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Londra vissuta dagli Italiani ...

Tower Gateway

Sintesi

Tower Gateway è una stazione della Docklands Light Railway (DLR). Logicamente e storicamente andrebbe trattata nell'ambito del London Borough of Tower Hamlets; infatti, il suo nome, significa "Porta" principale verso la Torre (di Londra). Tuttavia, sia pure di pochissimo, la stazione ricade all'interno della City of London, il che spiega la ragione della sua trattazione nell'ambito delle pagine dedicate a tale Municipalità londinese. Il nome attuale della stazione, però, spiega solo in parte l'importanza storica dell'area. Per avere il "quadro completo", è necessario sapere il vecchio nome della stazione, "Minories", alla cui spiegazione è dedicato un apposito paragrafo. A fine pagina, saprete come l'area, in prosieguo di tempo, abbia ospitato un Convento di Monache, abbia funto da deposito di munizioni, abbia rappresentato la dimora favorita da musicisti, abbia albergato una Chiesa usata per i matrimoni clandestini, sia stata sede della Zecca Reale, ed, infine, sia stata (e sia ancora) sede di una stazione ferroviaria, ed oggi, anche di uffici.

Distanza dal centro: 2,6 miglia.

Attrattiva: scarsa di per sé, ma rilevante storicamente, se si tiene conto di quanto appena spiegato.

Descrizione dell'area attorno alla stazione

Uscendo dalla stazione della DLR, o meglio, scendendo la sua grande scala mobile, raggiungete l'inferiore livello stradale. Immediatamente, dopo aver letto il nome della strada, Minories, che coincide con il nome di un vicino pub, The Minories, vi chiedete cosa significhi e quale sia l'origine di tale strano nome. Non preoccupatevi, già sapete che in questa pagina web trovate un paragrafo dedicato al tema. L'iportanza di questa area, o meglio di questa stazione, è che essa rappresenta il "ponte" verso la vicina stazione di Tower Hill, che si raggiunge a piedi rapidamente, ed, ovviamente, alla Torre di Londra. Ma soprattutto, come leggerete, l'area ospitò il Convento o Abbazia detto "Minories", sul sito poi occupato dalla Zecca Reale (Royal Mint), oggi, ricordato oltre che dall'edificio (che ospita un'Assicurazione), dalla Toponomastica, con Royal Mint Street.

Toponimo

Avete già letto che "Tower Gateway" vada inteso come "Porta principale verso la Torre di Londra".

Storia

Due concessioni in Latino di Eduardo I del 1293 e 1294 rappresentano i riferimenti fondamentali della storia dell'area, il cui contenuto ed eventi successivi è poi sapientemente sviluppato da William Dugdale in "Monasticon Anglicanum or, The history of the ancient abbies, monasteries, hospitals, cathedral and collegiate churches, with their dependencies in England and Wales: also of all such Scotch, Irish, and French monastaries, as did in any manner relate to those in England ..." (di cui esistono diverse edizioni, noi facciamo riferimento a quelle del 1722 - volume I, pagina 159, 1723 - volume II, Appendice Pagina 26); da Edward Murray Tomlinson, "A History of the Minories" (1907); dalla voce "Friaries: The minoresses without Aldgate", in "A History of the County of London: Volume 1, London Within the Bars, Westminster and Southwark" (1909), pagine 516-519; da H. Fly, "Some Account of an Abbey of Nuns Formerly Situated in the Street now called the Minories in the County of Middlesex", Archaeologia, XV (1803). Informazioni integrative si trovano in Caroline M. Barron - Anne F. Sutton, "Medieval London widows, 1300-1500" (1994), che traduciamo e sintetizziamo liberamente.

Per agevolare la lettura, distinguiamo i seguenti punti:

1. Eventi storici di rilievo

La storia dell'area può essere riassunta come segue: 1. le vicende del Convento delle Suore di Santa Chiara; 2. la Zecca Reale; 3. la stazione "Minories", oggi denominata "Tower Gateway".

1.1 Il Convento delle Suore di Santa Chiara

Successivamente, leggete della "Royal Mint", la vecchia Zecca Reale, i cui edifici insistono approssimativamente sull'antico sito della "House of the Grace of the Blessed Mary" (Casa della Grazia di Maria Santissima). La struttura fu destinata ad accogliere delle Monache, che in origine, si dissero dell' "Ordine delle Povere Signore". Successivamente, vennero chiamate "Clarisse" (in Latino Sorores Minores Ordo Sanctae Clarae), "Minoresse" (da cui Abbazia delle Minoresse o "Abbey of the Minoresses", da cui è derivata "Minories"), ma anche Ordine Francescano delle Clarisse, nonché Secondo Ordine di San Francesco (fondato da Santa Chiara d'Assisi e San Francesco d'Assisi il giorno della Domenica delle Palme del 1212), in quanto organizzato dopo il Primo Ordine (Frati Minori) e prima del Terzo Ordine (Penitenti o Terziari).

