www.italianialondra.it

Londra vissuta dagli Italiani ...

"A Londra non si finisce mai di imparare!"

Laura Orsini ha "sete di conoscenza" e si aggiorna costantemente. Svolge la professione di traduttrice ed interprete. Vediamo cosa ci racconta ...

Sono nata in Toscana e lì ho vissuto fino alla fine degli anni '80 quando, al compimento dei venti anni, mi sono trasferita a Londra per quello che doveva essere un soggiorno di studio. D'imparare non si finisce mai e tanti anni dopo sono ancora a Londra. La mia permanenza si può dire sia sempre a scopo di studio tant’è che una cara amica, vista la mia propensione all’intraprendere corsi di educazione e di crescita personale a ciclo continuo, mi ha attribuito il soprannome "Millecorsi". Spicca, tra i miei mille corsi, il BA (HONS) Fine Art alla Central Saint Martins School of Art and Design dove, dal 1992 al 1995, ebbi modo di esplorare a fondo la mia ambizione artistica e il MA in Bilingual Translation conseguito nel 2003 presso la University of Westminster.

Una collega ha definito l’attività del traduttore "a desperate attempt, but an interesting one" a ciò posso solo aggiungere che fin dall'inizio la professione del traduttore si è rivelata tanto interessante quanto solitaria. Per porre rimedio a tale isolamento (o al contatto con il mondo attraverso Internet), ho frequentato un altro corso, ottenuto un altro titolo di studio (Diploma in Public Service Interpreting), e dal 2004 intrapreso la carriera d'interprete. L'interpretariato "vis a vis", o di trattativa, secondo la classificazione italiana, mi consente di incontrare tantissime persone edi fare un'esperienza diretta degli ambienti e della dimensione culturaledi cui spesso trattano i testi che traduco. A sua volta, è attraverso la traduzione che ho modo di approfondire determinate nozionie conseguire una preparazione di supporto all’interpretariato.

A scanso di equivoci, l'interpretazione è la traduzione orale di una parola/e o frase/i da una lingua all'altra, la traduzione è il metodo scritto di transizione tra una lingua e l'altra. "Verba volants cripta manent", come dice l'adagio, e se nel processo comunicativo orale l'interprete è contemporaneamente ricevente ed emittente e in grado di decodificare un messaggio da lingua orale a pensiero e di ricodificarlo in un'altra lingua in nanosecondi, il traduttore, prima di cominciare a scrivere, usufruisce della visione dell’insieme, può (e deve) leggere il testo completo, fare domande ese necessario svolgere una ricerca per formulare le risposte che informano l’approccio metodologico.

Si tratta di due professioni distinte che la citazione qui sopra accumuna giacché, in entrambi i casi, pratico un’arte la cui missione è di spianare le barriere linguistiche e di gettare un pontetra due culture. Lingua e cultura sono interconnesse e la parola non è un cristallo trasparente e immutabile, ma è l’espressione di un pensiero vivo con le sue varianti di colorito e di contenuto secondo la fonteda cui proviene, ilmomento e il contesto nella quale esiste. Svolgo un’attività creativa il cui successo nel breve termine si fonda sulla capacità di prendere decisioni e nel lungo termine dipende principalmente dalla consapevolezza della responsabilità che mi assumo ogniqualvolta che intraprendo tale processo. Per inciso, come ribadiva sempre il mio professore di scultura, tali doti sono i punti fermi nel compimento di un'opera d'arte.

Sono una libera professionista e questo significa essere sempre disposizione e pronta a lavorare tutta la notte o durante il fine settimana se necessario. La libera professione esige autodisciplina: mantenere aggiornata la mia banca terminologica, tenere i libri contabili e i contatti con la clientela sono solo alcuni dei compiti sulla mia lista quotidiana.

Una decina di anni fa mi sono trasferita dalla centralissima Kennington al verde sobborgo di Dulwich, e da allora, sulla mia lista quotidiana, quali antidoti alla fatica mentale, non manca mai il giardinaggio o una camminata. Di stagione in stagione, curo le piante del giardino di casa e traggo grande soddisfazione e insegnamento dal coltivare le verdure nel mio appezzamentoin un orto sociale circondato dal verde e lontano dai rumori.

Tornando ai lontani anni '80 e al mio arrivo a Londra, devo dire che tra me e la metropoli non fu un amore a prima vista;  ci volle tempo per individuare il carattere della città e coglierne lo stile unico e così esteticamente in conflitto con le aspettative di chi è nato dove sono nata io.

Oggi, più di sempre, adoro Londra, una città che consente a chiunque diassumere il titolo di "londinese" senza esigere in cambio il sacrificio delle proprie origini. Infatti, nella mia esperienza, la città ha agito da conduttore consentendomi di affermare in modo emancipato e liberatorio la mia individualità e diversità. Il risultato: parlo l'inglese con l'accento italiano e l'italiano con l‘accento toscano, sono capace di apprezzare il lato pratico dei sandali indossati con i calzini e bevo il tè, le masterclass di pasta spianata sono quanto di meglio ho da offrire agli amici.

Di questo straordinario crogiuolo e università di vita presso la quale ho il privilegio di continuare ad imparare, la descrizione migliore è quella data da un signore italiano che ho incontrato durante una riunione dilavoro: "Londra mi fa sentire libero"!

SI

© Copyright | Mappa | Legale | info@italianialondra.it