo di Londra rispetto ai platani del Cambridgeshire.

Richmond upon Thames - Visita guidata

La stazione di Barnes

La stazione di Barnes

Il cartello della stazione indica la vicinanza della University of Roehampton

Il cartello della stazione indica la vicinanza della University of Roehampton

Il cartello, che indica la possibiità di seguire un percorso interessante, mostra come la stazione sia al di sotto del livello stradale

Il cartello, che indica la possibiità di seguire un percorso interessante, mostra come la stazione sia al di sotto del livello stradale

Rocks Lane - Cavalcavia

Rocks Lane - Cavalcavia

Barnes Common

Barnes Common

Barnes Green

Barnes Green

Barnes Pond

Barnes Pond

High Street

High Street

Barnes Farmers Market

Barnes Farmers Market

The Terrace, lungo il Tamigi

The Terrace, lungo il Tamigi

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