1.1.1 Prime vicende del Convento

La "Taxatio Ecclesiastica" del 1291-1292, voluta da Papa Niccolò IV, contiene le valutazioni più dettagli relativi delle Chiese Parrocchiali Inglesi e Gallesi e prebende (quota delle entrate della Chiesa che andava al Prete come stipendio). Orbene, in tale documento si legge "Ecclesia Sancti Botulphi extra Alegate appropriata priori Sancte Trinitatis London", che viene valutata ai fini della tassazione £ 6. 13s. 4d. 10m. . Il riferimento è importante, dato che il 18 giugno 1293, Eduardo I, nel ventunesimo anno del suo Regno, autorizzò il diletto fratello Edmondo ad assegnare terreni e relative pertinenze nella citata Parrocchia di San "Botulphi" fuori Algate alle Suore di Santa Clara. Stante la vigenza dei c.d. "Statuti di Mortmain", due decreti del 1279 e del 1290 di Re Edoardo I, che vietavano il passaggio di terreni appartenenti alla Chiesa, si rese appunto necessaria l'autorizzazione del Re per l'acquisto della proprietà fondiaria da parte del Convento. Nella citata "Taxatio Ecclesiastica" si legge anche che le Chiese di Hartington e Northburgh vengono assegnate alle Suore. Le prime Suore dell'Ordine erano in procinto di essere portate in Inghilterra dalla moglie del Conte Edmund, Bianca, con tutta probabilità dalla Francia, dato che la regola prescritta per la loro osservanza da Papa Bonifacio era quella seguita nel Convento dell' "Humility of the Blessed Mary" (Umiltà della Beata Maria) a Saint Cloud. Bianca era la figlia di Eobert Count d'Artois (uno dei figli del Re di Francia Luigi VIII) e di Maud di Brabant. Bianca era la vedova del Re di Navarra Enrico Le Gros, e mantenne il titolo dopo il secondo matrimonio. Era la nipote di Santa Isabella, che aveva ottenuto da Papa Urbano IV una Bolla papale per consentire all'Ordine di Santa Chiara di tenere proprietà, e che aveva lei stessa fondato un Monastero dell'Ordine. Edmund e Bianca trascorsero molto tempo in Francia, e proprio lo stretto rapporto intrattenuto con Santa Isabella, può averli ispirato a trasferire dalla Francia all'Inghilterra un ramo dell'Ordine in cui Isabella era tanto interessata e per la cui prosperità aveva fatto tanto. Per tale ragione, il Re Eduardo I, in accordo con il Consiglio Comune del Regno, dichiarò illegale per gli uomini religiosi o altri entrare in un patto di qualsiasi tipo relativo (es. alienare), in modo che la proprietà possa passare senza il suo permesso o quello del Signore della capitale. Eduardo I si dichiarò comunque disposto a concedere uno speciale favore all'amato fratello Edmondo, essendo in suo potere, autorizzandolo ad assegnare un certo appezzamento di terreno, ricevuto in dono e infeudazione dal Maestro Tommaso de Bredstrete nella Parrocchia di San Botolph fuori Algate, alle Suore dell'Ordine Minore che attraverso la nobile signora Bianca, Regina di Navarra, Moglie del fratello, erano in procinto di giungere in Inghilterra e dimorare nel suo Regno. Per tale ragione, autorizzò la costruzione di una Casa per loro ed abitata da loro che doveva essere tenuta dalle stesse Suore e loro successori per sempre. Similmente, il Re concesse licenza speciale per le stesse Suore affinché potessero ricevere lo stesso posto dal suo predetto fratello. Non volendo che lo stesso fratello o eredi e suddette Suore o i loro successori venissero in alcun modo essere disturbati o soffrire per lui o dai suoi eredi tramite il suddetto statuto (ndr Mortmain). Il testo completo del documento è il seguente:

Pro Monialibus de Ordine Minorum, quae per Reginam Navarrae in Anglia sunt venturae.

"REX omnibus ad quos &c. salutem.
Licet de communi concilio regni noftri sta-
tuerimus quod non liceat viris religiosis, seu alijs in-
gredi feodum alicujus, ita quod ad manum mortuam
deveniat, fine licentia nostra & capitalis Domini, de
quo res illa immediate tenetur;
Volentes tamen Edmundo, frater nostro carissimo,
gratiam facere specialem, dedimus ei licentiam,
quantum in nobis est, quod ipse quandam placeam
terrae, cum pertinentiis (quam habet de dono &
feoffamento Magistri Thomae de Bredstrete, in Pa-
rochia Sanct. Botulphi, extra Algate) dare possit &
assignare dilectis nobis in Christo, Monialibus de
Ordine Minorum (quae per nobilem Dominam
Blancam, Reginam Navarrae, Consortem ejusdem
fratris nostri, in Angliam sunt venturae; & infra
Regnum nostrum moraturae; ac Deo & beatae Mariae,
ac beato Francisco serviturae) ad quandam domum
ibidem construendam & inhabitandam,
Habendam & tenendam eisdem Monialibus, &
successoribus suis imperpetuum.
Et eisdem Monialibus quod placeam illam a prae-
fato fratre nostro recipere possint, tenore praesentium,
similiter licentiam concedimus specialem.
Nolentes quod idem frater nostrer, vel haeredes
sui, aut praedictae Moniales, seu Successores suae, ra-
tione statuti praedicti, per nos, vel haeredes nostros,
inde occasionentur in aliquo, vel graventur.
Salvis tamen capitalibus dominis feodi illius ser-
vitiis inde debitis & confuetis.
In cujus &c.
Teste Rege apud Westmon. 18 Die Junii.
Per ipsum Regem.
Per inquisitionem retornatam de consilio.
"

La lettura del documento conferma come il fondatore del Convento possa essere considerato il fratello di Eduardo I, Edmondo Conte di Lancaster, il quale effettuò i passi necessari per la sua realizzazione (il che spiega perché, alla sua morte, il suo cuore venne seppellito sotto l'altare principale della Chiesa). William Dugdale, in "Monasticon Anglicanum (edizione integrata di John Stevens 1722, Volume I, pagina 159), chiarisce l'esatta ubicazione del Convento: "From the West Part of Tower-Hill towards Aldgate, being a long continual Street, amongst other smaller Buildings in that Row, there was some time an Abbey of Nuns of the Order of St. Clare, call'd the Minories, ..... the Lenght of which Abbey contain'd 15 Perches and seven Foot, near unto the King's street, or High-way, ....". Il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1292-1301, alla pagina 87, alla data 22 settembre del ventiduesimo anno di Eduardo I (1294), riporta la dotazione iniziale del Convento, come segue: "Conferma su istanza di Bianca, Regina di Navarra, consorte di Edmondo, fratello del Re, di una donazione da parte dell'ultimo alla Badessa e Suore Minori della Casa di Santa Maria, dell'Ordine di Santa Chiara fuori le Mura di Londra, per il loro mantenimento di una rendita di 30 sterline nel Manor di Shapwyk, presso Dorset, dalle mani di Pietro de Campania o altri contadini, fino a quando egli non fornisca l'equivalente in terre o rendite.". Quindi, la licenza del 1293 e la dotazione iniziale del 1294 rendevano operativo il Convento: ed infatti, non sembra che sia stato perso tempo per far giungere le Suore dalla Francia, perché è evidente che prima della fine del 1294 le Suore si erano sistemate sul piccolo appezzamento di terreno che, per molti secoli, si sarebbe denominato "Minories". Proprio al 1294, esattamente all'8 novembre, risale una nuova concessione che il Re Eduardo I rilascia dalla Torre di Londra:

Pro Abbatissa & Sororibus Minorissis extra Algate.

"REX omnibus, &c. Salutem.
Licet de communi concilio Regni nostri, sta-
tuerimus quod non liceat viris Religiosis, seu aliis
ingredi feodum alicujus, ita quod ad mortuam ma-
num deveniat, sine licentia noftra & Capitalis Do-
mini, de quo res ilia immediate tenetur;
Volentes tamen Edmundo, Fratri noslro carissimo,
gratiam facere specialem, dedimus licentiam, quan-
tum in nobis est,
Quod ipse unum tenementum, quod habet ex di-
missione Willielmi Alutarii, filii Reginaldi, quon-
dam Tegulatoris in Suburbio London :
Unum tenementum, quod habet ex dimissione
Galfridi le Coureur, & Odiernae uxoris ejus, in eodem
Suburbio:
Unum tenementum, quod habet ex dimissione
Willielmi de Waltham, & Elenae uxoris ejus, in
eodem Suburbio :
Unam placeam terrae, quam habet ex dimissione
Salomonis le Tuyller, & Elyciae uxoris ejus, in
eodem Suburbio :
Unam placeam terrae, quam habet ex dimissione
Salomonis le Tuyller & Eliciae uxoris ejus, in eodem
Suburbio :
Unam placeam terrae, quam habet ex dimissione
Galfridi de Hundesdich , Executoris Testamenti
Thomae de la More, in eodem Suburbio :
Unam placeam terrae, , quam habet ex dimissione
Johannae Goldtorne, in eodem Suburbio:
Et Triginta libratas redditus, quas habet ex di-
missione Henrici le Walleys, in Venella Santi Lau-
rentii juxta Westchepe, & in Cordwinstrete & apud
Douvegate, & civitate praedicta:
Dare possit & assignrae dilectis nobis in Christo,
Abbatissae &. Sororibus Minorissis, Ordinis Sanctae
Clarae, de Gratia Beatae Mariae Virginis, extra Al-
gate :
Habenda & tenenda sibi, & Successoribus suis.
Et eisdem Abbatissae & Sororibus, quod ipsae te-
nementa, placeas, & redditus praedicta a praefato
fratre nostro recipere possint, tenore praesentium, si-
militer licentiam dedimus specialem :
Nolentes quod praedictus frater noster, aut haeredes
sfui, vel praedicta Abbatissa, vel Sorores, vel Succes-
sfores sui ratione Statuti praedicti, inde per nos, vel
haeredes nostros , occasionentur in aliquo, seu gra-
ventur.
Salvis tamen Capitalibus Dominis feodorum illo-
rum servitiis inde debitis & consuetis, & etiam libero
ingressu & egressu ad distringendum in eisdem feodis,
pro confuetudinibus & servitiis suis praedictis, quo-
tiens aliquid inde eis a retro esse contigerir.
In cujus &c.
Teste Rege apud Turrim London 8 die Novembris."

Nel documento, tra l'altro, si legge di proprietà a Londra che vennero comprate da Henry Le Galeys (nel testo si legge "Henrici le Walleys"), Sindaco nel 1273 e dal 1281 al 1283. Egli dotò un'altare votivo nella Cappella di Santa Maria che fece costruire nella Chiesa conventuale, dove fu sepolto alla sua morte, nel 1302. Il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1292-1301, alla pagina 170, alla data 15 dicembre del ventitreesimo anno di Eduardo I (1295), riporta un'ulteriore donazione di terre ed altro da parte del Conte Edmondo: "Conferma, a dispetto dello Statuto di Mortmain, di una Concessione di Edmundo il fratello del Re, "granting in frank almoin" alla Badessa dell'Ordine di Santa Clara fuori le Mura di Londra, ed alle Suore lì, 10 acri di terreno di questo demanio nella terra di Hertindon, presso Derby, e l' "advowson" della Chiesa lì". il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1292-1301, alla pagina 105, alla data 12 novembre del ventiduesimo anno di Eduardo I (1294), riporta il nome della Prima Badessa: "Lettere, a richiesta di Edmondo, fratello del Re, per Margaret, Badessa delle Suore Minori, dell'Ordine di Santa Clara fuori Alegate, che nomina John de Ditton, impiegato, e Roger le Brabazun Il Giovane rappresentanti legali per un anno.".

1.1.2 Privilegi e situazione finanziaria del Convento

Sin dalla fondazione, la Casa godette di importanti privilegi. Il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1292-1301, alla pagina 86, alla data 28 agosto del ventiduesimo anno di Eduardo I (1294) riporta "L'esenzione, su istanza di Edmondo, il fratello del Re, a favore della Badessa di Santa Maria (ndr de Gracedieu) dell'Ordine di Santa Clara fuori le Mura di Londra, fondata dal detto Edmondo, e suoi successori (ndr della Badessa), per le citazioni davanti ai Giudici di Eyre per suppliche comuni e suppliche della foresta.". Come risulta dai Registri Episcopali di Ralph Baldock (1307-13) e Stephen Gravesend (1318-27), Papa Bonifacio VIII (1230 circa - 1303), aveva ordinato che nulla dovesse essere preteso da loro per la consacrazione della Chiesa e altari, o per l'olio sacro o sacramenti e che il Vescovo della Diocesi dovesse svolgere questi Uffici gratuitamente; che potevano celebrare servizi a porte chiuse, che le sentenze di scomunica ed interdizione promulgate contro di loro da Vescovi o Rettori non avrebbero prodotto effetto. Egli dichiarò la Casa libera da ogni giurisdizione dell'Arcivescovo di Canterbury e del Vescovo di Londra (Bolla Papale dell'agosto 1294) e la liberò anche dal pagamento di decime al Papa (Bolla Papale del giugno 1295). Egualmente, nel 1319, vi fu l'esenzione dal pagamento di decime concesse da Papa Clemente V al Re, mostrando le lettere di Bonifacio VIII. Ciò risulta dal testo riportato in "Calendar of Close Rolls 1318–23" alla pagina 166:

"To him who supplies the place of the treasurer and to the barons of the exchequer. Order to examine the rolls and memoranda of the exchequer, and to acquit the minorite nuns of St. Clare without Alegate of 106.S. 8rf. for their goods in the bishopric of Coventry and Lichfield for the tenth for two years imposed by Pope Clement V. and granted by him to the king and to his father, and 8 marks for the tenth for three years likewise imposed by the said Pope and granted to the king, if they find that these sums are exacted from them by summons of the exchequer, as the nuns of this order are exempt by papal grant from the payment of tenths from their possessions and goods, as appears by the letters with bulls of pope Boniface VIII, which the king has seen.".

Tuttavia, sembra che la Casa godesse più di privilegi che di entrate. Infatti, il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1313-1317, alla pagina 449, alla data 24 aprile del nono anno di Eduardo II (1316), è riportata "Esenzione da tasse sulle terre, edifici e rendite nella città di Londra, da parte delle Suore Minori della Casa fuori Algate di Londra, in consideazione della povertà della loro Casa.". Nel 1334, parimenti, le Suore presentarono una petizione al Re affinché in base alle Bolle papali evitassero tutte le imposizioni papali sul Clero o concessioni al Re, sostenendo che, altrimenti, non erano in grado di sopravvivere. Le Suore vennero esentate poi da pagamenti vari sempre per le loro condizioni economiche. Innanzitutto, il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1338-1340, alla pagina 86, alla data 24 maggio del dodicesimo anno di Eduardo III (1338), riporta "Giustificazione, in considerazione della loro depressa condizione, a favore della Badessa e delle Suore Minori fuori Algate, Londra, delle decime e quindicesime triennali concesse al Re dai cittadini del Reame ....". Poi, il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1343-1345, alla pagina 434, alla data 11 febbraio del diciannovesimo di Eduardo III (1345), riporta un testo simile al precedente: "Perdono, a causa di compassione per la loro presente depressa condizione, a favore della Badessa e Suore Minori fuori Algate, Londra, di ciò che pertiene al Re da parte loro come pure delle decime triennali concesse a lui dal Clero come quindicesime concesse dai cittadini del Reame.". Finalmente, il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1345-1348, alla pagina 410, alla data 21 settembre del ventunesimo anno di Eduardo III (1347), riporta "Inspeximus di concessione, datata 24 aprile, nono anno di Eduardo II, alle Sorelle Minori fuori Algate, Londra, che le esenta dalla tassazione relativa alle loro terre di Londra; e conferma lo stesso, con una ulteriore concessione che esse ed i loro successori non sarebbero più state soggette ad ogni forma di gabella, come pure per il cavalierato del figlio primogenito ed il matrimonio della figlia primogenita del Re, come altre sovvenzioni, decime, quindicesimi, lana, guardia costiera, e altri contributi, a causa delle loro terre a Londra o altrove all'interno del Regno.". Ed ancora, il "Calendar of Patent Rolls" relativo agli anni 1377-1381, alla pagina 85, alla data 12 dicembre del primo anno di Riccardo II (1377), riporta: "Insepximus e conferma a favore della Badessa e Sorelle Minori di Santa Chiara fuori Aldgate, Londra, dei seguenti: 1. Concessione datata 28 agosto, ventiduesimo anno di Eduardo I, a favore della Badessa e suoi successori, relativa all'esenzione perpetua, su istanza di Edmondo, fratello del Re e fondatore della Casa, da ogni giudizio davanti alle Corti del Re di Eyre per suppliche comuni e suppliche della foresta; 2. Concessione datata 23 aprile, ventisettesimo anno di Eduardo III, relativa all'intenzione da parte del Re in una recente concessione di esentare da tasse, aiuti, decime e quindicesime, di esentarle dalle decime e quindicesime laice, come pure dalle decime ecclesiastiche.". E 'possibile che in queste esenzioni rappresenti non solo un segno della povertà delle Suore, ma anche di forte influenza esercitata per loro conto, dal momento che la Casa ebbe sempre una particolare attrazione per le persone di rango. Quelli sepolti nella Chiesa comprendevano Elizabeth Contessa di Clare, morta nel 1360, Agnes Contessa di Pembroke, per sua volontà testamentaria del 1367; Edmund de la Pole e Margaret sua moglie, ed Elizabeth la loro figlia Elizabeth Duchessa di Norfolk, per sua volontà testamentaria del 1506 ed Anne sua figlia. Margaret de Badlesmere, che viveva nel Convento nel 1323, non fu l'unica vedova della sua posizione a  trovarvi rifugio dal mondo; dato che Margaret Beauchamp, dopo la morte del marito, il Conte di Warwick, fu autorizzata dal Papa nel 1398 a risiedere lì con tre anziane signore per tutto il tempo che avesse voluto e delle due Badesse che avevano preso il velo dopo la vedovanza, Katherine moglie di John de Ingham, ed Eleanor Lady Scrope, figlia di Ralph de Neville. Henry Conte di Lancaster nel 1349, ottennero il permesso del Papa di visitare il Convento con un numero limitato di addetti: il primo con dieci persone, la seconda, una volta all'anno, con due signore. Nel 1346, la Regina Isabella diede alla Monache "advowsons" delle Chiese di Kessingland e Framsden (Suffolk) e Walton-on-Trent (Derby), con licenza di appropriarsene, in modo da poter pregare per l'anima del Re Edoardo II e si mostrò loro amica in altri modi. Fu, infatti, dietro sua richiesta che Eduardo III nel 1340, concesse loro licenza di comprare in proprietà (ma manomorta, per cui i beni erano inalienabili, cioè, non trasmissibili ad altri) per il valore annuo di 30 sterline. Negli ultimi mesi della sua vita, elargì elemosine alle Suore per due volte, la seconda donazione fu per gli anniversari di Eduardo II e John of Eltham (Giovanni Plantageneto, secondo figlio di Eduardo II e della Regina Isabella). Ella non fu l'unica Patrona dei Frati Bigi ad estendere le sue beneficenze alle Suore dell'Ordine di Santa Clara: Elisabetta de Burgh Lady Clare lasciò in eredità nel 1355, 20 sterline, ornamenti e mobili per la casa, 20 sterline per la Badessa Katherine de Ingham e 13s. 4d. a ciascuna delle Suore e venne sepoltà lì dopo la morte. Tra gli articoli lasciati in eredità c'erano una teca di cristallo, un grande calice d'argento dorato e due ampolle "costeles", due paramenti, uno bianco e l'altro di panno nero, e Margaret Contessa di Norfolk, concesse al Convento nel 1382, una rendita di 20 marchi dal Brokenwharf di Londra ("Broken Wharfe" nella Mappa di Ralph Agas - circa 1540-1621), per la durata della vita di William de Wydford, un Frate. William Ferrers, Lord di Groby, lasciò a sua sorella Elizabeth, una Suora del Convento, 20 sterline ed alla Badessa ed alle altre Suore 10 marchi. Nel 1397, John of Gaunt, lasciò in eredità 100 sterline da distribuire tra le Suore. Nello stesso anno, una ricca vedova londinese, Lucia Visconti venne sepolta lì. Joan Lady Clinton lasciò loro per testamento nel 1457, 45 sterline per ricordare il suo anniversario. Sembra che i rapporti tra il Convento e la Famiglia di Thomas de Woodstock, Duca di Gloucester, siano stati molto stretti. Infatti, fu il Duca che ottenne per le Suore nel 1394 l' "advowson" di Potton Church dal Priore e Convento di St. Andrew a Northampton, e predispose la sua appropriazione senza spese per l'Abbazia.  La sua casa era confinante con la Chiesa conventuale e la Badessa e le Suore consentirono di ricavare una porta tra i due edifici, in modo da poter entrare in Chiesa a suo piacimento, un privilegio che non furono disposte ad estendere alla Signora che prese la casa dopo la morte del Duca. La Duchessa morì nel Convento e nel suo testamentò lasciò alla Badessa e Convento £6 13s. 4d. ed un "tonell" di buon vino; a sua sorella Isabella, Suora del Convento, allora di sedici anni, vari libri, tra cui una Bibbia francese in due volumi, con fermagli d'oro smaltati con lo stemma della Francia. La citata sorella Isabella, che venne posta in Convento in età alquanto giovanile (il Mandato Papale recita "venne posta nel Monastero nell'infanzia e vestì l'abito monastico), sebbene avesse il permesso del Papa di lasciare quando avesse voluto (dato nel 1401), ella scelse di rimanere. Nel 1403, il Re perdonò una delle domestiche del Convento per la supplica della Badessa e sua parente Isabel de Gloucestre. Alla fine, infatti, Isabella divenne Badessa. Enrico V nel 1421 o 1422, autorizzò Enrico, Arcivescovo di Canterbury ed altri di pagare all'Abbazia una rendita annuale di 26 marchi dal Manor di Wethersfield durante la vita della Badessa Isabella di Gloucester. Nel 1385, il Re ordinò l'arresto di una Suora apostata, Mary de Felton e la sua consegna alla Badessa per la punizione. Questo legame con la Famiglia Gloucester sarebbe di per sé sufficiente a spiegare il favore mostrato verso le Suore da Enrico IV, che quasi subito dopo la sua ascesa al Trono, visto che diede loro la custodia del Priorato o Maniero straniero di Appuldurcomb durante la guerra con la Francia, con il permesso di comprarla in manomorta dall'Abbazia di Montebourg in Normandia, e nel 1401, in una conferma di privilegi concessi loro dai suoi predecessori, ne aggiunse un altro, che nessun Tribunale, Sindaco o altro funzionario avrebbe avuto giurisdizione all'interno del recinto della Casa, se non in caso di tradimento o di crimini che avessero toccano la Corona. Le Suore non riuscirono a comprare Appuldurcomb, anche se almeno sino al 1429, risultano aver tentato l'acquisto e ne ebbero solo la custodia sino al 1461, quando Eduardo IV concesse loro il Manor in manomorta. Lo fece "in considerazione della loro povertà", anche se nel corso del secolo precedente dovevano aver acquisito una buona dose di immobili da lasciti testamentari effettuati tra il 1368 ed il 1441, ciò, alternativamente o perché la Casa ebbe particolari difficoltà in quel periodo, o come è più probabile, perchè il suo reddito era sempre piuttosto piccolo per il numero delle Suore da mantenere. Nel 1515, 27 monache morirono per patologie infettive; infatti, alla voce "The Chronicle of the Grey Friars: Henry VIII", in Chronicle of the Grey Friars of London Camden Society Old Series", Volume 53 (1852), pagina 29, si legge: ""Thys yere was a gret deth at the Menerys, that there dyde xxvij°. of the nonnes.", cioè, "Quest'anno vi è stata una grande moria presso le Minories, tanto che vi sono morte 27 delle Suore.". John Stow, in "Survey of London" (edizione Strype), ii, 14, recita "A Plague of Pestilence being in this City in the Year 1515, there died in this House of Nuns professed to the Number of 27, besides other Lay People, Servants in the House.", il che fa capire che oltre alle Suore, morirono di peste anche dei laici e dei domestici. Le somme spese nel 1532 per il cibo del Convento furono di poco inferiori a quelle spese per il Convento ed ospiti dell' Holy Trinity Priory. (il conto annuo per i viveri, nel 1532, fu £ 64 9s . 11¼d . cioè circa 25s settimanali), mentre le spese settimanali per gli ospiti e Convento del Christchurch Priory nel 1514 furono pari a £ 1 6s . 5½d . Poco dopo l'epidemia di peste sembra che gli edifici conventuali siano stati distrutti da un incendio. Il Sindaco, gli Assessori ed i cittadini di Londra contribuirono con 200 marchi oltre alle elargizioni di privati, ma su richiesta speciale del Cardinale Wolsey alla "Court of Common Council", si decise nel 1520 di dare ulteriori 100 marchi per completare l'edificio. Anche il Re Enrico VIII, nel 1536, fornì un suo contributo, per 200 sterline e sembra che egli sia stato particolarmente sensibile verso le Suore con cui sua madre aveva relazioni amichevoli. Nel 1526, il sigillo usato da Dorothy Cumberford, la Badessa, presenta una forma ovale appuntita. Rappresenta l'Incoronazione della Vergine, e nella base a sinistra, la Badessa inginocchiata in preghiera sotto un arco scolpito. Un altro sigillo della stessa Badessa rappresenta una santa, a figura intera, che tiene nella mano destra un paio di pinze e nella sinistra un libro. Leggenda: "SIGILLVM ORD' MINORIS". Nel 1532, l'amninistrazione delle Minories contava su £148 4s. 11d. derivate da rendite a Londra (invece, stando a John Stow, £418 8s. 5d. annue, mentre il Valor Ecclesiasticus, indagine voluta nel 1535 da Enrico VIII relativa alle finanze della Chiesa in Inghilterra, Galles e parte controllata dell'Irlanda, il suo reddito ammontava a £342 5s. 10½d. lorde e £318 8s. 5d. nette). I suoi possedimenti comprendevano rendite in varie Parishes londinesi: St. Mary-le-Bow, Allhallows Thames Street, St. Michael Crooked Lane, St. Botolph without Aldgate, St. Magnus, St. Martin Vintry, St. Nicholas Shambles, St. Andrew Undershaft; edifici e terreni annessi e negozi a Whitechapel, il Manor di Appuldurcomb nell'Isola di Wight, il Manor di Woodley (Berkshire), terreni chiamati "Brekenox" a Cheshunt (Hertshire), edifici e terreni a Ringwould (Kent) e Marchington (Stafford), le Canoniche e decime di Hartington (Derby) , Potton (Bedshire), Kessingland e Framsden (Suffolk), decime a Wrestlingworth (Bedshire) e Quenton ( Buckshire) ed una pensione dalla Chiesa di Leake (Nottshire), una delle prime sovvenzioni concesse all'Abbazia  come citata in Taxatio Ecclesiastica.

1.1.3 Soppressione della Casa e vicende successive

William Dugdale, in "Monasticon Anglicanum (edizione integrata di John Stevens 1722, Volume I, pagina 159), scrive che questa Casa era valutata 418 l. 8s. 5d. annue e che venne ceduta da Elisabeth Savage, l'ultima Badessa, ad Enrico VIII, nel trentesimo anno del suo Regno, cioè nel 1539, alla quale venne assegnata una pensione vitalizia di 40 sterline annue, quattro Suore ricevettero una pensione vitalizia di £ 3 3s . 8d . ciascuna, dieci £ 2 13s . 4d ., nove £ 2 ed una novizia £ 1 6s . 8d . Nessuna disposizione sembra essere stata fatta per le sei Suore laiche. John Stow in Survey of London riporta la valutazione al momento della soppressione: £546 0s. 10d. annue. I termini concessi alle Suore non furono svantaggiose rispetto a quelle concesse agli altri. William Dudgale aggiunge che "da allora, il detto Monastero fu abbattuto da Sir Arthur Darcie, Cavaliere, ed altri, succesivamente, in suo luogo, venne costruito un grande magazzino per derrate; e forni convenienti vi vennero costruiti, per la cottura di biscotti per servire le navi di Sua Maestà. Gli spazi adiacenti, appartenenti all'Abbazia, furono impiegati per la costruzione di piccole case. Il dato è confermato anche dal sovracitato William Dugdale, il quale scrive che al posto di questa Casa di Monache vennero costruite diversi depositi per armature ed equipaggiamenti per guerra, diversi laboratori finalizzati allo stesso scopo. Questi aggiunge anche l'esistenza sul sito di una Chiesa. Infatti, demolita l'Abbazia, nel corso del XVI secolo, oltre agli edifici citati, venne eretta una piccola Chiesa dedicata alla Santissima Trinità, nota come "Holy Trinity Minories and St Clare without Aldgate". Gli altri edifici vennero utilizzati oltre che come depositi (in particolare per le munizioni), come ospizi, residenze ufficiali, appartamenti per altri residenti privati. Un racconto suggerisce che sia stato anche una dimora per alcuni dei musicisti reali, mentre un altro cita la Chiesa come un luogo ben noto per matrimoni clandestini all'inizio di Londra moderna. Nel sesto anno del suo Regno di Edoardo VI (che regnò dal 1547 al 1553), concesse a Henry Grey, Duca di Suffolk, un luogo "formerly called 'le myneryes' in the parish of St Botolph without Algate London" (in precedenza chiamato 'le myneryes' nella Parish di St Botolph fuori Algate Londra). Il Duca sembra aver condiviso la proprietà con i suoi fratelli più giovani, alcuni dei quali ebbero incamerate le loro tenute dopo essere stati coinvolti nella ribellione di Wyatt. Il 22 settembre 1563, tali "Minories" furono poi acquistati da Elisabetta I. Nel tardo XVII secolo, lo spazio stava iniziando a diventare un problema, con la Compagnia delle Indie Orientali che usurpava terre della Chiesa con i loro magazzini. Ciò ebbe come risultato piuttosto raccapricciante di incidere sulle tombe, e ci sono documenti da cui risulta una "wholesale removal of the dead" (rimozione all'ingrosso dei morti) dai lotti di sepoltura nel Cimitero-giardino della Chiesa per fare spazio alle sepolture fresche, ed anche una politica nuova adottata di seppellire i morti prima ad una profondità di sei piedi, prima di passare al livello successivo per seppellirli ad una profondità leggermente inferiore, e così via, fino a quando finalmente il Sagrato era così pieno che "i Parrocchiani erano dolorosamente perplessi su cosa altro si sarebbe dovuto fare per reperire spazio aggiuntivo per le sepolture". La Chiesa venne ricostruita nel 1706, ma a poco a poco, le case abitate nel recinto vennero sostituite da magazzini e ferrovie, non appena l'Età vittoriana prese piede. Una veduta degli edifici diruti sul sito dell'Abbazia dopo l'incendio del 1796 è fornita da John Thomas Smith Ancient Topography of London (1815). La didascalia recita "PARTS of the NORTH and EAST WALLS of the CONVENT of ST CLARE or MINORESSES as they appeared after the late fire.". Nel 1899 le Parishes di St Botolph Without Aldgate e di Holy Trinity Minories vennero fuse. Purtroppo, nel 1940, la Chiesa Holy Trinity Minories della Santa Trinità Minories fu bombardata e distrutta, per cui, non residua alcuna traccia architettonica dell'esistenza di Minories, di cui l'unica testimonianza è nella Toponomastica, il nome di una strada, appunto "Minories", come risulta da una delle fotografie proposte.

2. La Zecca Reale

Oggi, l'area è piena di uffici e di locali della ristorazione a loro servizio, mentre, della Londra medioevale rimane assai, tranne il tracciato stradale, che approssimativamente ricalca le vecchie mura della City of London. Brulicante durante i giorni lavorativi, l'area diviene tranquilla nei fine settimana. All'apparenza, sembra una strada priva di importanza. Tuttavia, puntate verso sud, seguendo la strada, passando sotto gli archi della DLR e Royal Mint Street: a tal punto, avrete davanti a voi la Torre di Londra ed un enorme recinto murato che contrasta con le strade lungo cui avete camminato. Seguendo il muro di mattoni gialli, raggiungete un edificio piuttosto imponente e maestoso, che fu il nuovo edificio della "Royal Mint" (Mint = Zecca), cioè della Zecca Reale. Nei primi anni del XIX secolo, si decise di trasferire la Zecca dalla Torre di Londra, dato che lo scoppio della guerra con la Francia, richiedeva spazio sulla Torre. I lavori di costruzione iniziarono nel 1805 su "Little Tower Hill", per essere completati nel 1809. Gli edifici ospitarono i nuovi macchinari del conio azionati a vapore e le residenze degli ufficiali e del personale, che vennero circondati da un confine, il citato muro di mattoni gialli, affiancato da uno stretto vicolo che gli ufficiali potevano perlustrare. Succesivamente, le attività della Zecca cominciarono a richiedere uno spazio tale da non poter più essere svolte negli edifici citati, per cui, la Zecca venne spostata nel Galles dopo la "decimalizzazione" e la struttura oggi viene usata dalla Barclays.

3. La stazione

La stazione ferroviaria "Minories", parte della "London and Blackwall Railway", fu costruita nel 1840. Il sito è ora una stazione di Docklands Light Railway chiamato Tower Gateway, che ha aperto nel 1987 come terminale occidentale dell'iniziale rete della DLR, essendo la stazione più vicina al centro di Londra. Quello che colpisce è l'elevatezza della piattaforma rispetto al livello stradale, a cui si accede attraverso le scale mobili, per cui, oggi, Tower Gateway è un terminale ferroviario sopraelevato. Ulteriori lavori iniziarono il 30 giugno 2008 e la stazione venne riaperta il 2 marzo 2009.

City of London - Visita guidata

Stazione di Tower Gateway - La scala mobile che porta ai binari a livello sopraelevato rispetto la strada

Stazione di Tower Gateway - La scala mobile che porta ai binari, a livello sopraelevato rispetto la strada

Il cartello stradale su cui si legge "Minories"

Il cartello stradale su cui si legge "Minories"

The Minories - Pub

The Minories - Pub

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